Hanno condannato a morte il portiere dell'Inter: il romanzo di "Pantera nera"
La Gazzetta dello Sport

Hanno condannato a morte il portiere dell'Inter: il romanzo di "Pantera nera"

Giovedì 21 maggio 2026
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Bepi Peruchetti, bresciano di Gardone Val Trompia, arrivò a Milano per sostituire Ceresoli, abolì la barriera perché parava meglio senza, avallò la cessione di Meazza al Milan, poi scoppiò la guerra. E diventò il partigiano Beppe...

Lì, in carcere, di pochi stracci vestito, senza il conforto di nessuno, morso dalla stretta della fame e attanagliato da una paura che gli si è incollata addosso, al partigiano Peruchetti resta molto tempo per pensare e poco da vivere. È stato condannato a morte. La sentenza l’hanno pronunciata gli Arditi. Così si chiamavano le truppe d’assalto dell'arma di fanteria del Regio Esercito italiano durante la prima guerra mondiale; così si chiamano - oggi, anno di grazia 1944 - i reparti ricostituiti durante la Seconda Guerra Mondiale. Sono in maggioranza fascisti. Hanno fatto prigioniero Peruchetti - che di nome fa Giuseppe, bresciano di Gardone Val Trompia, classe 1907 - per una sola ragione. È un partigiano. Si fa chiamare Beppe, è il suo nome di battaglia. 

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