Sinner: "Ripenso ancora alla finale del 2025, Parigi mi dà energia e conservo sensazioni speciali"
La Gazzetta dello Sport

Sinner: "Ripenso ancora alla finale del 2025, Parigi mi dà energia e conservo sensazioni speciali"

Venerdì 22 maggio 2026
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Jannik, che debutterà a Parigi lunedì o martedì contro il francese Tabur: "Periodo intenso, sto ancora recuperando, ma meglio vincere ed essere stanchi. Il caldo? Può creare problemi, ma la palla viaggia più veloce e mi favorisce”

Jannik, che debutterà a Parigi lunedì o martedì contro il francese Tabur: "Periodo intenso, sto ancora recuperando, ma meglio vincere ed essere stanchi. Il caldo? Può creare problemi, ma la palla viaggia più veloce e mi favorisce”

Dal nostro inviato  Riccardo Crivelli 22 maggio - 16:49 - PARIGI

Applausi per il re. Non esiste anfratto del Roland Garros in cui Sinner possa muoversi liberamente: lo cercano, lo vogliono, gli chiedono selfie e autografi. E poi si ritrovano in migliaia sul Centrale ad assistere all’allenamento con l’argentino Baez, che pur in un clima rilassato di punti ne ottiene pochini. Uno Jannik rilassato dopo la toccata e fuga sulle sue montagne: “Sono andato dai miei genitori un paio di giorni. Sono rimasto lì e sono tornato giovedì, di giorno. Cerco di riprendermi un po’, sto ancora cercando di recuperare e spero di essere pronto per il primo turno”.

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OBIETTIVI

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Debutterà lunedì o martedì contro il francese Tabur, l’avvio di un percorso che dovrebbe portarlo, nei pronostici e nelle sue speranze, a conquistare l’ultimo Slam che ancora gli manca. Non è favorito: di più. Lo racconta meglio di ogni altra cosa la marcia trionfale degli ultimi due mesi, i 5 Masters 1000 vinti e le 29 partite di fila: “È stato un periodo molto lungo ma molto positivo. Sai, sono fortunato ad essere in questa posizione. Penso che sia sempre meglio vincere e iniziare a sentirsi stanchi piuttosto che sentirsi molto bene ma perdere dopo un paio di turni. Cerco di trovare un buon equilibrio ora sul campo di allenamento, tra spingere, capire anche quando spingere, e poi spero di essere pronto per le partite del primo turno. Sono molto felice di essere tornato qui. È un torneo molto speciale, penso che anche l'emozione ti aiuti a trovare un po' più di energia durante il torneo”. Ma come da filosofia della casa, si pensa a un ostacolo per volta: “È chiaro, un’occhiata al tabellone la dai sempre, ma io guardo sempre alla partita che devo giocare, non a quelle che verranno. E anche in allenamento non immagino tutto il percorso, altrimenti sei nel mood partita per tutto il torneo e non va bene”. Ad accoglierlo, a Parigi, temperature già estive che dovrebbero protrarsi per almeno una settimana: “A Indian Wells credo di essermi abituato al caldo, sono condizioni che possono creare problemi ma al tempo tesso consentono alla palla di viaggiare più veloce e quindi mi favoriscono. Comunque ho ancora quattro giorni per abituarmi e farmi trovare pronto”. Ritroverà il Centrale un anno dopo i tre match point falliti in finale contro Alcaraz: “A ogni modo sarà una sensazione speciale. Come ho detto, è un torneo molto speciale per me, ed è migliorato sempre di più di anno in anno, e l'anno scorso sono andato molto vicino a vincerlo. Ma le sensazioni e il legame con il pubblico sono stati molto belli. Tanti bambini, cosa che mi piace molto vedere. Sì, è stato molto bello anche salire le scale, entrare in campo per l’allenamento. E ovviamente ripenso ancora a quello che è successo, ma conservo comunque sensazioni molto positive”.

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