Nuovi motori F1, Audi e Ferrari contrarie alla proposta di modifica per il 2027
La Gazzetta dello Sport

Nuovi motori F1, Audi e Ferrari contrarie alla proposta di modifica per il 2027

Venerdì 22 maggio 2026
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La soluzione annunciata dalla Fia, cioè il passaggio del rapporto tra combustione ed elettrico dall'attuale 50/50 a 60/40, non trova favorevoli la scuderia tedesca e il Cavallino. In mancanza di un accordo con voto favorevole di tutti i team, la norma sarebbe rinviata al 2028   

La soluzione annunciata dalla Fia, cioè il passaggio del rapporto tra combustione ed elettrico dall'attuale 50/50 a 60/40, non trova favorevoli la scuderia tedesca e il Cavallino. In mancanza di un accordo con voto favorevole di tutti i team, la norma sarebbe rinviata al 2028   

dall'inviata  Giulia Toninelli 22 maggio - 16:44 - MONTREAL (CANADA) Fred Vasseur, 57 anni, team principal della Ferrari

L’accordo tra Fia, Formula 1, scuderie e costruttori di power unit per un intervento sui motori a partire dalla stagione 2027 sembrava essere ormai cosa fatta. Lo scorso 8 maggio, dopo lunghe conversazioni tra le parti iniziate al via di questo cambio regolamentare, la Federazione aveva infatti annunciato che avrebbe portato il rapporto dei motori tra parte termica e parte elettrica a 60:40, contro gli attuali 50:50. Una soluzione, studiata per tentare di arginare i problemi emersi durante le prime gare in merito alla ricarica dell’elettrico, che, al contrario delle iniziali aspettative, sembra non aver trovato pieno riscontro tra i protagonisti della massima serie. 

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il piano

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Il piano presentato dalla Fia, che per essere approvato deve essere sottoposto al voto del Consiglio Mondiale del Motorsport, prevede l’aumento del flusso di carburante e una contemporanea riduzione dell’elettrico, una tematica non gradita ad alcuni dei team costruttori della griglia: secondo quanto riportato da The Race, solo Mercedes e Red Bull avrebbero infatti dato la loro approvazione, mentre Ferrari e Audi sarebbero contrarie all’introduzione della modifica nel 2027, preferendo invece aspettare il 2028. 

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le motivazioni di audi e ferrari

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Le motivazioni alla base del rifiuto di Audi sarebbero legate ai costi: la modifica, con il flusso di carburante maggiorato, richiederebbe la produzione da parte dei team di nuove scocche e, di conseguenza, un aumento delle spese di vari milioni di euro. Costi decisamente importanti, che peserebbero sulle squadre soprattutto dopo un anno come il 2026, che ha visto i team costruttori aderire al nuovo, dispendioso regolamento tecnico, con tutti i costi che lo sviluppo di questi motori ha comportato. Per Ferrari, invece, le motivazioni sarebbero più sportive: la paura è che con la modifica dei motori si vada anche a cambiare l’attuale soglia dell’ADUO, il meccanismo che la Rossa vuole sfruttare quest’anno per ovviare alle difficoltà emerse con la nuova power unit. Le norme dell’ADUO garantiscono infatti due interventi e budget extra nel 2026 e nel 2027 per le squadre con un deficit di potenza maggiore del 4% rispetto al miglior motore della griglia. 

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il voto

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Se si decidesse di cambiare il rapporto delle power unit, cambierebbero di conseguenza anche le logiche di assegnazione e di gestione dell’ADUO, e la rossa rischierebbe di non poter sfruttare un aiuto sul quale, invece, già conta. Per l’approvazione delle modifiche al Consiglio Mondiale del Motorsport serve l’ok di tutti i team costruttori e, se non si troverà un punto di accordo, l’attuazione del modello 60:40 per i motori sarà rimandata al 2028. Intanto, però, la Fia sta già lavorando ad altre modifiche, per un compromesso da portare in pista nella prossima stagione: un aumento moderato del flusso di carburante, non così alto da richiedere la costruzione di nuovi telai e quindi costi elevati, e la riduzione della durata di alcuni GP.

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