Pep saluta il City e si commuove: "Dopo 10 anni non ho più l'energia. Servono menti fresche"
La Gazzetta dello Sport

Pep saluta il City e si commuove: "Dopo 10 anni non ho più l'energia. Servono menti fresche"

Venerdì 22 maggio 2026
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La telefonata di De Bruyne, il messaggio di Ferguson, il discorso ai giocatori "andato malissimo". Guardiola si congeda in conferenza: "Mi devo riposare"

La telefonata di De Bruyne, il messaggio di Ferguson, il discorso ai giocatori "andato malissimo". Guardiola si congeda in conferenza: "Mi devo riposare"

Dal nostro corrispondente  Davide Chinellato 22 maggio 2026 (modifica alle 16:34) - LONDRA

La telefonata di Kevin De Bruyne, quella che gli ha fatto più piacere. Il messaggio di Alex Ferguson. Il discorso ai giocatori, "andato malissimo perché non sono mai stato così nervoso". Pep Guardiola racconta in una conferenza stampa originariamente programmata per parlare della partita di domenica con l’Aston Villa, perché lascia il Manchester City, perché lo fa proprio ora, dopo 20 trofei in 10 anni, e quello che lo aspetta dopo. "Riposo, tanto riposo".

VIDEO: Le prime parole di Guardiola alla vittoria dell'Arsenal

FUTURO

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Pep ha le idee chiare su quello che lo aspetta. "Voglio riposarmi, non penso che allenerò per un pezzo, altrimenti rimarrei qui - ha raccontato -. Molti amici con cui ho parlato, quando ho detto loro che stavo pensando di smettere, mi hanno detto che il calcio mi mancherà troppo e che dopo tre mesi tornerò in pista. Non penso andrà così, penso mi ci vorrà un po’ di tempo: ma devo scoprirlo da solo. Tolto il periodo a New York (la pausa dopo aver lasciato il Barcellona, ndr), vado avanti così senza sosta da anni: con questo ritmo, con le continue partite, con tutte le pressioni. Ho bisogno di riposare, di rilassarmi. Devo vivere un po’ la mia vita ora, vedere che succede. Dieci anni sono tanto tempo, il club ha giocatori incredibili ed è pronto per un nuovo capitolo".

pERCHé ORA

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Pep ripete anche ai giornalisti quello che aveva detto nel suo video d’addio sul perché lascia il City proprio adesso. "È il momento giusto - dice -. È una sensazione che ho da un po’, ma quando ero in corsa per qualcosa ero focalizzato solo su quello, sul provare a vincere. Ora non abbiamo più niente per cui competere, e voglio salutare la mia gente domenica. È arrivato il momento di dire basta perché sento che non ho l’energia per continuare, per farlo di nuovo. Non è questione di non avere più ambizioni, è che dopo 10 anni è arrivato il momento. Penso che non sia positivo per un’organizzazione avere la stessa persona al comando per tanti anni. Serve cambiare, servono nuove idee, menti fresche. Ora è il momento perfetto, non lo era lo scorso anno. Abbiamo vinto due coppe, abbiamo lottato fino alla fine per la Premier: è il momento giusto".

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L'EREDITà

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Guardiola racconta di essere rimasto senza parole quando il club gli ha detto che intitolerà a lui la nuova tribuna, che verrà inaugurata proprio domenica. "Ci sarà mio padre alla partita, 94 anni: sarà bellissimo vedere il suo nome lassù. A me piace pensare che la mia energia vivrà lì, che nei momenti difficili, quando dal campo guarderanno su, io manderò un po’ della mia energia positiva". Del suo nuovo ruolo, quello di ambassador del City Group, spiega che non prenderà decisioni e non starà sotto i riflettori, ma che gli piaceva l’idea di rimanere legato a questo club, e a quella Manchester in cui ha vissuto per 10 anni e che sente sua. Come il City, ma non solo per i trofei che ha vinto. "Le coppe sono lì: ci passi davanti, le guardi e sei contento. Ma sono le telefonate come quella di De Bruyne di questa mattina che significano tutto, che ti fanno capire quello che lasci. Abbiamo vinto tanto perché sono rimasto tanto, ma sono rimasto perché il club mi ha protetto, per la fiducia e la sinergia che c’erano. Abbiamo creato uno standard, delle aspettative, un modo di fare le cose. Sono sicuro che andranno avanti per quella strada, che alzeranno ancora l’asticella, perché conosco il club e conosco le persone". Più dei 20 trofei, è proprio questo che Pep lascia al City: lo standard adesso è l’élite. Quella a cui Guardiola apparterrà per sempre.

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