Dall’Igna: "La Formula 1 ci darà ispirazione per crescere. Ma la MotoGP è più spettacolare"
"L’addio a Bagnaia? Con lui emozioni incredibili - ha detto il direttore generale di Ducati Corse sul palcoscenico di Eataly -, ma ho dovuto pensare al bene del team”
"L’addio a Bagnaia? Con lui emozioni incredibili - ha detto il direttore generale di Ducati Corse sul palcoscenico di Eataly -, ma ho dovuto pensare al bene del team”
Mario Salvini Giornalista 22 maggio - 17:35 - MILANOGigi Dall’Igna mattatore sul palco che è stato di Bruce Springsteen e Charles Aznavour. Allo Smeraldo di Milano, da quasi 15 anni diventato Eataly, il direttore generale di Ducati Corse ha dialogato di MotoGP con l’amministratore del gruppo Eataly, Andrea Cipolloni, suo sponsor e appassionato rivalatosi espertissimo. E anche a suo modo incalzante con le domande. Così da stimolare tutta una serie di riflessioni e anche qualche bella rivelazione. Dall’Igna ha parlato dell’evoluzione della figura del pilota. Di come i ragazzi sono cambiati in tutti questi annida cui lui è nel Mondiale. “Sono più educati, più sani. Sono persone normali. Non sono dei supereroi, né delle superstar, ed è veramente piacevole lavorare con loro”. Rispetto al passato sono attorniati da familiari sempre più presenti: papà, sorelle, fratelli che sono entrati a far parte dei team. Presenze costanti ma non così invasive che secondo il gran capo ingegnere della Ducati non crea troppi problemi. “Appunto per il discorso che si faceva prima, in MotoGP la maturità dei piloti è tale che la presenza dei genitori, dei fratelli, degli amici non ha più peso di tanto. Non li condiziona”.
VIDEO: Dall'Igna: "Le concessioni non ci aiutano, 2025 meraviglioso, lavoriamo per il '27"le concessioni
—Particolarmente interessante il passaggio sulle concessioni. Ovvero sulla regola che soprattutto negli ultimi anni passati aveva permesso ai team più indietro in classifica di recuperare grazie a maggiori possibilità di sviluppare la moto attraverso aggiornamenti e ore di test. Chance che hanno ridotto il dominio della Ducati permettendo ai suoi rivali, Aprilia in primis in quanto più abile di tutti, di recuperare sul fronte della tecnologia e dunque della performance. Come il campionato attuale sta ampiamente dimostrando. “È la differenza tra lo spettacolo e lo sport”, ha detto chiaro Dall’Igna. “È ovvio che le concessioni se fosse sport puro non sarebbero nemmeno concepibili: non è che Duplantis perché vince sempre gareggia con un’asta più corta degli altri. Quello è sport, noi viviamo in una realtà che non è solamente di sport. E’ una realtà che in parte è anche spettacolo. Ma è vero che il nostro è uno sport talmente costoso che qualche compromesso deve essere accettato. Tutto sta nel dove si mette il bilanciamento, la linea di definizione tra sport e spettacolo. Mi sta bene che si vada un po’ verso la direzione dello spettacolo, ma vorrei che rimanesse prevalentemente uno sport. Che vincesse chi se lo merita. Perché semplicemente è giusto così. Ma sono d’accordo nel pensare che se il mondo dove vivo luccica un po’ di più è ovvio che sto meglio anch’io. Quindi sì, qualche compromesso va accettato”.
Liberty Media
—Conseguenziale passare a parlare di Liberty Media, i nuovi proprietari del Motomondiale. “Da Liberty Media mi aspetto che faccia splendere il Mondiale più di quanto ha fatto in questi ultimi anni, sulla base del bellissimo lavoro che ha fatto con la Formula 1. Anche perché il nostro spettacolo di base è superiore a quello della Formula 1. La MotoGP ha molto meno bisogno di artifizi per aumentare il suo aspetto spettacolare. Ovviamente dobbiamo prendere spunti da tutti, compresa la Formula 1, ma senza snaturarci: la MotoGP deve rimanere a misura d’uomo. Bisognerà fare qualcosa per rendere più bello, più piacevole il paddock. Ma bisogna rimanere MotoGP. Io personalmente prendo continuamente spunto da tutti, anche da altri ambiti sportivi e no. Ma non ho mai copiato nessuno”. Interessanti anche le riflessioni sul fatto che gli altri team stiano crescendo con tecnici prelevati dalla Ducati. Cipolloni ha voluto sapere anche del lato umano, dei rapporti dopo le separazioni. “Ogni persona è una storia diversa – ha raccontato Dall’Igna – ci sono persone che mantengono un rapporto corretto, altre un po’ meno. Il fatto che ci siano tanti ex Ducati che ricoprono ruoli apicali in altre realtà della MotoGP è il risultato del nostro lavoro e della nostra organizzazione. Io continuo a pensare che la cosa più importante sia far crescere la cultura, la cultura della moto all’interno del paddock. Che tecnici cresciuti da noi stiamo avendo successo altrove è il risvolto della medaglia della nostra buona organizzazione”.
organizzazione ducati
—Per contro il capo della struttura sportiva di Borgo Panigale ha tenuto a sottolineare un aspetto: “Noi siamo l’unico Costruttore che non ha mai attinto all’interno di altri reparti Corse. Abbiamo sempre rimpiazzato chi è andato via con qualcuno che lavorava da noi, normalmente con le persone giovani. E questo sicuramente ci rende orgogliosi”. Da lì il passaggio all’organizzazione, allora. “Non prendo mai decisioni da solo. Non voglio che una cosa venga fatta in un determinato modo perché l’ho detto io. Chiedo sempre ai miei collaboratori di dirmi se una cosa, una qualsiasi, loro la farebbero in modo diverso. Poi, certo, la decisione finale la prendo io, perché ci vuole qualcuno che si prenda la responsabilità. Ma tutto è frutto di quanto uscito dalle riunioni. Non sono certo uno di quelli che pensano che le riunioni siano perdite di tempo. Anzi, tendo a far partecipare alle riunioni persone che non sono direttamente coinvolte nell’argomento di cui si discute, proprio per cercare di avere quanto più possibile dei punti di vista diversi”.
capitolo piloti
—E ovviamente non si poteva non parlare di piloti. A Cipolloni è bastato nominarli. Andrea Dovizioso: “Con lui abbiamo fatto delle cose magnifiche insieme. Ho tantissimi bei ricordi insieme a lui. Anche se poi alla fine della nostra relazione il rapporto s’è un po’ incrinato e lavorare insieme non era più bello come era stato prima. M per me è più bello ricordare i momenti belli”. Jorge Lorenzo: “Una persona molto particolare che ho avuto il piacere di conoscere fin da piccolo. È l’unico pilota che ho portato con me in 125, in 250 e poi anche in MotoGP. Non credo ci sia un altro che ho gestito in tutte le categorie, in tutti gli aspetti del Motomondiale. È un pilota incredibile. Già da piccolo, a 14 anni, faceva delle cose straordinarie. Cose che ho viste fare solo da lui, soprattutto nelle categorie minori. Vedere certe sue linee al computer, certe sue telemetrie, era come ammirare la Gioconda”. Pecco Bagnaia: “Con Pecco ho condiviso il momento più bello della MotoGP, la vittoria del Mondiale 2022. Un momento di gioia incredibile per il quale mi emoziono ancora adesso, e per il quale lo ringrazio. È stato fantastico. Poi anche qua… nella vita un manager deve fare delle scelte professionali che sul piano umano non farebbe. Ma purtroppo siamo dei manager: il pilota va a rispettato perché è una persona, ma insieme a me lavorano altri 200 persone e io ho la responsabilità di tutte e 200. Quindi quando si fanno delle scelte bisogna farle per il bene di tutti, e non sempre queste scelte sono gradite. Devo pensare al bene delle 200 persone piuttosto che al bene del singolo, e a volte le due cose vanno in contraddizione”. Marc Marquez: “Me lo ricordo della 125, anche se io non mi occupavo di quel campionato che lui stava facendo la Derbi, io ero in Superbike. Il progetto più importante del gruppo in quel momento era alla Superbike. Ma mi sono reso conto subito, non appena arrivato, che aveva dei numeri eccezionali. Finché lo ho avuto come ‘nemico’ negli anni successivi ho sempre visto in lui uno che riusciva a fare delle cose inavvicinabili per tutti gli altri. Poi, quando lo ho riavuto con me, devo dire che ho scoperto una persona fantastica. È una persona che ti fa emozionare e che fa emozionare tutto il gruppo di lavoro. Che sa motivare tutti e che non punta mai il dito contro nessuno. Che quando è il caso chiede scusa, anche. È una persona dalla quale c’è tantissimo da imparare”. Pedro Acosta: “È un rivale…È uno dei rivali più importanti che abbiamo in questo momento. I campioni li vedi da piccoli, è lì che ti suscitano le emozioni, e Pedro oggettivamente è uno che già quando era in Moto3 emozionava tantissime persone. E devo dire che anche adesso sta facendo delle cose meravigliose”. Il prossimo anno le farà per lui, per la Ducati. Lo sanno tutti, ma Dall’Igna non può ancora dirlo.
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