Tumori, l'interazione tra farmaci è causa del 4% delle morti
La sfida per la scienza sta nella politerapia nei pazienti oncologici
La sfida per la scienza sta nella politerapia nei pazienti oncologici
Giacomo Martiradonna 22 maggio - 17:19 - MILANODue pazienti oncologici su tre in trattamento attivo sono esposti al rischio di interazioni tra farmaci. È questo il dato emerso nel corso del convegno nazionale Le interazioni farmacologiche nella gestione del rischio clinico: guida ragionata nel percorso decisionale (e all'etica della scelta), ospitato alla Statale di Milano. Le conseguenze sono tutt'altro che marginali. Nei casi più gravi, queste interazioni da sole sono responsabili del 2% dei ricoveri ospedalieri e possono contribuire fino al 4% dei decessi tra i pazienti oncologici. Si tratta quindi di un fattore clinico rilevante nella gestione complessiva dei pazienti, sia per la frequenza con cui si presenta sia per l'impatto sugli esiti delle cure.
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VIDEO: Cancro, come prevenirlo: le linee guida per ridurre i rischiFarmaci tumorali e interazioni
—Il problema sta nella cosiddetta politerapia. Nella gestione dei pazienti oncologici, ai farmaci antitumorali si affiancano spesso trattamenti di supporto, tra cui corticosteroidi, antiemetici, anticonvulsivanti e analgesici. L'uso concomitante di più molecole, tuttavia, aumenta la probabilità di interazioni e rende più complessa la gestione clinica. Ciò, a lungo andare, può ridurre l'efficacia delle terapie, determinare eventi avversi anche importanti e mettere sotto stress il Servizio sanitario nazionale.
Le Nuove terapie orali
—L’analisi di oltre 5.600 casi ha mostrato che le terapie mirate sono coinvolte nel 63% delle interazioni farmacologiche; si tratta di una quota nettamente superiore rispetto agli agenti citotossici (21%) e alle terapie ormonali (19%). In questo contesto, l'integrazione dei Patient reported outcome (Pro) può risultare determinante. Il Pro infatti raccoglie le informazioni fornite direttamente dai pazienti sulla propria esperienza clinica. Dati preziosi che, se raccolti in modo tempestivo, consentono di formulare una valutazione più completa dell'efficacia e della tollerabilità dei trattamenti.
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