Guardiola in Italia, una bellissima idea che purtroppo nessuno metterà in pratica
La Gazzetta dello Sport

Guardiola in Italia, una bellissima idea che purtroppo nessuno metterà in pratica

Sabato 23 maggio 2026
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Nella sua carriera non c'è il nostro Paese, quello che ha più influenzato questo sport per pensiero tattico. Ma in un calcio che invoca progetti ma vive nell'emergenza, che chiede spettacolo ma processa i rischi, che perde i talenti e poi li rincorre, chi gli potrebbe dare le chiavi? 

Ci sono allenatori che cambiano le squadre. E poi ci sono quelli che cambiano il calcio. Pep Guardiola appartiene alla seconda categoria. Per Fabio Capello lo ha cambiato non solo nel bene ma anche nel male, per colpa degli innumerevoli tentativi di imitazione che, come la Settimana Enigmistica, il Pep può vantare: ma naturalmente è difficile farne una colpa a lui. D’altronde anche per copiare ci vuole intelligenza. Adesso che, dopo l’addio al Manchester City si ferma per prendere di nuovo una pausa, chissà quanto lunga (e chissà che non cominci ad andare al cinema con Jurgen Klopp, l’altro baby pensionato delle panchine) la domanda, un po’ retorica e un po’ venata di malinconia, è: perché non l’Italia? Sarebbe uno spettacolo, un’iniezione di energia. Per la Nazionale. Per un grande club. Per una rivoluzione.

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