Milan, il mercato dei dirigenti. Se va via Furlani oltre a Galliani pronte due alternative
I rossoneri preparano la nuova struttura societaria: l’attuale ad potrebbe fare un passo indietro e il super manager della gestione berlusconiana ha uno splendido rapporto con Allegri. Ma non è l'unico candidato
I rossoneri preparano la nuova struttura societaria: l’attuale ad potrebbe fare un passo indietro e il super manager della gestione berlusconiana ha uno splendido rapporto con Allegri. Ma non è l'unico candidato
Alessandra Gozzini Giornalista 23 maggio - 08:18 - MILANOIl mercato degli amministratoti delegati è insolito ma prima ancora che si muovano i giocatori, andranno definite le strutture dei club. Il Milan e i milanisti sono particolarmente interessati all’argomento: la ridefinizione dell’organigramma societario è stata annunciata e prenderà forma dopo la fine del campionato. La stagione dei verdetti societari inizierà subito dopo quella dei verdetti sportivi. Manca pochissimo: il Milan saprà domani sera se avrà centrato l’obiettivo dichiarato a inizio campionato, il raggiungimento della zona Champions, o meno. Anche se nel caso del massimo vertice operativo un passaggio del testimone potrebbe avvenire a prescindere. Certo, meglio se l’attuale ad potrà congedarsi con un ultimo regalo, i 60 milioni garantiti dall’Uefa come premio qualificazione. Sotto il profilo finanziario il club è stato negli ultimi anni ben amministrato, con i risultati che certificano l’ottimo lavoro dell’attuale ad Furlani. C’è però un’esigenza di rinnovamento, e la necessità di creare una maggiore sintonia interna. Fuori, in aggiunta, il clima è ostile a Furlani, il quale potrebbe anche decidere autonomamente di fare un passo indietro per tornare a dedicarsi a business più aderenti al suo settore di appartenenza.
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—Il Milan avrebbe bisogno di un nuovo super manager che gestisca la società con profitto economico ma anche sportivo. E in fatto di risultati nessuno può vantare il curriculum di Adriano Galliani, trentuno anni al vertice del club nella gestione berlusconiana. E 29 trofei che ne fanno il più vincente della storia rossonera. L’ epopea sarà irripetibile, il calcio italiano vive una fase di stenti, ma perché non provare a imitare quel corso? Anche con meno risorse, Galliani resta un dirigente di successo: ha portato per la prima volta il Monza in Serie A. C’è di più: lo straordinario rapporto che vanta con Allegri, un tempo insieme al Milan e oggi legati da un rapporto di sincera e profonda amicizia: con lui Max si sentirebbe assolutamente al sicuro. Galliani è l’unico che permetterebbe anche una convivenze serena tra l’allenatore e Ibrahimovic (che si rivolge ancora a Galliani chiamandolo “capo”), che si dedicherebbe ad attività più commerciali.
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candidati
—Vanno allo stesso tempo considerati altri eventuali candidati, a partire dall’ad del Sassuolo Giovanni Carnevali, motore di una realtà di provincia con la quale ha saputo ottenere risultati importanti, sportivi ed economici. Così come Claudio Fenucci, collega del Bologna che ha conosciuto per la prima volta la Champions al termine della stagione scorsa. Quando la squadra sollevò anche la Coppa Italia a spese del Milan. In questa soluzione sarebbe prevedibile anche l’arrivo di un profilo più strettamente dedito alla direzione sportiva. Manca poco, una settimana più o meno, e lo scenario sarà più definito.
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