Che legame c'è tra Parkinson e rigidità muscolare?
La Gazzetta dello Sport

Che legame c'è tra Parkinson e rigidità muscolare?

Sabato 23 maggio 2026
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Secondo i ricercatori uno dei sintomi principali potrebbe aiutare a comprendere meglio la malattia e a sviluppare strumenti più precisi per le diagnosi e le terapie future

Secondo i ricercatori uno dei sintomi principali potrebbe aiutare a comprendere meglio la malattia e a sviluppare strumenti più precisi per le diagnosi e le terapie future

Francesco Palma 23 maggio - 14:39 - MILANO

La rigidità muscolare è uno dei sintomi più comuni del morbo di Parkinson, una malattia neurodegenerativa che colpisce circa 300mila persone in Italia ed è sempre più diffusa nel mondo. Proprio questo sintomo, però, potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere meglio la malattia e a sviluppare strumenti più precisi per le diagnosi e le terapie future. Lo spiega uno studio pubblicato su Brain e coordinato da Antonio Suppa – direttore dell’Unità di Malattie Neurodegenerative del Dipartimento di Neuroscienze Umane della Sapienza di Roma – che si è concentrato su alcuni aspetti fondamentali del rapporto tra rigidità muscolare e Parkinson.In particolare, i ricercatori hanno cercato di capire come migliorare la valutazione della rigidità muscolare nei pazienti ammalati e come si sviluppa.

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Il legame tra Parkinson e rigidità muscolare

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Come spiegano i ricercatori, uno dei principali limiti attuali della diagnosi del Parkinson riguarda proprio la valutazione clinica della rigidità, che spesso dipende dall’osservazione diretta del medico. Per questo motivo lo studio propone di affiancare alle valutazioni tradizionali anche tecniche strumentali avanzate, capaci di fornire misurazioni più oggettive e riproducibili della rigidità muscolare. Dal punto di vista biologico la ricerca conferma il ruolo centrale della dopamina, il neurotrasmettitore che nel Parkinson tende a ridursi progressivamente nelle aree cerebrali fondamentali per il controllo dei movimenti. Dall’altro lato i ricercatori sottolineano che non è ancora del tutto chiaro in che modo questa riduzione della dopamina porti concretamente allo sviluppo della rigidità muscolare.

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