Bioritmo: ora l'orologio biologico si può capire con un test del capello
Per le donne, inizia 6 minuti prima degli uomini. E dopo i 50, ci si stanca un'ora prima rispetto ai 25enni
Per le donne, inizia 6 minuti prima degli uomini. E dopo i 50, ci si stanca un'ora prima rispetto ai 25enni
Giacomo Martiradonna 23 maggio - 18:08 - MILANOSpaccare letteralmente il capello in quattro per misurare con precisione l'orologio biologico interno. È questo il principio da cui parte uno studio della Charité - Universitätsmedizin di Berlino pubblicato su Pnas, che ha messo a punto un test basato sull'analisi delle radici dei capelli per determinare il cronotipo individuale. L'obiettivo? Offrire uno strumento pratico per misurare il ritmo circadiano di una persona e spalancare le porte a una medicina più in linea con i tempi biologici e le necessità di ciascuno.
VIDEO: Pilates, gli esercizi per ritrovare la formaOrologio biologico e ritmi circadiani
—I ritmi circadiani fanno molto più che regolare l'alternanza tra sonno e veglia. Secondo i ricercatori, incidono anche sul metabolismo, sul funzionamento del sistema immunitario e, di conseguenza, sulla risposta alle terapie. "Ad esempio", spiega all'Adnkronos Achim Kramer, responsabile della Divisione di cronobiologia nel Dipartimento di anestesiologia e terapia intensiva della Charité, "gli studi dimostrano che l'ora del giorno in cui vengono somministrate alcune immunoterapie contro il cancro può avere un impatto sostanziale sulla loro efficacia". E la ragione di questo fenomeno sta nel fatto che anche il sistema immunitario, come gran parte degli organi, segue un ciclo di circa 24 ore, che però varia da persona a persona e dipende da un numero di fattori, tra cui età, sesso e stile di vita.
Un nuovo metodo per misurare il cronotipo
—Fino ad oggi, per determinare il ritmo circadiano di qualcuno, si usava la misurazione della melatonina nella saliva, eseguita per diverse ore e in condizioni di scarsa illuminazione. Si tratta, però, di una procedura complessa, molto limitante e non scalabile. Il test messo a punto dal gruppo della Charité, invece, analizza l'attività di 17 geni all'interno delle cellule di alcuni follicoli piliferi attraverso l'intelligenza artificiale. Secondo i ricercatori, basta un singolo campione, il tutto con una precisione quasi sovrapponibile a quella del sistema standard su melatonina.
La nuova metodologia è stata testata su oltre 4mila partecipanti, che hanno inviato da casa i campioni necessari. E molte delle correlazioni emerse erano già note. Per esempio, le persone attorno ai 25 anni di età tendono a stancarsi in media circa un'ora più tardi rispetto ai soggetti over 50. Lo studio ha inoltre rilevato una differenza media tra i due sessi: nelle donne esaminate, la notte biologica inizia 6 minuti prima che negli uomini (scarto però inferiore a quello indicato in ricerche basate su questionario). Infine, nei soggetti occupati, l'orologio biologico interno risulta attivarsi in media circa mezz’ora prima rispetto a chi non lavora.
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