Mercedes, che tensione! Rabbia Kimi: "Russell mi ha buttato fuori". Wolff: "Pensa a guidare"
Che scintille nella Sprint di Montreal: nella sequenza via radio tra Antonelli e i box tutta la frustrazione del giovane italiano per la difesa di George, giudicata scorretta dal bolognese. Ma il team principal Mercedes lo ha placato subito
Che scintille nella Sprint di Montreal: nella sequenza via radio tra Antonelli e i box tutta la frustrazione del giovane italiano per la difesa di George, giudicata scorretta dal bolognese. Ma il team principal Mercedes lo ha placato subito
Giorgio Burreddu Collaboratore 23 maggio - 19:53 - MILANO L'errore di Antonelli (a destra) in curva 8 durante la Sprint in CanadaAnche Kimi Antonelli ha perso l’innocenza. In diretta radio. E’ successo nella Sprint del Canada, sul circuito intitolato a Gilles Villeneuve, uno che di coraggio e istinto ne sapeva qualcosa. Solo che stavolta l’istinto del ragazzo di Bologna si è scontrato con la legge più dura della Formula 1: la lotta tra compagni di squadra. Mercedes in parata: George Russell primo, Antonelli secondo. Fuga per la vittoria. Sì, ma di chi? Al 6° giro, Kimi ha deciso che aspettare non bastava più. Ha attaccato Russell all’esterno di curva 1, cercando di prepararsi l’interno nella piega successiva. George l’innocenza l’ha già persa da tempo, e ha chiuso il compagno. Kimi è finito sull’erba per evitare il contatto.
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—“That was very naughty”, ha detto via radio, “è stata una cosa molto scorretta”. Non è finita. Poco dopo Antonelli ci ha riprovato, più di nervi che di calcolo, infilando la macchina in curva 8 mentre Russell gestiva il momento. Ancora una volta lo spazio si è stretto, e Kimi è andato largo. Un errore di calcolo, anche. A quel punto la Sprint è diventata una questione di famiglia. Antonelli ha continuato a parlare con Peter Bonnington, il suo ingegnere, sostenendo di essere stato spinto fuori. “Deve prendere una penalità, ero affiancato”. Bono ha provato a riportarlo alla pista, a Norris (che nel frattempo lo aveva superato), alla rimonta. Ma Kimi non ha voluto sentire ragioni: “Non mi interessa, mi ha buttato fuori”. Fino all’intervento di Toto Wolff, secco: “Kimi, concentrati sulla guida e smettila di lamentarti alla radio”.
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—Wolff sa essere calmo e pacato. Ma anche deciso. Infatti ha lanciato un altro messaggio perentorio al fenomeno italiano dicendo: "Kimi, questa è la quarta volta: ne parliamo internamente e non via radio, ok?”. In un altro team radio al termine del GP Cina, qualche mese fa, la prima vittoria di Kimi in Formula 1, Wolff e gli altri dal box usarono parole da padri: “My son”, figlio mio. Ma si diventa adulti e adesso anche Kimi deve fare i conti con la ferocia. Ci può stare, è nell’ordine dello sport. In Canada, alla fine Russell ha resistito e ha vinto la Sprint, Norris ha chiuso secondo, Kimi terzo, dopo aver tentato ancora un affondo nell’ultimo giro sulla McLaren. Poi, sul podio sorrisi tra Kimi e George, sì. Ma non proprio larghissimi...
dopo la sprint
—Dopo la gara, più a freddo, Kimi ha ribadito le sue ragioni: "È stata una battaglia dura, eravamo lì come passo e io ho fatto la mia mossa. Eravamo fianco a fianco e sono stato spinto via, devo rivedere la situazione. Però mi vedevo davanti e lui ha allargato. Poi sono uscito alla curva otto per colpa mia, ma è stata una bella gara". Russell ha raccontato l'episodio così: "È stata una bella gara. È difficile aprire un gap su questa pista, io ho fatto una grande battaglia con Kimi e sono contento che siamo entrambi qua, alla fine. Il Mondiale? Non sono mai stato veramente preoccupato, Miami è un circuito un po' ostico per me. Sento che questa stagione per me inizierà davvero ora".
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