Da flop a uomo Champions: Nkunku può ancora cambiare il suo destino?
La Gazzetta dello Sport

Da flop a uomo Champions: Nkunku può ancora cambiare il suo destino?

Sabato 23 maggio 2026
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Il francese si sta rivelando decisivo nel finale di una stagione per lui deludente. Col Cagliari l'ultima chance per dare un segnale importante e convincere il club a non metterlo sul mercato

Il francese si sta rivelando decisivo nel finale di una stagione per lui deludente. Col Cagliari l'ultima chance per dare un segnale importante e convincere il club a non metterlo sul mercato

Marco Pasotto Giornalista 23 maggio - 20:51 - MILANO Getty

Se quella di domenica sarà davvero la sua ultima last dance in rossonero, è qualcosa che non dipende solo da lui. Ma lui ci può mettere del suo affinché l'orizzonte cambi ulteriormente colore. Se fino a un mese fa sul cielo sopra Christopher Nkunku stazionavano nuvoloni carichi di pioggia, nell'ultimo periodo la pressione atmosferica si è alzata. E magari potrebbe anche tornare a intravedersi un po' di azzurro. Christo in termini pratici ha ancora una chance per chiudere la stagione lasciando negli occhi di tutti buone sensazioni. E questo è quello che dipende da lui, Ciò che è in suo potere.

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rendimento

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Il resto scorre attraverso canali che non può controllare, zeppi di punti interrogativi. Per esempio il nome del direttore sportivo '26-27, così come quello dell'amministratore delegato e, sebbene in misura molto minore, anche quello dell'allenatore. Il problema di base non riguarda il valore in assoluto del giocatore: 37 milioni di cartellino sono tutt'altro che blasfemi per un attaccante con le sue qualità. Il problema è banalmente legato al rendimento stagionale. Ci sono alibi, certo. Il più grande di tutti è lo sbarco a Milanello la scorsa estate dopo aver saltato tutta la preparazione estiva col Chelsea, che l'aveva messo ai margini della rosa. In secondo luogo, una fiducia abbastanza relativa concessa da Allegri, che avrebbe sicuramente potuto mettergli più minuti nelle gambe. Detto questo, l'insieme delle prestazioni non sono comunque state all'altezza. Il francese ha alternato momenti decisamente interessanti ad altri senza lasciare traccia. In altre parole, a parte una manciata di apparizioni, è sempre stato considerato un riservista. Anche se Leao continuava a non ingranare, Gimenez a non segnare e Pulisic a faticare.

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freddezza

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Il cambio di passo è arrivato nel finale con l'Atalanta a San Siro. Serata pessima in termini collettivi, decisamente incoraggiante in chiave personale. C'era la sensazione che se si fosse giocato per altri cinque minuti, Nkunku sarebbe riuscito a vincere la partita da solo. Una base che ha trovato conferma a Marassi, dove ha in buona parte contribuito ai tre punti vitali per rimettersi sul cammino giusto verso la Champions. Si è guadagnato il rigore con un'ottima intuizione e poi l'ha trasformato con la freddezza dell'attaccante che sa come fare per reggere la pressione. Se il calcio avesse una coerenza - ma il più delle volte non ce l'ha -, toccherebbe a lui completare il lavoro per riportare il Milan in Champions. Col Cagliari serve vincere, a meno che non si voglia trascorrere la domenica sera col patema dipendendo dai risultati altrui. E a quel punto, se il francese risultasse decisivo anche nell'ultimo atto, il club potrebbe anche essere indotto a rivedere i propri piani, che al momento lo vedono tra i cedibili. Il futuro di Leao è un'altra variabile importante, dal momento che hanno determinati aspetti di gioco in comune. Con Rafa ai saluti, non sarebbe più così automatico dire addio anche a Christopher.

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