Champions, 90' di fuoco: gli stati d'animo e le strategie delle quattro big che stasera si giocano tutto
Quattro squadre per due posti, ci si gioca la massima competizione europea. Il punto sulle situazioni di Milan, Roma, Juve e Como
Quattro squadre per due posti, ci si gioca la massima competizione europea. Il punto sulle situazioni di Milan, Roma, Juve e Como
Perdere la Champions con tutti gli indicatori a favore sarebbe un vero dramma dalle conseguenze facilmente immaginabili: le voci filtrate di recente fanno capire che è in corso una “guerra” ai piani alti, che Allegri e Ibrahimovic sono forse incompatibili, che diversi quadri cambieranno. Senza Champions, però, sono attesi ribaltoni e non semplici passaggi di consegne. Ma il Milan è a un passo dal risultato sperato a inizio stagione. Affronta una squadra senza motivazioni di classifica. Negli scontri diretti è davanti a Roma e Como e in svantaggio soltanto contro una Juve quasi innocua. Anche (quasi) tutte le “classifiche avulse” — finendo cioè in tre o in quattro alla pari — lo premiano. In palio, un posto nell’Europa dei milioni veri, quelli che permettono gli investimenti. Il Milan dovrebbe farsi male da solo. L’illusione scudetto è durata mezza stagione, s’è fatta pressante dopo il secondo derby e lì, presumiamo per l’obbligo di cambiare strategia e fare il gioco invece di rispondere, la caduta. Più o meno stessa difesa dell’Inter che ha segnato però 34 gol in più: le cifre non mentono. Se la Juve non avesse fatto harakiri, chissà.
VIDEO: Milan, chi può restare e chi può partire: Pavlovic certezza, Leao e Pulisic...Ora c’è il Cagliari prima della Champions. In altri tempi non ci sarebbero state preoccupazioni, oltre la retorica del "tutti gli avversari sono difficili e vanno rispettati". Il Cagliari è salvo e tranquillo ma, come le altre piccole, non ci pensa neanche a farsi da parte: il bello, uno dei pochi, di un campionato non memorabile o comunque livellato in basso. Nelle ultime sei giornate Pisacane ha sconfitto Cremonese, Atalanta e Torino e pareggiato con il Bologna. Allegri ripeterà ai suoi fino allo stremo: «’Alma e ricordate Juve-Fiorentina!». Per molti sarà l’ultima in rossonero. Ma anche il futuro del tecnico non è inciso nella pietra: la Nazionale aleggia sulla sua testa come su quelle di Conte e Mancini. Con la Champions le motivazioni per un addio scomparirebbero o quasi. Infatti Max ha ammesso: «Questa è la partita dell’anno». Scontata la conferma del 3-5-2, sistema totem della stagione. Dalla prossima, con Bayern, Psg, Real e City all’orizzonte, servirà ben altro e non è questione di tattica. Ma stasera la finalissima di Champions è un’altra: Milan-Cagliari. Non benissimo.
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