Fittipaldi: "Kimi-Russell, l'occasione della vita: è già scontro. Negli Usa a pochi piaceva la F1, poi..."
La Gazzetta dello Sport

Fittipaldi: "Kimi-Russell, l'occasione della vita: è già scontro. Negli Usa a pochi piaceva la F1, poi..."

Domenica 24 maggio 2026
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L'ex pilota: "In Mercedes lo sanno: tra due piloti i fasi diverse della carriera e con l'auto da titolo vedremo altri duelli. Mi manca il rumore dei motori aspirati..."

L'ex pilota: "In Mercedes lo sanno: tra due piloti i fasi diverse della carriera e con l'auto da titolo vedremo altri duelli. Mi manca il rumore dei motori aspirati..."

dalla nostra inviata  Giulia Toninelli 24 maggio - 09:29 - MONTREAL (CANADA) Emerson Fittipaldi, 79 anni, due titoli di F1 vinti con Lotus (1972) e McLaren (1974)

Passione. Si parte sempre da lì. "È quella che muove i piloti di ogni generazione, è alla base di tutto ciò che fanno questi ragazzi e che hanno sempre fatto i campioni di ogni decennio". E se a dirlo è un due volte campione del mondo di Formula 1 come Emerson Fittipaldi, allora bisogna crederci. Perché, spiega il 79enne brasiliano, il resto non importa: cambiano le regole, i circuiti, i protagonisti. Ma la Formula 1 resta. 

Siamo a Montreal, una pista sulla quale anche lei ha corso. Che cosa dobbiamo aspettarci? 

"Qualcosa di speciale, perché in Canada ci sono sempre gare piene di sorprese. È una pista divertente da guidare, diversa da tutte le altre perché semi-permanente, con frenate molto forti e tanti cambi di direzione. I piloti si divertiranno sicuramente, ma bisogna stare attenti agli errori". 

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Che idea si è fatto sui nuovi regolamenti entrati in vigore quest’anno?

 "La Formula 1 è sempre la Formula 1. Ci sono cose che si possono ancora migliorare, ma è tutto normale in un cambio tecnico così importante. Un primo passo è arrivato con le modifiche portate a Miami e altre arriveranno, perché Fia, F.1 e i team stanno lavorando insieme nella giusta direzione. Non voglio essere critico perché c’è competizione, ci sono sorpassi e odio quando gli ex piloti dicono che le cose erano migliori ai loro tempi". 

Ma c’è qualcosa della “sua” F.1 che le piacerebbe rivedere?

"I motori aspirati. Quel rumore fantastico manca un po’ e credo che tutti i piloti, anche i più giovani che non li hanno vissuti, sarebbero felici di vederli tornare in Formula 1. Però serve avere fiducia nel lavoro che fanno F.1 e Fia, che hanno permesso al nostro sport di esplodere mediaticamente". 

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Se lo sarebbe mai aspettato? 

"No, ma è una grande gioia vederlo succedere. Il lavoro che Stefano Domenicali ha fatto e sta continuando a fare con Liberty Media è fantastico, facendo arrivare la massima serie là dove dieci anni fa sembrava impossibile. Io ho vissuto da pilota sia la F.1 sia le corse americane, vincendo Indianapolis, e posso assicurare che fino a pochi anni fa a pochissimi interessava la F.1 negli Usa". 

L’anno è iniziato con il grande exploit di Kimi Antonelli: la sorprende vedere un ragazzo così giovane leader del Mondiale? 

"Sono molto contento per quello che sta facendo Kimi. Conosco bene la sua famiglia, brave persone che vengono dalle corse, e sono amico di suo papà Marco. Penso da tempo che Kimi sia un campione destinato a grandi cose: la scorsa stagione è stata di apprendimento e quest’anno è partito carico, per dimostrare quello che vale. È sveglio, veloce e impara in fretta. Sicuramente affronterà dei momenti difficili, come tutti i piloti, ma ha la stoffa per brillare". 

Pensa che tra lui e George Russell si arriverà allo scontro?

"È già arrivato, in realtà. Quando ci sono due piloti che sanno di avere una macchina da titolo non vogliono perdere la loro occasione per vincere, perché sono consapevoli del fatto che potrebbe non capitare altre volte. È normalissimo, e la squadra lo sa. Sarà bello da vedere nel corso dell’anno perché sono due piloti in fasi molto diverse della loro carriera: Russell sa che questa è la sua grande occasione, essendo in F.1 da quasi dieci anni, mentre per Kimi è tutto ancora nuovo". 

Da brasiliano, le piace il percorso che sta facendo Bortoleto? 

"Molto. Gabriel è un ragazzo serio e veloce, con un brillante futuro davanti a sé. Il Brasile finalmente può tornare a tifare un suo pilota dopo un lungo periodo. Sta facendo appassionare tanti giovani e spero che nei prossimi anni avrà l’occasione di guidare una macchina competitiva, perché Audi è arrivata in F.1 con un progetto preciso, per cercare di vincere ed essere davanti". 

Come vede Ferrari quest’anno? 

"Bene, penso possa essere in lotta per delle vittorie se riuscirà a colmare quel gap che ancora la separa da Mercedes. In qualifica va forte, ma c’è un po’ di deficit di motore e penso abbia qualche problema con il surriscaldamento delle gomme. Vasseur è un team principal molto competente e sta facendo tutto per riportare davanti la rossa. So che succederà, è sempre così in F.1: le grandi squadre, a un certo punto, ritornano in alto, è questione di cicli". 

C’è un pilota della Formula 1 attuale che le ricorda la sua generazione? 

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"Direi Fernando Alonso. Mi sono sempre piaciute la sua fame, la sua passione per il motorsport in generale e non solo per la F.1, e la sua voglia di correre anche quando le cose non vanno bene. È un corridore puro e sempre lo sarà".

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