L'avvio timido, poi ecco Diouf: così Chivu l'ha rigenerato in un ruolo non suo
Il francese nella seconda metà di stagione ha moltiplicato il proprio minutaggio, proprio quando il tecnico nerazzurro l'ha dirottato dal centro verso l'esterno
Il francese nella seconda metà di stagione ha moltiplicato il proprio minutaggio, proprio quando il tecnico nerazzurro l'ha dirottato dal centro verso l'esterno
Dal nostro inviato Francesco Pietrella 24 maggio - 11:04 - BOLOGNAA un certo punto Andy Diouf ha spinto il tasto “on”. L’ha fatto in ritardo, dopo aver vivacchiato per un’ora a caccia di sé stesso e della posizione. Di questo ruolo da esterno su cui dovrà lavorare. Ma alla fine s’è accesso: prima la serpentina che ha favorito il tap in facile facile di Esposito - dieci gol stagionali per l'azzurro, non male -, poi lo scatto in contropiede per il pareggio a un paio di giri dal gong. Un grazie a Chivu, che in sala stampa l’ha elogiato a più riprese, e al ventenne Topalovic, bravo a regalargli l’assist perfetto con una bella imbucata. Diouf potrà dire di aver chiuso la stagione segnando in campionato, in Coppa Italia e pure in Champions League. A gennaio siglò il gol del 2-0 al Borussia da subentrato.
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—Chivu ne ha sottolineato le qualità tecniche e la voglia di mettersi in mostra: “È un giocatore da Inter. Anche quando c’era qualcuno che lo criticava. È migliorato, ha avuto chance e le ha sfruttate. E poi dribbla, sterza, ha un passo importante…”. Insomma, un esterno a tutta fascia. Cristian lo vede lì. Quest’anno gli ha fatto fare l’ala, la mezzala e la seconda punta, ma alla fine, dopo averlo visionato a lungo anche in allenamento, ha scelto di fargli fare l’esterno a tempo pieno. Il ruolo dove sarà impiegato l’anno prossimo. Arrivato dal Lens per circa 25 milioni bonus compresi, Diouf ci ha messo un po’ prima di ingranare la quinta. “Colpa” delle sue prime partite un po’ così contro Torino e Cremonese. Nella prima, al debutto in nerazzurro, perse un paio di palloni sanguinosi, mentre nella seconda regalò il gol del 4-1 ai grigi. “C’è da lavorare”, disse Chivu, che nonostante un inizio da matita rossa ci ha sempre creduto. Il bilancio finale dice 913 minuti distribuiti in 30 presenze, con quattro gol. Ha giocato dall’inizio solo in sette occasioni, ma rispetto alla prima parte di stagione ha visto il campo molto di più: solo 70’ nel girone d’andata, chiuso con nove partite in panchina e piccoli spezzoni, circa 400' nella seconda fase. A referto anche i due gol in Coppa Italia contro Venezia e Torino. Una crescita importante certificata da numeri. Il primo gol in Serie A, arrivato all'ultima giornata, chiude una stagione e ne inizia un'altra. Da jolly.
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