Aldo Grasso all’attacco: "Contro la Juve punto su Simeone. C’è voglia di vivere una notte da Toro"
“È una partita che non ammette distrazioni. Strano che sia all'ultima giornata. Si dia l’anima: è la più importante di tutte”
“È una partita che non ammette distrazioni. Strano che sia all'ultima giornata. Si dia l’anima: è la più importante di tutte”
Mario Pagliara Giornalista 24 maggio - 12:42 - TORINOUna penna granata, uno stile narrativo in pieno spirito Toro. Perché è Aldo Grasso a raccontarci: “È una vita che mi identifico nei valori del Toro”.
VIDEO: Zapata a Superga legge i nomi del Grande Torino e si emozionaGrasso, cosa significa il derby a fine stagione?
“È uno scherzo del destino: per una volta possiamo determinare il futuro della Juventus. Se vinciamo, loro non parteciperanno alla Champions. È una motivazione in più. Mi faccia dire, però, che trovo assurdo che il derby si giochi all’ultima giornata. Ormai va così, che si dia tutto in campo”.
Qual è il valore del derby per il tifoso granata?
“Ho appena visto la docu-serie di Sky, Lassù qualcuno ti ama, sullo scudetto del ‘76. Tutti i giocatori dell’epoca raccontano che il derby è la partita più importante perché si gioca contro il fantasma che insegue sempre il Toro. In città c’è l’altra squadra che è più forte perché è dei padroni, perché è della Fiat, rappresenta l’alternativa al Toro. È come se, in una città unica, esistesse l’alfa e l’omega: sono le concezioni più distanti dello spirito di un club”.
Quanta voglia di vivere la notte indimenticabile?
“Tanta, davvero tanta. Mi ritengo un cultore dello spirito Toro, ma oggi bisogna tener conto che il calcio è cambiato totalmente. Bisognerebbe che i calciatori acquistati dal Toro, in ritiro, seguissero, un’ora al giorno, lezioni di storia del Toro. Potrebbero capire che cosa ha rappresentato il Toro, cosa è stato, cosa è la sua leggenda. Per un giocatore che resta uno o due anni, come accade dappertutto, è difficile interpretare il significato di una maglia”.
Torna a riempiersi lo stadio: che cosa ne pensa?
“La decisione folle è stata di disertare lo stadio. Il danno è stato fatto alla squadra, non al presidente. È proprio l’abc della comunicazione: a cosa è servita? Solo a demotivare la squadra, con gli spalti vuoti, una cosa terribile. Incomprensibile. Sei libero di contestare chi vuoi, però la squadra è la squadra: se tieni per il Toro, vai allo stadio”.
Cosa si aspetta dai calciatori del Toro?
“Che si giochi con agonismo dall’inizio alla fine. Il derby non ammette distrazioni: non puoi, come a Cagliari, segnare un gol e nel giro di pochi minuti prenderne due. Devi dare l’anima fino alla fine”.
Su chi punterebbe stasera?
“A me piace molto Simeone, è il classico giocatore da Toro. Ma anche altri, come Ilkhan: gioca bene e dà sempre tutto. Poi naturalmente Vlasic: è il di più che in una squadra serve sempre”.
Quanto le piacerebbe che decidesse Vlasic?
“Stagione strepitosa la sua: ha preso in mano la squadra, è stato il giocatore a tutto campo. Sarebbe bello, anche dal punto di vista romantico, che segnasse lui. Ma, francamente, che segni chiunque. Se anche fa gol Paleari, mi va benissimo”.
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