Rosenqvist vince la 500 miglia per soli 23 millesimi: sorpasso sul traguardo e finale da record
La Gazzetta dello Sport

Rosenqvist vince la 500 miglia per soli 23 millesimi: sorpasso sul traguardo e finale da record

Domenica 24 maggio 2026
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A Indianapolis lo svedese supera Malukas in volata e trionfa dopo una spettacolare gara tra pioggia, bandiere rosse e strategie ribaltate. È l'arrivo più ravvicinato nella storia della Indy 500

A Indianapolis lo svedese supera Malukas in volata e trionfa dopo una spettacolare gara tra pioggia, bandiere rosse e strategie ribaltate. È l'arrivo più ravvicinato nella storia della Indy 500

Jacopo Moretti 24 maggio - 23:40 - MILANO

È servita una volata all’ultimo giro, con tanto di sorpasso sul traguardo per decidere la 110ema edizione della 500 Miglia di Indianapolis, conquistata da Felix Rosenqvist. Una gara spettacolare e impronosticabile fino alla fine quella dell’Indianapolis Motor Speedway, con pioggia e bandiere rosse prima di un clamoroso finale che ha visto lo svedese prevalere su David Malukas nell’arrivo in volata più ravvicinato nella storia della Indy 500.

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il via

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Ad alternarsi in testa nelle fasi iniziali di gara sono Álex Palou e Alexander Rossi, partiti dalla prima fila, con l’americano protagonista di una sosta particolarmente lenta durante la prima fase di caution. La seconda neutralizzazione arriva poco dopo con l’incidente di Ed Carpenter, che termina la sua corsa contro il muro dopo un contatto con Takuma Sato. Nel caos iniziale spazio anche a strategie alternative, con il rookie Caio Collet che si è persino ritrovato momentaneamente in testa grazie alla scelta di restare fuori durante le soste dei rivali. A riprendersi la leadership è poi Palou, grazie al sorpasso su Conor Daly al giro 41, mentre Josef Newgarden iniziava una clamorosa rimonta dal 23° posto in griglia conclusa in top 5.

SFIDA STRATEGICA

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Con il passare dei giri la gara si è trasformata in una sfida strategica tra i piloti dei team Ganassi e le Penske: Scott Dixon e Palou hanno iniziato così ad alternarsi al comando, riuscendo a mantenere il controllo della corsa anche dopo la terza caution, rientrando ai box davanti a tutti. Alle loro spalle iniziava però la rimonta di Felix Rosenqvist, autore di una strategia completamente diversa dai rivali scegliendo di salvare molta benzina nelle fasi centrali di gara. 

ARRIVA LA PIOGGIA

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 Dopo il giro 100 a concedere una tregua a piloti e muretti box è il meteo: una leggera pioggia ha infatti costretto la direzione gara a prolungare il regime di caution, prima di esporre la bandiera rossa al giro 105. Ma lo stop – che inizialmente sembrava poter essere decisivo per le sorti della gara – è durato solamente 12 minuti. Alla ripartenza ad approfittare di un restart non perfetto di Dixon è David Malukas, che si porta così in testa fino all’incidente di Josef Newgarden, che ha preceduto il ritorno della pioggia e una nuova interruzione. Con meno di 50 giri al termine, a pagare sono allora le strategie alternative di Rosenqvist e Pato O’Ward. I due avevano infatti anticipato l’ultima sosta durante un precedente regime di caution, ritrovandosi così davanti dopo i pit stop finali dei leader, con il messicano a precedere lo svedese. Ma a 15 giri dal termine, e con maggior margine con il carburante, Rosenqvist ha attaccato O’Ward prendendosi la testa della corsa. Lo svedese sembrava così involato verso la vittoria quando il rookie Caio Collet è finito violentemente contro le barriere provocando una bandiera rossa a soli otto giri dalla conclusione di una rocambolesca Indy 500.  

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IL FINALE RECORD

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Alla ripartenza a ritrovarsi in testa è poi addirittura Marcus Armstrong – sesto prima del restart – leader fino ad un nuovo intervento della pace car causato da un contatto di Mick Schumacher contro il muro. La direzione gara ha così deciso di concedere ai piloti un ultimo giro lanciato. Nell’ultima di 200 tornate è perfetto lo scatto di David Malukas, che sopravanza Armstrong e mantiene la leadership per quasi tutto il circuito. Alle sue spalle, però, Felix Rosenqvist si incolla negli scarichi della Penske numero 4, ne sfrutta la scia e completa un clamoroso sorpasso proprio sulla linea del traguardo. Lo svedese conquista così il suo primo successo in carriera nella gara più veloce del mondo con soli 23 millesimi di vantaggio, segnando l’arrivo in volata più ravvicinato nella storia della leggendaria gara made in Usa. Alle spalle di Rosenqvist c’è un inconsolabile Malukas davanti a Scott McLaughlin, Pato O’Ward e Marcus Armstrong. 

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