Enrico Preziosi: l'ex presidente del Genoa verso la vendita della sua azienda "Giochi Preziosi"
A prenderne il controllo saranno probabilmente i cinesi di Superhisen, aumentando il capitale di 80 milioni
A prenderne il controllo saranno probabilmente i cinesi di Superhisen, aumentando il capitale di 80 milioni
Andrea Fiori 25 maggio - 16:12 - MILANOEnrico Preziosi, fondatore del gruppo leader nel settore dei giocattoli Giochi Preziosi, è attualmente al centro di trattative per la possibile cessione dell'azienda. L'operazione vedrebbe l'imprenditore settantottenne prossimo a lasciare la gestione e l'azionariato del gruppo, che potrebbe passare sotto il controllo dei cinesi di Superhisen. Secondo le indiscrezioni, l'intesa definitiva non è ancora siglata ma appare imminente, segnando un potenziale punto di svolta per la storica società italiana, a pochi anni di distanza dall'uscita di Preziosi dal mondo del calcio con la vendita del Genoa.
enrico preziosi: l'azienda iniziata in un garage
—La storia dell'azienda comincia nel 1978 in un garage di Baruccana, in Brianza, dove Preziosi, dopo alcune esperienze lavorative, avvia un'attività di ingrosso di giocattoli rivolta agli ambulanti. Da questa base iniziale, l'ascesa è rapida, sostenuta prima da accordi di esclusiva con produttori internazionali e poi da una massiccia campagna di acquisizioni di marchi concorrenti come Gig, Toys R Us e Giocoplast. Cruciale in questa fase di espansione è l'alleanza con Silvio Berlusconi e il gruppo Standa, che acquista una quota della catena Giocheria, portando i budget pubblicitari della società a concentrarsi sulle reti Mediaset.
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—La parabola dell'azienda ha subito un'inversione di tendenza negli ultimi anni, in particolare dopo le acquisizioni di Trudi e della spagnola Famosa nel 2019, avvenute poco prima della pandemia. Il blocco dei consumi, le difficoltà nei trasporti dall'Asia e il rincaro di energia e materie prime hanno generato una spirale negativa, culminata nell'ottobre 2025 con il ricorso al concordato preventivo a fronte di perdite e debiti significativi. La potenziale via d'uscita per il rilancio del gruppo è ora legata all'offerta formulata da Superhisen, che prevede un aumento di capitale da 80 milioni di euro per rilevare il controllo della società insieme ad altri investitori.
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