Chiusi i Giochi Estivi di Special Olympics: un grande successo. La storia di Matteo Pelle
La Gazzetta dello Sport

Chiusi i Giochi Estivi di Special Olympics: un grande successo. La storia di Matteo Pelle

Lunedì 25 maggio 2026
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Finiti a Lignano Sabbiadoro i Giochi Nazionali Estivi 2026 di Special Olympics, che hanno coinvolto oltre 3 mila atleti in più di 20 discipline. Tra loro anche "il Pelle" saltatore del lungo, che nello sport ha trovato libertà e autonomia

Finiti a Lignano Sabbiadoro i Giochi Nazionali Estivi 2026 di Special Olympics, che hanno coinvolto oltre 3 mila atleti in più di 20 discipline. Tra loro anche "il Pelle" saltatore del lungo, che nello sport ha trovato libertà e autonomia

Simone Corbetta 25 maggio - 20:29 - MILANO

Si sono conclusi ufficialmente i Giochi Nazionali Estivi 2026 di Special Olympics, con un enorme successo: 3 mila atleti provenienti da tutta Italia, più di 600 tecnici, migliaia di persone tra familiari, staff, personale medico e delegati, con più di 20 discipline sportive in gara. Tra i protagonisti di queste giornate di gare c’è stato il saltatore Matteo Pelle. La sua prima parola non è stata "mamma", ma un "no". Deciso e testardo. Perché Matteo, per tutta Vigevano semplicemente "il Pelle", le regole del gioco ha dovuto riscriverle fin dal primo respiro, come raccontano i suoi genitori, 32 anni fa. La Sindrome di Down e una prognosi iniziale critica sembravano aver segnato i confini di una vita fragile. Nessuno, però, aveva fatto i conti con una forza caratteriale sorprendente, capace di trasformare la fragilità in slancio.

VIDEO: Lignano Sabbiadoro, inaugurati i 41° Giochi Nazionali Estivi Special Olympics Italia

la svolta

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Crescere non è stato facile. Mamma Claudia ricorda le stanze d'ospedale e la solitudine di contesti in cui il supporto psicologico e pratico per le famiglie andava conquistato giorno per giorno. Poi sono arrivate le barriere dolorose dell'esclusione, quelle che lasciano segni profondi. Ma i limiti di pensiero e le fatiche di un linguaggio ostacolato dalla balbuzie nulla hanno potuto contro l'ironia vivace, la sana testardaggine e un bisogno viscerale di relazione. La svolta ha i colori di Special Olympics e dell'associazione "I Quadrifogli". Lo sport, entrato nella sua vita fin da piccolo accanto al teatro, sono diventati i suoi porti sicuri, i suoi spazi di libertà. Inizialmente l'equitazione, il nuoto, le prime gare, la consapevolezza di farcela con le proprie forze. Poi il bowling, il tennistavolo, il calcio, fino all'atletica e a quel salto in lungo che è una metafora perfetta della sua esistenza: calcolare i passi, sfidare la gravità e staccare i piedi da terra, gettando il cuore oltre l'ostacolo.

consapevolezza

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In campo Matteo ha trovato un linguaggio universale e una zona di confort. Lo sport gli ha insegnato disciplina, rispetto delle regole, gestione di un'emotività intensa che lo spinge a cercare il contatto e la rassicurazione negli occhi di chi gli è vicino. Ha imparato a condividere vittorie e sconfitte, diventando più consapevole e maturo. Oggi le sue medaglie più preziose si giocano fuori dal campo. Sono le piccole, immense conquiste di autonomia: andare dalla nonna da solo, frequentare il centro di formazione, uscire o restare a casa per qualche ora. Per la famiglia sono passi delicati, accompagnati da timori per la sua vulnerabilità, ma sostenuti dal desiderio di vederlo crescere. Perché "il Pelle", sulla pedana della vita, ha imparato a volare.

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