Aia, arriva il parere negativo del Collegio di Garanzia: niente commissariamento
La sezione consultiva risponde alla richiesta di chiarimenti della Figc: non è un atto indifferibile e dunque in un regime di ordinaria amministrazione come quello che sta vivendo la Federazione non si può procedere. Si va verso nuove elezioni
La sezione consultiva risponde alla richiesta di chiarimenti della Figc: non è un atto indifferibile e dunque in un regime di ordinaria amministrazione come quello che sta vivendo la Federazione non si può procedere. Si va verso nuove elezioni
Elisabetta Esposito Giornalista 25 maggio 2026 (modifica alle 21:56) - ROMA  Il presidente della Figc "in prorogatio" Gabriele GravinaL'Aia non sarà commissariata. Almeno non per il momento. In serata è arrivato il parere negativo del Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni che rispondeva a questa domanda posta in via preventiva dalla Figc: è possibile commissariare l'Associazione rimasta senza un presidente dopo la decadenza di Antonio Zappi nonostante Gravina, presidente dimissionario, possa intervenire solo per l'ordinaria amministrazione? La risposta è no. Vediamo perché.
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le motivazioni
—Il documento del Collegio è molto articolato (è lungo 10 pagine), ma nella sostanza si fa presente che nonostante Zappi non sia più il presidente esistono un vicepresidente vicario (Francesco Massini) e un Comitato Nazionale che possono portare avanti i lavori dell'Aia. Questo perché Gravina è presidente "in prorogatio" e un commissariamento in questa situazione non rientra negli atti indifferibili che potrebbero fare eccezione nell'ordinaria amministrazione. Benché dall'Associazione stessa fosse stata richiesta una sorta di rivoluzione per cambiare gli equilibri di un sistema che, a detta di tutti, fatica, sembra dunque che ci si avvii a nuove elezioni. I tempi perché il nuovo presidente faccia le nomine tecniche (designatori ecc) non ci sono, visto che solitamente si decidono all'inizio di luglio. Vista la richiesta fatta alla Figc da Massini chiedendo un "reset", viene da chiedersi se forse non sia il caso che l'attuale vertice faccia un passo indietro.
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