Jacobo Ramon: "Adoro Sinner e Bonucci. Il Real non mi manca, sto bene a Como"
La Gazzetta dello Sport

Jacobo Ramon: "Adoro Sinner e Bonucci. Il Real non mi manca, sto bene a Como"

Martedì 26 maggio 2026
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Il difensore spagnolo racconta la magica stagione del Como "Cesc ha creato un grandissimo gruppo, vincere contro la Cremonese è stato come segnare al Bernabeu"

Il difensore spagnolo racconta la magica stagione del Como "Cesc ha creato un grandissimo gruppo, vincere contro la Cremonese è stato come segnare al Bernabeu"

Andrea Ramazzotti Giornalista 26 maggio - 09:16 - MILANO

Il volto è quello stanco di chi è andato a dormire molto tardi, ma il sorriso è tipico di chi ha realizzato un sogno. Ieri mattina Jacobo Ramon era all’ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio per partecipare all’ “International Summit on Sports and Longevity”, convegno medico di altissimo spessore che aveva tra i suoi relatori Luka Modric, deluso dall’eliminazione dalla Champions (il croato si è limitato a salutare la platea prima di posare per qualche foto e andarsene), Stefano Mazzoni, responsabile dell’area medica del Milan, Niko Mihic, responsabile dell’area medica del Real e altri colleghi illustri di Real Madrid e Bayern Monaco. Il difensore centrale, autore di una stagione super e punto fermo non solo della formazione di Fabregas, ma anche dell’Under 21 spagnola, è prima salito sul palco e ha parlato come relatore, poi alla Gazzetta ha confidato la sua felicità per la storica qualificazione alla coppa europea più prestigiosa.

Ramon, l’ingresso in Champions è stata la gioia più grande della sua carriera? 

"Ho assaporato la felicità di segnare al Bernabeu con la maglia del Real, il club dove sono cresciuto. Vi immaginate che soddisfazione sia stata quella per me… La gioia di domenica però è stata almeno dello stesso livello".

La rete del 14 maggio 2025, decisiva per la vittoria 2-1 contro il Maiorca, la ricorda ancora. Per quanto ricorderà Cremonese-Como 1-4? 

"Credo per sempre. È stata una soddisfazione incredibile, un risultato pazzesco. Abbiamo festeggiato e ce lo stiamo goduto perché per arrivare quarti abbiamo lavorato tanto durante tutto l’anno". 

Sia sincero, quando la scorsa estate è arrivato a Como non se lo aspettava… 
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"Certamente no, ma credo che non se lo aspettasse nessuno. Non era certo questo il nostro obiettivo. Siamo stati bravi a pensare a una partita alla volta, senza calcoli o tabelle". 

Siete andati oltre, molto oltre... 

"È stato come realizzare un sogno. Un qualcosa di difficile da descrivere con le parole".
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​Domenica siete partiti dietro in classifica e non avevate il destino nelle vostre mani. Eppure…

"Sapevamo che non dipendeva da noi e per questo ci siamo detti di cercare solo di vincere a Cremona. Di fare il nostro dovere, senza pensare ai risultati delle altre. Per fortuna il Milan non ha vinto e ci ha permesso di arrivare dove sognavamo".

Ho assaporato la felicità di segnare al Bernabeu con la maglia del Real, il club dove sono cresciuto. Ma la gioia di domenica però è stata almeno dello stesso livello

E così sono spuntate le magliette e Fabregas è volato in aria, lanciato da voi calciatori. 
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"Il gruppo si meritava questo traguardo che resterà nella storia del Como. Non abbiamo mollato mai e abbiamo cercato di ottenere sempre il massimo". 

Quanto c’è di Fabregas in questa impresa?
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"Tantissimo perché lui è un grande allenatore, un vincente, uno che ti trasmette sempre la giusta carica e quello che bisogna fare in campo". 

Cosa vi ha detto stavolta, nei suoi ormai famosi discorsi... in cerchio a fine partita? 

"Stavolta abbiamo pensato soprattutto a festeggiare (ride, ndr), ma il mister ci ha portato lontano facendoci sentire una famiglia, creando un gruppo nel quale ognuno si sacrifica per l’altro. È stata ed è questa la nostra forza".

Se chiude gli occhi, pensa alla prima gara della prossima stagione con la “musichetta” della Champions e… 

"Non mi sembra ancora vero. Di certo noi cercheremo di fare il massimo anche l’anno prossimo. Vogliamo continuare a sognare".

Siete la squadra che ha giocato il miglior calcio della Serie A? 

"Non voglio fare classifiche, ma sicuramente Fabregas ci ha dato un gioco e noi lo abbiamo portato avanti. Abbiamo creduto che i risultati sarebbero arrivati così e abbiamo avuto ragione". 

Chi è stato l’uomo in più del Como? 

"Il gruppo. Non è una frase fatta, ma la realtà. L’unione di tutti e il voler raggiungere un grande obiettivo sono stati fondamentali. La chiave di tutto".

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Soddisfatto della sua stagione, vissuta da protagonista con 32 presenze in Serie A? 

"Ho imparato molto e Fabregas mi ha migliorato sotto il profilo tecnico e tattico. Gli devo molto". 

Il Como l’ha acquistata la scorsa estate, ma il Real Madrid, come per Nico Paz, si è tenuto la possibilità di riportarla... a casa. Dove giocherà il prossimo anno? Resterà al Como?

"Io mi vedo qua". 

Sicuro? 

"Sì".

 È diventato un po’... italiano in questa stagione?

"Mi piace la vostra bistecca e la vita da voi. La Serie A è un campionato duro che conoscevo anche prima. Del Piero, Buffon e Bonucci sono sempre stati tra i miei idoli. Bonucci è stato un difensore davvero super". 

Fuori dal campo cosa fa? 

"Sono una persona tranquilla. Mi piacciono il padel e il tennis. Ammiro il vostro Sinner che è davvero un fenomeno". 

Che consiglio darebbe a un ragazzo delle giovanili che ama il calcio e che vuole diventare... Jacobo Ramon?

 "Di avere sempre tanta fame, di lavorare duro sulla tecnica, di non mollare mai. L’allenamento e i sacrifici pagano".

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