Chi è Massimo Calvelli, l'uomo forte di Cardinale per rivoluzionare il Milan
La Gazzetta dello Sport

Chi è Massimo Calvelli, l'uomo forte di Cardinale per rivoluzionare il Milan

Martedì 26 maggio 2026
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Dopo l'azzeramento societario, il numero uno di RedBird si affida a quattro fedelissimi (Ibra in testa) e blinda Scaroni per lo stadio. Niente ritorno al passato con Galliani

Dopo l'azzeramento societario, il numero uno di RedBird si affida a quattro fedelissimi (Ibra in testa) e blinda Scaroni per lo stadio. Niente ritorno al passato con Galliani

Arianna Ravelli Vicedirettore 26 maggio - 10:51 - MILANO Massimo Calvelli Ex Ceo dell'Atp. Nel novembre 2025 è entrato nel CdA del club rossonero. Da luglio 2025 è il Ceo International di RedBird.

Se si guarda attorno, Gerry Cardinale non trova più molta gente. Dopo la scelta radicale di azzerare la società, al momento i suoi uomini (e donne) di riferimento nel Milan sono quattro: uno è Ibra, consulente di RedBird speciale e prezioso, che ha a cuore come lui le sorti del club, a cui dà molto fastidio perdere ed è stato entusiasta nell’abbracciare la visione di Cardinale; un’altra è Francesca Montini, chief brand officer, che si occupa della comunicazione e non solo, e l’altro è Massimo Calvelli, membro del consiglio, che è stato amministratore delegato di Atp dal 2020 al 2025 occupandosi di tanti aspetti, economici e di marketing soprattutto. Il lavoro di Calvelli fin qui è stato particolarmente apprezzato da Cardinale, soprattutto la sua capacità di gestire le persone, ma questo non significa che sarà lui il futuro ad del Milan. Il suo ruolo al momento resterà quello con cui è entrato nel 2005, ovvero quello di ceo International di RedBird Development Group ed entrerà anche nella società che gestisce lo stadio. Però è uno dei punti di riferimento del proprietario.

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ruolo politico

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Il presidente Paolo Scaroni resta al suo posto: il suo ruolo è considerato fondamentale soprattutto per seguire il dossier dello stadio, che è uno dei progetti centrali per la costruzione del nuovo Milan. Da qui arriveranno i maggiori incassi per costruire una squadra più forte e provare a colmare il gap con le squadre di Premier (l’ultima delle inglesi oggi prende dai diritti tv più dell’Inter che ha vinto lo scudetto). Ed è facile immaginare come Cardinale abbia preso le lungaggini burocratiche e le inchieste giudiziarie che hanno frenato il progetto in tutti questi anni. Perché, ormai è chiaro, nella sua testa il fondatore di RedBird, un fondo che si occupa da tempo di sport, intrattenimento e business, non vuole solo rifare il Milan: vuole rifare il calcio italiano. Certo, sa bene che prima, per essere credibile, deve vincere. Ma ha una visione in testa ben chiara e cercherà di metterla a terra. Sostenibilità, spettacolo, competizione ai massimi vertici, anche europei, e con continuità. Perché vincere una volta può succedere (e il Milan dello scudetto è stata favorita anche dai suicidi delle avversarie), ma quello che conta è vincere con continuità. Pensava che fosse più facile? Sì, lo pensava. Anzi considera questa al Milan una delle sue avventure più difficili. Ma quattro anni sono un tempo sufficiente per cominciare a capire come funziona il calcio italiano. 

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largo ai quarantenni

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Sa, per esempio, che il Milan sconta anche una certa debolezza politica o, almeno, così percepiscono ai vertici del club. In questo senso aveva pensato a inserire Adriano Galliani, ma l’ipotesi è stata poi accantonata: l’ex ad del Milan berlusconiano è considerato una scelta che guarda nello "specchietto retrovisore" e non in avanti. In società saranno preferiti ingressi più giovani: sarà la rivoluzione dei quarantenni. Vedremo dove porterà.

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