Casadei, che finale: nel 2026 un gol ogni 143 minuti col Toro
La Gazzetta dello Sport

Casadei, che finale: nel 2026 un gol ogni 143 minuti col Toro

Martedì 26 maggio 2026
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Contro la Juve l'ultimo acuto. Nessun centrocampista come Cesare nell’anno solare

Contro la Juve l'ultimo acuto. Nessun centrocampista come Cesare nell’anno solare

Simone Battaggia Giornalista 26 maggio - 11:10 - MILANO

Un finale di stagione che riassume il senso di un’annata. Domenica, nel derby contro la Juventus, Cesare Casadei ha dato la scossa al Torino. È entrato dalla panchina, ha segnato il gol dell’1-2 con un colpo di testa e con un altro colpo di testa ha propiziato il pari: per insaccare il 2-2, Che Adams ha sfruttato la difficile respinta di Perin su una sua incornata. E così il centrocampista romagnolo ha preso il premio di miglior giocatore della partita. 

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L'inizio

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Casadei ha chiuso nel migliore dei modi una stagione difficile e allo stesso tempo importante. Ha giocato da titolare 19 delle 37 partite di campionato disponibili — contro l’Atalanta alla prima di ritorno era squalificato — per un totale di 1990 minuti passati in campo, cioè poco più della metà di quelli disponibili. La maggior parte delle sue presenze nell’undici iniziale si concentrano nel girone d’andata, in particolare nell’avvio del torneo. In 12 delle prime 13 gare di campionato Casadei è entrato in campo dal primo minuto, soprattutto come mezzala destra. In quel periodo è arrivata anche la sua prima rete stagionale, il 25 settembre negli ottavi di Coppa Italia, un colpo di testa per l’1-0 contro il Pisa. Di lì a poche settimane, Casadei avrebbe vissuto la perdita del padre, un lutto che ha segnato e che continua inevitabilmente a segnare il suo cammino. Non è un caso che anche domenica, dopo il gol contro la Juventus, Cesare si sia inginocchiato e abbia indicato il cielo. Negli ultimi due mesi del 2025 l’impiego di Casadei è andato via via a ridursi, fino alla partita persa contro il Cagliari il 27 dicembre, vissuta interamente dalla panchina. 

Nuova vita

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Una settimana più tardi, il 4 gennaio a Verona, Casadei ha iniziato a scrivere una storia diversa. Quell’ultimo quarto d’ora in campo e quel gol del 2-0 a chiudere una partita delicata hanno rilanciato le quotazioni del romagnolo. Da quel momento in poi i suoi compiti e il suo modo di utilizzo sono cambiati. Con il 3-5-2 come modulo di base, con Nikola Vlasic efficace come mezzala di destra e Gvidas Gineitis titolare come interno di sinistra, Cesare ha faticato a trovare spazi dal primo minuto, ma in compenso è diventato un incursore di grande impatto. Da allora sono arrivati altri 5 gol in campionato, contro Udinese, Fiorentina, Napoli (dalla panchina), ancora Verona e infine domenica contro la Juve, di nuovo da subentrato. In totale fanno sei gol nell’anno solare 2026, partendo però solo sette volte da titolare, per una media di una rete ogni 143’ passati in campo. Nessun centrocampista di Serie A con almeno tre gol segnati nello stesso periodo, vanta un’efficacia del genere: nel 2026 Scott McTominay è andato in rete otto volte, ma ha giocato molto di più, segnando un gol ogni 191 minuti.

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Questione di testa

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Quattro di questi sei gol del 2026, Casadei li ha segnati di testa, come solo Mateo Pellegrino e Gianluca Mancini. Nove le incornate a rete tentate, sette delle quali hanno centrato lo specchio della porta. Solo Stefano Moreo (10) e Francesco Pio Esposito (nove) hanno centrato la porta con più conclusioni di testa rispetto a lui. Ma l’efficacia nel gioco aereo si ritrova anche lontano dall’area: nel 2026 Casadei ha ingaggiato 67 duelli aerei, vincendone 47 per un indice di successo del 70,2 per cento, il quinto più alto del torneo in questo periodo tra chi ne ha vissuti almeno 50. Un bilancio degno di un ragazzo di grande talento. "Penso che anche contro la Juventus abbiamo dimostrato orgoglio — ha detto Casadei a fine partita —. Non è stata una stagione facile, ci sono stati cambiamenti, alti e bassi, siamo riusciti a venirne fuori e sono contento di aver finito così perché ce lo meritiamo. Sappiamo che questa è una piazza importante, i tifosi sono tanti e il Toro ha una storia grandissima ed è giusto essere ambiziosi".

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