Le prime volte, 10 gol, due trofei e un futuro interista: l'anno d'oro di Pio Esposito
L'azzurro ha segnato dieci reti in tutte le competizioni, vinto scudetto e Coppa Italia e consolidato il suo nome. Contratto fino al 2030, resta il futuro del club
L'azzurro ha segnato dieci reti in tutte le competizioni, vinto scudetto e Coppa Italia e consolidato il suo nome. Contratto fino al 2030, resta il futuro del club
Francesco Pietrella Giornalista 26 maggio - 17:39 - MILANO Pio Esposito. GettyPio Esposito ha iniziato l’anno tra i banchi dell’università ed è finito in cattedra, pronto a spiegare come si vince uno scudetto alla prima stagione in Serie A con dieci gol in 12 mesi. L’Inter di Chivu ha iniziato a correre a Ucla, l'università di Los Angeles, California, la sede scelta per allenarsi durante il Mondiale per Club. Pio, figlioccio del mister, fu aggregato insieme al fratello. Un sogno partito dal Rione Cicerone di Castellammare e concluso negli Stati Uniti, prima dell’addio di Sebastiano verso Cagliari.
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—Il resto è una storia di fotogrammi e ricordi: il primo gol interista contro il River Plate, la prima perla in Serie A davanti agli occhi del fratello, il debutto dal 1’ in Champions contro l’Ajax, il gol all’Union Saint Gilloise e così via. Pio è cresciuto in fretta e s’è goduto tutto: a settembre ha debuttato in Nazionale contro l’Estonia, poi ha infilato tre gol in sette partite: Estonia, Moldavia e Norvegia. L’unica notte buia del suo percorso nerazzurro è stata quella di Zenica, dove l’Italia ha salutato il terzo Mondiale di fila anche per via di un suo rigore sbagliato durante la lotteria finale. Un peso da portare avanti per un po’, anche se ovviamente il suo sarà uno dei volti della ricostruzione. Merito di un’annata importante, di spessore, che l’ha portato a prendersi anche responsabilità di un certo tipo. Con l’infortunio di Lautaro infatti – out per diverse partite a causa dell’infortunio al polpaccio -, Esposito s’è ritrovato titolare accanto a Thuram. Quando ha segnato i nerazzurri hanno raccolto punti in nove occasioni su dieci. L’unica rete ininfluente è stata quella realizzata contro il Bodo nel gelo del Circolo polare artico. Poi l’Inter ha sempre vinto o pareggiato.
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—Alcuni gol sono stati pesanti. Su tutti quello contro il Lecce, gara vinta 1-0 e sbloccata con un suo guizzo nell’ultimo quarto d’ora. In stagione ha punto anche Cagliari, Juve, Atalanta, Fiorentina, Pisa, Venezia in Coppa Italia (il primo gol a San Siro). L’ultimo schiaffo l’ha rifilato al Bologna, all’ultima giornata, favorito da una serpentina di Diouf. Se ha festeggiato scudetto e Coppa Italia lo deve soprattutto a Chivu. La società ci ha sempre puntato, è vero, tant’è che l’ha blindato con un contratto fino al 2030 e ha rifiutato offerte da 50 milioni, ma Cristian gli ha dato la fiducia che meritava: “Era un bambino piccolo ma già alto, mi arrivava al petto. Siamo cresciuti insieme. Conosco anche le sue tasche, la sua famiglia, il suo lavoro e la sua ambizione. È stato anche il mio capitano”. Un giorno gli consegnò la fascia prima di una partita con la Primavera contro il Cagliari: “Fammi vedere di che pasta sei fatto”. Esposito segnò tre gol. Era solo questione di tempo.
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