La Ferrari si gode il "nuovo" Hamilton: "Sono riuscito ad attaccare in ogni curva"
La Gazzetta dello Sport

La Ferrari si gode il "nuovo" Hamilton: "Sono riuscito ad attaccare in ogni curva"

Martedì 26 maggio 2026
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L'ottimo secondo posto in Canada ha ridato fiducia all'inglese: "Non immaginate quanto lavoro ci sia stato dietro. Il simulatore? Voglio aiutare i tecnici per usarlo al meglio". Sul rapporto con l'ingegnere Carlo Santi: "È fantastico, mi piace lavorare con lui"  

L'ottimo secondo posto in Canada ha ridato fiducia all'inglese: "Non immaginate quanto lavoro ci sia stato dietro. Il simulatore? Voglio aiutare i tecnici per usarlo al meglio". Sul rapporto con l'ingegnere Carlo Santi: "È fantastico, mi piace lavorare con lui"  

Jacopo Moretti 26 maggio - 17:28 - MILANO La gioia di Lewis Hamilton per il 2° posto in Canada

“Mi sono divertito così tanto. La macchina era fantastica in ogni giro”. Che il podio conquistato da Lewis Hamilton in Canada avesse un valore speciale lo si era capito fin da subito, quando il britannico, via radio, si era rivolto al suo team in italiano: “Grazie a tutti! Questo è il risultato che ci meritiamo!”. E in effetti il ferrarista è sembrato trovarsi finalmente a suo agio con la SF-26, al punto da portarsi a sole tre lunghezze dal compagno di box Leclerc in classifica, con fiducia e numeri ben diversi da quelli dello scorso anno. Ma cos’è cambiato? 

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preparazione

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Era da tempo che non si vedeva un Hamilton così, aggressivo in pista – splendido il duello che l’ha visto prevalere su Verstappen per il secondo posto – ed entusiasta una volta sceso dalla sua SF-26, con tanto di abbracci e stretta di mano con lo storico rivale olandese. “Non so nemmeno spiegarvi quanto ho dovuto lavorare duramente per arrivare a questo punto”, racconta lui. Eppure, una spiegazione c’è: già prima del GP Lewis aveva rivelato di non trovarsi a suo agio con il simulatore del Cavallino, tanto da decidere di non utilizzarlo nella preparazione del weekend canadese. Una scelta già intrapresa anche in Cina, dove, non a caso, ha ottenuto l’unico altro podio di questa stagione. “Sono un pilota vecchia scuola. I miei due migliori risultati quest’anno sono arrivati senza simulatore e in tutti i campionati precedenti, escluso forse il 2008, non l’ho mai usato”. E pare proprio che Hamilton si sia convinto a non utilizzare la “pista virtuale” di Maranello nemmeno per i prossimi GP: “Non lo farò, è troppo rischioso e me la cavo meglio senza”. Ma guai a pensare che tra Lewis e il simulatore sia una storia chiusa: “Voglio aiutare la squadra a capire quali sono i problemi”, spiega piuttosto. “So che i collaudatori dicono che tutto funziona correttamente, ma siamo soltanto io e Charles a poterlo dire davvero, siamo noi a salire sulla macchina”. 

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con santi ok

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E in attesa di risolvere le difficoltà di correlazione con la fabbrica, Hamilton si gode il suo miglior risultato (in gara) da quando è in Ferrari, dedicando uno speciale ringraziamento a Carlo Santi, che dall’Australia lo accompagna come nuovo ingegnere di pista: “È assolutamente fantastico, mi piace molto lavorare con lui”. E per quanto la presenza di Santi “in cuffia” fosse destinata ad essere soltanto temporanea, pare che a Maranello non ci sia grande fretta di promuovere il nuovo arrivato dalla McLaren Cedric Michel-Grosjean, comunque celebrato da Hamilton: “Mi ha aiutato molto ad ottenere più prestazione della vettura, abbiamo apportato delle modifiche al setup e sono riuscito ad attaccare tutte le curve come volevo”. 

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conferme

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Ma non è soltanto il tandem Santi – Grosjean a funzionare, dato che Hamilton sembra aver trovato nella SF-26 una vettura finalmente adatta al suo stile di guida: “La macchina andava alla grande, sentivo di riuscire a spingere ad ogni giro, e poterlo fare su un tracciato come Montreal è stato semplicemente eccezionale”. Merito (anche) del team principal Vasseur, che ha sempre insistito su come l’inglese necessitasse di tempo per portare la sua mentalità vincente in squadra: “Fred mi ha sostenuto moltissimo e ancora una volta ha fatto di tutto per farmi sentire a mio agio. Ha davvero mosso le montagne per me, e questo sta iniziando a riflettersi nelle mie prestazioni”. Che Hamilton abbia ritrovato se stesso? Presto per dirlo. Cina e Canada sono da sempre piste particolarmente gradite all’inglese, chiamato ora a confermarsi con l’inizio della stagione europea. E già a Monaco, dove sono aerodinamica e qualità meccaniche a contare più del motore, Ferrari promette di poter fare la voce grossa. Sarà quella di Lewis?

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