Mugello, 50 anni in moto: Barry Sheene, Valentino Rossi e la sfida Ducati-Aprilia
Dai mitici pionieri della classe 500 al record di successi di Valentino Rossi fino all'odierna sfida tra Ducati e Aprilia: mezzo secolo di emozioni sulle colline toscane del Motomondiale
Dai mitici pionieri della classe 500 al record di successi di Valentino Rossi fino all'odierna sfida tra Ducati e Aprilia: mezzo secolo di emozioni sulle colline toscane del Motomondiale
Adriano Bestetti 27 maggio - 12:43 - MILANONel weekend del 30 e 31 maggio il Motomondiale tornerà nel cuore della Toscana per un appuntamento che, ormai da decenni, rappresenta molto più di una semplice gara. Il prossimo Gran Premio d’Italia presso l’Autodromo Internazionale del Mugello si disputerà infatti a 50 anni esatti dalla prima edizione dell’evento che si è disputata sul tracciato toscano, un appuntamento particolarmente sentito da tutti gli appassionati delle due ruote. Mezzo secolo di velocità, rivalità leggendarie e passione popolare hanno ormai trasformato il Mugello in una sorta di tempio laico del motociclismo e questo speciale anniversario offre anche l’occasione per ricordare i tanti protagonisti che ne hanno scritto la storia, dai pionieri della vecchia classe 500 fino agli eroi contemporanei della MotoGP.
VIDEO: Al Mugello non si dorme: una notte sulle colline della MotoGPL'eredità di Monza
—La prima edizione del Motomondiale si disputò infatti nel 1949 e l’appuntamento italiano, per lungo tempo denominato Gran Premio delle Nazioni, trovò la sua casa quasi ininterrottamente presso l’Autodromo Nazionale Monza fino al 1973. Fanno eccezione le edizioni del 1969 e del 1972, corse a Imola. La drammaticamente famosa tragedia del 1973, segnata dal terribile incidente costato la vita a Jarno Saarinen e Renzo Pasolini, portò al temporaneo abbandono dell’impianto brianzolo e aprì una nuova fase itinerante per il round italiano, che dal 1991 assunse stabilmente la denominazione di Gran Premio d’Italia. Negli anni successivi si alternò tra Mugello, Misano, Imola e la stessa Monza, con il circuito toscano che ospitò le edizioni del 1976, 1978, 1985 e 1992, prima di diventare sede stabile dell’evento, a partire dal 1994 e fino ai giorni nostri.
Barry Sheene fu il primo a vincere al Mugello nella vecchi classe 500i primi vincitori in 500
—La leggenda del tracciato del Mugello, costruito nel 1972 nel comune di Scarperia, prese forma proprio a partire dal suo debutto sulla scena iridata del 1976. La prima pole della classe 500 porta la prestigiosa firma del 15 volte campione del mondo Giacomo Agostini, ma fu un altro mito del motociclismo a salire per la prima volta sul gradino più podio del Mugello: l’inglese Barry Sheene, a fine anno iridato per la prima volta con la Suzuki Rg500. Nelle sporadiche edizioni degli anni successivi, il tracciato toscano è stato terreno di conquista per altri autentici eroi di questo sport: il “marziano” Kenny Roberts vi trionfò due anni dopo con la Yamaha Yzr500, anche lui sulla strada verso il suo primo titolo in 500, mentre nel 1985 arrivò il turno di Freddie Spencer, capace di imporsi con Honda nella classe regina e anche in 250 nell’annata in cui mise in bacheca entrambi i titoli. Gli anni 90 si sono aperti con la vittoria di Kevin Schwantz su Suzuki prima della serie vincente dell’australiano Mick Doohan, imbattuto in Toscana tra il 1994 e il 1998. Gli ultimi successi nella classe regina a due tempi sono stati raccolti da Alex Criville, Loris Capirossi e Alex Criville, tutti con la mitica Honda Nsr500, ma l’era della MotoGP a 4 tempi sarebbe iniziata nel segno di un unico, osannatissimo mattatore.
Capirossi davanti a Rossi nell'ultima stagione della classe 500Rossi imbattibile nei primi anni di MotoGP
—Con l’avvento della MotoGP, il grande protagonista del GP d’Italia è diventato Valentino Rossi. Il rapporto tra il Dottore e il Mugello travalicò rapidamente i confini dello sport, trasformandosi quasi in un fenomeno culturale. Il campione di Tavullia aveva iniziato la sua storia d’amore con il tracciato toscano già qualche anno prima, conquistando la sua prima personale vittoria nel 1997 in classe 125 (resa celebre dai festeggiamenti con la bambola “Claudia Skiffer”) per poi ripetersi nel 1999 in 250, sempre con Aprilia e sempre centrando il titolo iridato di categoria. Nel 2000, anno d’esordio in premier class, e nel 2001, anno in cui conquistò l’ultimo titolo di sempre della classe 500, Rossi non riuscì neppure a salire sul podio, ma tra il 2002 e il 2008, con Honda prima e Yamaha poi, il fuoriclasse italiano non ha lasciato scampo agli avversari nel suo round di casa monopolizzando il gradino più alto del podio. Le sue sette vittorie consecutive hanno colorato il Mugello di giallo per anni, tra coreografie, fumogeni, caschi speciali, celebrazioni entrate ormai nell’immaginario collettivo e numeri record in termini di affluenza.
Il casco 2008 di Rossi, a simulare la sua espressione alla San DonatoI successi di jorge Lorenzo
—Rossi sarebbe rimasto protagonista della MotoGP anche negli anni successivi, ma senza trovare più la gioia della vittoria tra le colline del Mugello. A spezzare la sua egemonia fu il fenomeno Casey Stoner nel 2009, prima vittoria Ducati, ma il pilota a mostrare il maggior feeling con lo spettacolare tracciato di proprietà della Ferrari è stato sicuramente lo spagnolo Jorge Lorenzo, 6 volte vincitore del GP d’Italia con cinque successi per Yamaha e uno per Ducati. In quel periodo Honda è riuscita a vincere al Mugello con Marc Márquez e Dani Pedrosa mentre Ducati, oltre a Lorenzo, ha portato al successo anche Andrea Dovizioso nel 2017 e Danilo Petrucci nel 2019. E poi, nel 2020, ci fu la pausa forzata per l’emergenza Covid, con il raffazzonato calendario di quella stagione privo del GP d’Italia (ma con il round di Misano in calendario in autunno).
Lo spagnolo Jorge Lorenzo ha vinto 6 al Mugello in Premier Classil recente dominio Ducati
—La tappa di Mugello tornò in calendario l’anno successivo applaudendo una grande vittoria del francese Fabio Quartararo, imprendibile in quella stagione con Yamaha, ma dalla stagione seguente il dominio di Ducati è stato eviden Desmosedici si è infatti imposta al Mugello in tre occasioni con Francesco Bagnaia, due volte campione in quel periodo con il prototipo bolognese, e una l’anno scorso con Marc Marquez, tornato a vincere sulla pista italiana a oltre dieci anni dall’unico precedente successo con Honda. Tuttavia, in vista dell’edizione 2026, la serie vincente di Ducati appare a rischio come mai prima. A minacciarlo è innanzitutto lo squadrone Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin, estremamente competitivo in questa stagione, ma con un Márquez acciaccato e un Bagnaia che sembra aver perso lo smalto e la continuità dei giorni migliori, il team ufficiale non sembra attraversare un periodo particolarmente brillante. L’onore di Borgo Panigale potrebbe quindi essere difeso da uno dei suoi piloti indipendenti, tutti in grado di poter aspirare a un posto nella Top 3. Le due case italiane sembrano comunque aver scavato un marcato solco prestazionale rispetto alla concorrenza in questa stagione e il loro rinnovato duello promette di infiammare il pubblico sugli spalti.
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Francesco Bagnaia festeggia la vittoria del 2024 con la sua Ducatitutto pronto per il 2026
—Anche quest’anno il GP d’Italia promette spettacolo non solo in pista, con Moto3, Moto2 e MotoGP affiancate dalla novità della Harley-Davidson Bagger World Cup, ma anche fuori. Il pubblico sarà come sempre protagonista animando tribune e campeggi con canti, musica, Dj set più o meno improvvisati e la rituale invasione di pista dopo la bandiera a scacchi. Saranno prevedibilmente migliaia gli appassionati che si riverseranno in zona per vivere tre giorni di adrenalina scandito dall’ormai familiare slogan: “al Mugello non si dorme”. Nella giornata di domenica, inoltre, il cielo del Mugello sarà attraversato dalle spettacolari evoluzioni delle Frecce Tricolori, ormai quasi una presenza fissa dell’evento.
Le Frecce Tricolori sono ormai si casa al GP d'Italia del Mugello Leggi anche Roland Garros, paura per Coco Gauff: auto contro un palo, lei raggiunge lo stadio in taxiDiesel a 20 centesimi al litro, ecco cosa è successo© RIPRODUZIONE RISERVATA