La Juve riparte dalla nuova intesa fra Comolli e Spalletti: ecco perché Elkann ha tenuto entrambi
La Gazzetta dello Sport

La Juve riparte dalla nuova intesa fra Comolli e Spalletti: ecco perché Elkann ha tenuto entrambi

Mercoledì 27 maggio 2026
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Un passo indietro di tutti ha evitato decisioni drastiche: ristabiliti gli equilibri necessari per pianificare un nuovo rilancio

Un passo indietro di tutti ha evitato decisioni drastiche: ristabiliti gli equilibri necessari per pianificare un nuovo rilancio

Giovanni Albanese Giornalista 27 maggio - 21:11 - MILANO English version

Un passo indietro di tutti ha consentito a Elkann di evitare decisioni drastiche. Il progetto Juve va avanti, nel segno della continuità per gli interpreti e con gli aggiustamenti necessari per tornare a vincere presto. Fra Spalletti e Comolli il clima è tornato moderatamente sereno, il numero uno di Exor ha quantomeno ristabilito gli equilibri necessari per pianificare un nuovo rilancio. Tutti insieme a remare nella stessa direzione, grazie a delle azioni individuali che hanno convinto la proprietà a non optare per un altro ribaltone. 

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COMOLLI

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Il primo responsabile del fallimento juventino è stato Comolli. L’ad della Juve, però, ha trasmesso segnali distensivi senza sottrarsi alle responsabilità, mostrando apertura a chi ha sostenuto strade diverse per il rilancio bianconero. Più di altri Comolli è stato uomo di pace: grazie alla sua diplomazia è rimasto a capo di una struttura che non si era ancora sfaldata del tutto ma era sul punto di farlo. Comolli ha riconosciuto gli errori e ha mostrato di avere le idee chiare per ripartire con più considerazione del lavoro di squadra. 

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spalletti

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L’apertura di Comolli a coinvolgere di più Spalletti nelle scelte di mercato, in modo da puntare su giocatori idonei e in grado di dare subito un contributo alla squadra, ha creato il presupposto utile a evitare una sovraesposizione del tecnico nel confronto. Mai l’ex Ct ha pensato di sostituirsi a un dirigente, la possibilità di essere in piena sintonia con l’ad lo mette in una posizione di tranquillità. D’altronde Spalletti, da uomo di calcio navigato qual è, sapeva di dover trovare la massima intesa con la dirigenza per proseguire l’avventura alla Juve.

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