Cupra Padel Tour, Albertini: "Mi piace l’idea di migliorare. Un modello? Scelgo Federer"
Classe 1978, il fratello dell'ex Milan Demetrio parteciperà all’evento: "Mi piace variare, gioco su entrambi i lati. Vorrei fare altri tornei ad alto livello"
Classe 1978, il fratello dell'ex Milan Demetrio parteciperà all’evento: "Mi piace variare, gioco su entrambi i lati. Vorrei fare altri tornei ad alto livello"
28 maggio - 14:54 - MILANOIl padel è entrato nel mondo di Gabriele Albertini quasi per caso. L’ingresso è avvenuto con una proposta ricevuta dal fratello Demetrio, storico centrocampista di Milan, Barcellona e Lazio: perché non cimentarsi in questo sport così diffuso? Da quella prima volta si è formato un legame solidissimo con il padel. Questa passione porterà Gabriele a partecipare al Cupra Padel Tour 2026. Un risultato che inorgoglisce Albertini, nato a Milano il 20 luglio 1978. Le ambizioni, però, non mancano e il giocatore lombardo spera di togliersi altre soddisfazioni. L’obiettivo è chiaro: mai smettere di migliorarsi.
Gabriele, come si è avvicinato al padel?
“Tutto è nato grazie a mio fratello Demetrio. Mi ha invitato a provare e da lì non ho più smesso”.
Cosa le piace di questo sport?
“Il padel è una disciplina molto divertente, con livelli intermedi di giocabilità. Ci sono molte variabili, dai colpi adottabili ai vetri che vanno sempre tenuti in considerazione. E poi è uno sport che crea aggregazione con altre persone”.
Normalmente ha un partner fisso o si adatta al momento?
“Vario tantissimo. Gioco sia a destra che a sinistra, posso esprimermi su entrambi i lati. Mi adatto a ogni situazione. È la cosa più bella da fare, anche per chi è in età avanzata. Ci si può adattare in qualsiasi partita”.
Come se la cava suo fratello Demetrio con il padel?
“Giochiamo spesso insieme. Come tutti gli ex calciatori è particolarmente competitivo. A volte gli dico che sono l’unico a sopportarlo. Quando lo affronto dall’altra parte della rete, c’è qualcuno che diventa matto per la pressione psicologica imposta. È un disturbatore nato (ride, ndr.)”.
Prima di avvicinarsi al padel praticava altre discipline sportive?
“In precedenza ero un calciatore. Giocavo come centrocampista a livello dilettantistico. Mi piaceva, il calcio si vive benissimo trovando una propria dimensione”.
Ha avuto un idolo nello sport?
“Nel calcio direi mio fratello Demetrio. Nello sport in generale non ne ho uno particolare. Apprezzo Roger Federer, l’ho ammirato tantissimo come atleta e persona. Mi piacciono gli sportivi che sono rimasti umili nonostante il successo”.
Segue spesso il padel in televisione?
“Guardo sempre le partite dei professionisti. Dipende sempre da quello che consentono gli orari”.
Grazie al padel Cupra Tour potrà provare a passare da amatore a professionista. Cosa le piace di questo format?
“Apprezzo la competitività. Ho vissuto due tappe molto impegnative. Il Cupra Padel Tour rimane ormai da tanti anni un punto di riferimento per giocatori di alto livello. Mi piace l’idea di migliorare, è quello che mi spinge a giocare. Non c’è l’ambizione di passare al professionismo per ragioni anagrafiche, ma mi stimola l’idea di poter fare qualche torneo in più”.
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