Il francese Rinderknech di sera, Sinner alle 12. Perché fare giocare il n. 1 al mondo sotto il sole?
Jannik poco tutelato? Gli organizzatori hanno deciso di privilegiare il francese, in campo dopo le 20 contro Berrettini, ma davvero non si poteva fare di più? Senza Alcaraz, Jannik era il simbolo più iconico del torneo
Jannik poco tutelato? Gli organizzatori hanno deciso di privilegiare il francese, in campo dopo le 20 contro Berrettini, ma davvero non si poteva fare di più? Senza Alcaraz, Jannik era il simbolo più iconico del torneo
Inviato a Parigi Riccardo Crivelli 29 maggio - 08:53 - MILANOUn mezzogiorno di fuoco che ha bruciato le ali al più forte giocatore del mondo. E allora la questione sul tavolo non è soltanto la sorprendente eliminazione del grande favorito del torneo, quanto piuttosto la scelta degli organizzatori di mandarlo in campo con il sole a picco sullo Chatrier. Davvero il n.1 del mondo è stato tutelato inserendolo in apertura di programma? È vero, Sinner aveva già giocato in notturna la prima partita contro Tabur, e anche stavolta i francesi hanno voluto premiare un loro tennista (Rinderknech contro Berrettini) nella sessione più pregiata, quella del prime time tv e dei biglietti più costosi, ma Jannik è un patrimonio dello sport mondiale e in un torneo che aveva già perso Alcaraz l’azzurro rappresentava il simbolo più iconico anche del Roland Garros, a maggior ragione pensando che qui poteva completare il Career Grand Slam, dando ulteriore lustro all’evento.
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—Sinner, con la cortesia e l’umiltà che lo contraddistinguono anche nei momenti più difficili, non si è attaccato all’alibi del caldo. Va detto che al momento in cui si è giocato il primo punto del match contro Cerundolo, la temperatura era di 28 gradi con un’umidità del 28%: condizioni insolite a Parigi (la media storica di fine maggio è attorno ai 20 gradi), ma non ancora estreme per una partita di tennis. Fino al crollo sul 5-1 del terzo set, tra l’altro, Jannik aveva gestito alla perfezione la situazione climatica, cambiando anche tre volte la maglietta e bevendo l’ormai celeberrimo succo di cetrioli per prevenire i crampi. Ma alle 2 del pomeriggio, quando si sono palesate le prime avvisaglie della crisi fisica, la temperatura era già salita attorno ai 32 gradi: è molto probabile che il malore non sia dipeso dalla canicola (il numero uno del mondo ha rivelato di non essersi sentito bene già al mattino), ma con le condizioni della sera sarebbe stato gestito molto più proficuamente. Peraltro, durante il match, non si sono mai raggiunti i parametri per l’applicazione della Heat Policy degli Slam (con cooling break ed eventuale chiusura del tetto) e di fatto gli organizzatori del torneo parigino hanno piena discrezione su quanto accade, perché il protocollo Atp non vale per i Major. Resta per Sinner una cocente delusione nella quale è emersa comunque la sua grandezza: non si è ritirato, onorando l’avversario e lo sport. Un gigante anche nel dolore.
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