Dal modulo all'eredità lasciata da Conte: come giocherà il Napoli di Allegri
La Gazzetta dello Sport

Dal modulo all'eredità lasciata da Conte: come giocherà il Napoli di Allegri

Venerdì 29 maggio 2026
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Difesa a quattro, qualità a centrocampo e sulle fasce, più coraggio: così Allegri può ripartire

Nel luglio del 2014, all’improvviso, Antonio Conte lasciò la Juve e i dirigenti bianconeri decisero di affidarsi a Massimiliano Allegri. Dodici anni dopo la storia si ripete, anche se in modo meno sorprendente e con un discreto margine di tempo prima dell’inizio della stagione. La situazione di partenza, però, non è la stessa: quella Juve era giunta a un terzo del suo incredibile ciclo di nove scudetti consecutivi e, soprattutto, aveva da poco cominciato a investire con maggiore decisione sul mercato. Conte aveva svolto un lavoro eccezionale per costruire una squadra vincente e Allegri fu chiamato per gestire la rosa e per inserire i pezzi pregiati che sarebbero stati acquistati. Lo stesso Max non era quello un po’ involuto dell’ultimo quadriennio passato in panchina in cui, a parte una Coppa Italia con la Juve, non è riuscito a conquistare alcun trofeo e per la prima volta, con il Milan, ha fallito la qualificazione alla Champions. Appena arrivato alla Juve, Allegri fu molto bravo a trasmettere serenità e a convincere la squadra a credere nella competitività europea. Inizialmente non cambiò il vestito tattico confermando la difesa a tre, ma poi cambiò passando al 4-3-1-2 con Vidal trequartista e, soprattutto, sfruttò molto bene le qualità di Alvaro Morata.

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