Alcaraz e Sinner, se vincere diventa un obbligo. L’esperta: "Le aspettative possono far cadere"
In assenza di Carlos, Jannik nel torneo che non ha mai vinto e da strafavorito ha ceduto. E in passato era successo l’esatto opposto al rivale. La dottoressa Montorsi, psicologa dello sport, afferma: "Si sottolinea il flop, ma bisognerebbe parlare di come nonostante le difficoltà il numero 1 al mondo sia rimasto in campo anche in quelle condizioni"
In assenza di Carlos, Jannik nel torneo che non ha mai vinto e da strafavorito ha ceduto. E in passato era successo l’esatto opposto al rivale. La dottoressa Montorsi, psicologa dello sport, afferma: "Si sottolinea il flop, ma bisognerebbe parlare di come nonostante le difficoltà il numero 1 al mondo sia rimasto in campo anche in quelle condizioni"
La dottoressa Elena Giulia Montorsi, psicologa dello sport
Quanto pesano le aspettative? Tanto, forse troppo. Alcaraz, mentre provava a racimolare punti e vittorie durante l’assenza di Sinner disse “la pressione mi sta uccidendo” e ora Jannik – senza Carlos, con tutti i favori del pronostico, nel torneo maledetto – crolla sul più bello. Caldo? Troppe partite? Non è dato saperlo. Il numero uno al mondo ha detto di essere stato male fin dalla notte precedente, ma soprattutto ha aggiunto “non sono un robot”, non una frase qualunque come spiega la dottoressa Elena Giulia Montorsi, psicologa dello sport: “Per me sta comunicando la cosa più naturale del mondo, cioè che è un essere umano e che agli esseri umani è concesso sbagliare, è concesso non essere giudicati. Perché a volte il paradosso è proprio questo: gli atleti di alto livello vengono maggiormente giudicati per gli errori rispetto a quanto vengano elogiati per le loro vittorie e le loro capacità. Un po' è anche parte della natura umana ricordarsi di più della ‘caduta’ di un atleta, un atleta anche di altissimo livello ovviamente, rispetto a tutto quello che ha fatto di grande. Sinner non si giustifica ma dice una cosa molto vera: che gli è consentito sbagliare anche se è il numero uno del mondo. Sicuramente un atleta come lui è molto preparato ad affrontare anche tutti gli aspetti che riguardano la tensione, ma ciò che mi dispiace – e che mi preoccupa, da psicologa dello sport – è che invece di ricevere supporto riceve spesso giudizi, come se le aspettative fossero più alte da parte degli altri rispetto alle sue. Si tende a sottolineare la caduta, quando invece bisognerebbe sottolineare il fatto che nonostante le difficoltà sia rimasto in campo e abbia provato a vincere anche in quelle condizioni, facendo il massimo rispetto a ciò che il corpo gli permetteva in quel momento. Questo dovrebbe essere un insegnamento per tutti: la sospensione del giudizio è parte integrante del sistema di supporto di qualunque atleta e di qualunque persona. Possiamo avere delle opinioni, certo, ma bisognerebbe smettere di aspettarsi sempre il massimo e invece tifare affinché i nostri atleti facciano il massimo. Sono due cose diverse. Gli atleti performano meglio quando lavoriamo sui loro punti di forza, quindi dovremmo sottolineare quanto Sinner abbia dato tutto ieri”.
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