E se il nuovo tecnico lo blindasse? Leao, ecco perché il suo futuro resta un'incognita
La Gazzetta dello Sport

E se il nuovo tecnico lo blindasse? Leao, ecco perché il suo futuro resta un'incognita

Venerdì 29 maggio 2026
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Il portoghese per il club resta un giocatore sacrificabile, ma molto dipende anche da chi arriverà dopo Allegri. E lui ha già detto a Ibra di voler restare

Il portoghese per il club resta un giocatore sacrificabile, ma molto dipende anche da chi arriverà dopo Allegri. E lui ha già detto a Ibra di voler restare

Marco Pasotto Giornalista 29 maggio - 12:15 - MILANO English version Rafael Leao, 26 anni. Getty

Il suo bilancio stagionale, pubblicato nelle scorse ore sui social, ha intenerito qualche cuore fra i tifosi ma di base non ha fatto cambiare idea al club: agli occhi della proprietà Rafa Leao resta un giocatore per il quale vale assolutamente la pena ascoltare eventuali offerte sul mercato. Anche perché i milioni dell'Europa League non saranno sufficienti a garantire i virtuosismi di bilancio senza ricorrere - almeno un po' - al player trading. E Leao da questo punto di vista, anche se il valore del cartellino si è praticamente dimezzato rispetto a pochi anni fa, può portare in dote una quantità di denaro interessante. Il Milan la pensa così perché la stagione del portoghese, per quanto appesantita da problemi fisici evidenti e duraturi, ha consegnato a tutti la sensazione - piuttosto evidente - che Rafa e il Diavolo siano giunti alla fine di un ciclo. Situazione che può essere fisiologica, quando si sta insieme da sette anni.

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impensabile

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Queste però erano riflessioni valide soprattutto fin quando pareva probabile che Allegri rimanesse. Dopo un'annata come questa, trascorsa nel tentativo - vano - di effettuare la migrazione dall'esterno al centro, proseguire nel 3-5-2 di Max sarebbe stato soltanto accanimento tattico. Qualche miglioramento c'è stato, ma Leao era e resta un esterno che ha bisogno di profondità, non una punta centrale a cui è chiesto di fare da punto di riferimento. Poi, la notte di Milan-Cagliari ha prodotto l'impensabile. Allegri ha smarrito definitivamente quel poco di Milan che gli restava e di lì a poche ore è arrivata l'ufficialità dell'esonero. Rafa non ha mai citato il suo nome nel post, ma è ragionevole immaginare che guardi al futuro più che al passato. Ovvero chi potrebbe arrivare sulla panchina. In questo senso, si aprono due scenari. Il primo è dal punto di vista del giocatore, a cui di certo non sono dispiaciute le nuove linee guida date in questi giorni convulsi dalla proprietà: un calcio aggressivo, magari il ritorno alla difesa a quattro, un attacco basato anche sulle linee esterne. Il secondo angolo di osservazione è quello del futuro allenatore, chiunque esso sia: potrebbe arrivare qualcuno che lo stima particolarmente, che lo reputa essenziale per il proprio tipo di gioco. Insomma, un tecnico che potrebbe anche andare a bussare alla porta della dirigenza (quando si sarà insediata...) chiedendo di non mettere il giocatore sul mercato.

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ciclo

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Lui, intanto, è in fase di riflessione. E' sicuramente uscito molto turbato e deluso dal trattamento ricevuto dalla gente rossonera in questi mesi, confidava in una maggiore comprensione dei tifosi, ma non si sente a fine ciclo come invece potrebbe apparire a un osservatore esterno. Tanto da aver comunicato a Ibrahimovic la sua volontà di rimanere per lasciarsi alle spalle la stagione più difficile vissuta a Milanello e tornare a essere uno dei poli d'attrazione della rosa. Probabilmente si sta già di nuovo vedendo sgommare in fascia, con quel sorriso perso ormai da troppo tempo. A questo punto occorre capire due cose banalissime: chi sarà l'allenatore e che cosa pensa di Rafa.

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