La prima sfida di D’Amico: 60 milioni di plusvalenze per i parametri Uefa. Ed ecco chi può essere ceduto
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La prima sfida di D’Amico: 60 milioni di plusvalenze per i parametri Uefa. Ed ecco chi può essere ceduto

Venerdì 29 maggio 2026
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Il direttore sportivo in pectore, entro il 30 giugno, dovrà vendere per fare cassa e rispettare il settlement agreement firmato nel 2022. Ecco chi i giocatori in bilico

Il direttore sportivo in pectore, entro il 30 giugno, dovrà vendere per fare cassa e rispettare il settlement agreement firmato nel 2022. Ecco chi i giocatori in bilico

Andrea Pugliese Giornalista 29 maggio - 12:08 - ROMA English version

In attesa che sia tutto ufficiale, si sta già lavorando. E anche alacremente, perché c’è da costruire la Roma del futuro. Ma, soprattutto, una Roma che torna finalmente in Champions. Per i colpi in entrata, però, bisognerà aspettare, prima c’è infatti da vendere. E va fatto entro il 30 giugno, la scadenza del settlement agreement firmato nel 2022 dalla Roma con la Uefa, in base al quale il club dovrà rispettare la “football earning rule” nella verifica degli ispettori di Nyon: necessaria una perdita aggregata di massimo 60 milioni (al netto di imposte e spese virtuose, come il vivaio), sommando gli esercizi 2023-24, 2024-25 e 2025-26. Considerando che le perdite nei primi due bilanci attenzionati sono state rispettivamente di -81 e -54 milioni, si capisce perché servano adesso plusvalenze per circa 60 milioni. E, di fatto, questa sarà la prima sfida di Tony D’Amico, il direttore sportivo in pectore della Roma.

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Scelte

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E allora bisognerà vendere e gli indiziati per arrivare a dama sono tendenzialmente due big della rosa di Gasperini: Manu Koné ed Evan Ndicka. Il primo negli ultimi tempi è sembrato già con la testa altrove. A Verona, ad esempio, si è riscaldato da solo e non in gruppo e la cosa non è passata inosservata. Arrivato due estati fa dal Borussia Moenchengladbach per 18 milioni (più 2 di bonus), oggi è a bilancio per circa 11 milioni e viene valutato dal club 50. Considerando la necessità di vendere, la Roma può sedersi anche a 40 più bonus e su di lui ci sono Inter e Psg. Ndicka, invece, è arrivato a parametro zero dallo Stoccarda nel 2022 e si sta cercando un acquirente in Premier, dove sarebbe possibile incassare i 35 che desiderano a Trigoria.

Gli altri

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E nel caso non arrivassero invece offerte per i due entro il 30 giugno? Allora il mirino si sposterebbe altrove, più su Pisilli e Svilar che su Soulé. Il primo è infatti un prodotto del vivaio, il secondo è arrivato a parametro zero dal Benfica. Il che, in ambedue i casi, renderebbe la plusvalenza “pulita”, anche se la Roma rinuncerebbe a malincuore ad entrambi. In particolare a Svilar, che sarà l’ultimo in caso ad essere sacrificato, solo in caso di estrema necessità. Soulé, infatti, è ancora a bilancio per oltre 15 milioni di euro e per poter essere davvero “produttivo” dovrebbe arrivare un’offerta da oltre 40 milioni, allo stato attuale francamente difficile da immaginare.

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Il ds Ed allora su tutto questo dovrà lavorare proprio D’Amico, l’uomo che presto prenderà il posto di Frederic Massara come ds della Roma (sarà il quarto dell’era-Friedkin, i primi due furono Thiago Pinto e Florent Ghisolfi). D’Amico in passato ha già dimostrato di saper piazzare plusvalenze importanti, sia al Verona sia all’Atalanta e forse è stato scelto dalla proprietà giallorossa anche in considerazione di questo aspetto qui. Al Verona, ad esempio, la plusvalenza più ricca fu quella legata a Kumbulla (+26,5 milioni, venduto proprio alla Roma e di ritorno a luglio dal prestito al Maiorca), poi quelle per Amrabat (+16,5: acquistato dal Bruges a 3,5 e venduto alla Fiorentina a 20) e Rrahmani (+11,8: dai 3,5 alla Dinamo Zagabria ai 15,3 del Napoli). All’Atalanta, invece, fece ancora meglio, con le tre top operazioni che furono quelle legate ad Hojlund (+56,8 milioni: preso dallo Sturm Graz a 21 e ceduto allo United a 77,8), Retegui (+47,6: dai 20,9 versati al Genoa ai 68,5 presi dall’Al-Qadsiah) e Koopmeiners (+44,4: acquistato a 14 dall’Az Alkmaar e venduto a 58,4 alla Juventus). Insomma, pane per i denti di D’Amico...

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