Toni Nadal: "Sinner, che shock! Il caldo? Negli Usa e in Australia è peggio... L’ansia non c’entra, ma deve staccare"
Lo zio coach di Rafa: "Davvero una grande sfortuna la sua a Parigi, adesso deve assorbire la botta, metabolizzare"
Lo zio coach di Rafa: "Davvero una grande sfortuna la sua a Parigi, adesso deve assorbire la botta, metabolizzare"
Federica Cocchi Giornalista 30 maggio - 09:10 - MILANODieci Roland Garros vinti con il nipote Rafa, che al Bois de Boulogne alla fine ha collezionato 14 titoli sui 22 Slam in carriera, sono un numero sufficientemente alto da potersi definire esperto in materia. Toni Nadal ancora non si spiega cosa sia accaduto a Jannik Sinner, uscito al 2° turno dello Slam parigino a un passo dalla vittoria contro Juan Manuel Cerundolo, l’argentino numero 54 al mondo.
VIDEO: Roland Garros, la delusione di Sinner: "Non ricordo l'ultima volta che mi sono sentito così debole"Toni, si è fatto un’idea di quello che può essere accaduto a Jannik?
"È stata un’uscita scioccante. Non riesco a capacitarmi di come abbia potuto perdere quella partita così avanti nel punteggio contro un giocatore meno forte. Se Rafael (suo nipote, ndr) si fosse trovato sotto 5-1 40-0 contro un giocatore più debole di lui avrebbe pensato di provare a fare qualche punto col servizio. Quando il giocatore più forte reagisce, il rivale cala inevitabilmente ed è più facile riprendere il match".
Un problema di testa o soltanto fisico, secondo lei?
"Io immagino che sia stato fisico. Stava dominando. Non mi convince l’ipotesi dell’ansia, avrà pensato: 'Ok, adesso perdo un paio di game e riparto' e invece ne ha persi 18... È rimasto senza energie ma in ogni caso è molto strano che il numero uno del mondo, arrivato con una fiducia enorme e con un livello di tennis altissimo, si presentati al momento cruciale della stagione, nello Slam che voleva vincere, e esca al secondo turno. Davvero una grande sfortuna la sua a Parigi, soprattutto dopo quello che gli era successo in finale lo scorso anno con Alcaraz. Sembra stregata per lui".
È stata data la colpa al caldo di questi giorni: lei ricorda edizioni particolarmente roventi del Roland Garros?
"No, niente di straordinario. Forse Jannik ha qualche problema in più col caldo, però in carriera ha vinto in Australia, negli Usa, posti dove fa un caldo tremendo, c’è afa. Sinner è un atleta, è un giocatore preparato. Credo che sia stato qualcosa di legato alle circostanze di quell’unico match".
Quest’anno tra giocatori e raccattapalle si sono sentiti male in tanti, pensa che andrebbero prese misure per proteggere i tennisti da queste condizioni?
"No, sinceramente penso che siano tutti atleti professionisti e sappiano di dover fare i conti anche con queste difficoltà".
Che cosa dovrebbe fare adesso Sinner?
"È una sconfitta dolorosa, però non ha perso una finale da favorito: è uscito al secondo turno in una partita molto strana. Adesso bisogna semplicemente assorbire la botta, metabolizzare. Lui ha un grande team, se fossi il suo allenatore gli farei prendere qualche giorno di riposo e poi tornerei ad allenarmi. Mi preparerei per Wimbledon, che è un altro grande obiettivo per lui. L’importante è che la delusione non si trascini a lungo".
Sembra non giocherà tornei di preparazione a Wimbledon. Scelta saggia?
"Se ha preso questa decisione significa che pensa sia la migliore possibile per lui, quindi sicuramente intelligente. Arriva da settimane e mesi molto pesanti, con un grande dispendio di energie, e sente il bisogno di una pausa mentale".
E adesso chi vince Parigi?
"Dopo l’uscita di scena di Sinner e con l’assenza di Alcaraz il tabellone si è completamente aperto. Credo che tutti abbiano acquisito fiducia, che inizino a credere che ci sia finalmente una chance senza quei due in circolazione. Anche perché Jannik era considerato imbattibile e e la sua eliminazione è stata una sorpresa enorme. Ora i giocatori saranno pronti a lottare al cento per cento su ogni punto pur di giocarsi i titolo".
Abbiamo assistito a una battaglia fantastica di cinque ore tra Fonseca e Djokovic, il brasiliano è cresciuto.
"Joao è stato bravo a rimontare da 2-0. Djokovic è un campione indiscutibile ma a 39 anni, con l’allungarsi della partita ha faticato, come era normale che fosse su una superficie come la terra rossa".
E Jodar? A 19 anni ha già raggiunto la seconda settimana di Parigi.
"È un giocatore coraggioso. Ha un dritto molto pesante, la palla viaggia veloce... Sta facendo sempre più esperienza e crescerà ancora".
VIDEO: Aryna Sabalenka svela l'outfit per il Roland Garros Leggi anche Fonseca, è nata una stella! Rimonta due set a Djokovic e lo schianta dopo 5 ore di battagliaSabato azzurro al Roland Garros: Cobolli, Berrettini e Arnaldi a caccia degli ottavi© RIPRODUZIONE RISERVATA