Prima di Allegri a Napoli è arrivata Afromisia: il "corto muso" debutta ad Agnano
La Gazzetta dello Sport

Prima di Allegri a Napoli è arrivata Afromisia: il "corto muso" debutta ad Agnano

Lunedì 1 giugno 2026
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La purosangue terza in una corsa all’ippodromo napoletano prima ancora che Max risolva le pratiche col Milan. Un pretesto per ripercorrere le metafore ippiche che da sempre colorano il suo calcio

La purosangue terza in una corsa all’ippodromo napoletano prima ancora che Max risolva le pratiche col Milan. Un pretesto per ripercorrere le metafore ippiche che da sempre colorano il suo calcio

Alessandra Vaccaro 1 giugno - 17:59 - MILANO English version

È arrivato a Napoli prima il "corto muso", che Allegri. Il futuro allenatore azzurro non ha ancora risolto i problemi burocratici con il Milan per poter essere ufficializzato da Aurelio De Laurentiis. Ma l’aura di Max è già arrivata in città. La sua Afromisia ha debuttato all’ippodromo di Agnano, finendo terza nel Premio intitolato allo storico fantino Bruno Agriformi. La cavalla ha gareggiato difendendo la giubba amaranto, colori ispirati al Livorno calcio, che richiamano le origini del tecnico. Afromisia, 3 anni, è uno degli otto cavalli della scuderia Alma Racing, giubba amaranto dedicata al Livorno. Alma Racing è anagramma di Allegri Massimiliano.

dal campo alla pista

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La teoria del corto muso non ha funzionato al debutto ad Agnano, ma è stata da monito per i principi di gioco di Max, che stanno lentamente attecchendo in città, prima ancora del suo arrivo. È bene che i tifosi napoletani inizino a prendere dimestichezza con le metafore tratte dall’ippica. La carriera da allenatore di Massimiliano Allegri, infatti, pullula di connessione tra cavalli e giocatori. Memorabile il parallelismo espresso in conferenza stampa nell’aprile 2019, quando era allenatore della Juventus, dopo una sconfitta contro la Spal: "Nelle corse dei cavalli basta mettere il musetto davanti, non di 100 metri. Foto, corto muso. Chi perde di corto muso arriva secondo, chi vince di corto muso primo. Non è che resta scritto se vinci di 30 punti". Una teoria semplice, divenuta manifesto del credo sportivo di Allegri.

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metafore

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Che si tratti di galoppo o di calcio, Max ha dimostrato di ragionare allo stesso modo. Basti ricordare quella volta che spiegò la scelta di Benatia in panchina: "Perché i cavalli dopo un po’ che vincono si mandano al prato a riposare". Oppure quando disse: "Mandzukic è al prato, mentre Khedira sta uscendo dal prato". Anche sul recupero infortuni, Allegri si è affidato nel corso della sua carriera da allenatore a metafore tratte dall’ippica: "Barzagli è completamente recuperato e può giocare dall’inizio perché i cavalli vecchi quando devono correre non hanno bisogno di tanto allenamento, si buttano in campo…". Epica la disamina della rimonta della Juventus nella stagione 2015-2016: "Dopo una partenza ad handicap, praticamente noi siamo partiti come le corse di trotto sui 2000 metri, coi più forti che partono a 2020 metri, 2040 metri. Noi siamo partiti 2120, praticamente gli abbiamo dato cento metri di vantaggio". Insomma, non c’è calcio senza ippica nella storia sportiva di Massimiliano Allegri. Dopo aver vinto il quarto scudetto consecutivo alla guida della Juventus, era il maggio 2018, Max tornò indietro di dieci anni raccontando un aneddoto: "Una volta andai a puntare su un cavallo. Si chiamava Minnesota. L’allibratore mi disse che era più facile che io allenassi in serie A che la vittoria di quel cavallo. Minnesota vinse e io sono arrivato ad allenare in serie A2. Pertanto, mettendo insieme tutte le teorie di Max, Afromisia potrebbe arrivare prima  all’ippodromo di Agnano e il Napoli, chissà.

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