Baturina: "Il segreto del Como è lo spirito di gruppo. Studio Modric e sogno Mondiale e Champions"
Il centrocampista della Croazia e di Fabregas si racconta. "In Serie A ho imparato la disciplina. Nel 2018 ero un ragazzo, la finale ha influenzato il mio futuro. Il Mondiale è il torneo che tutti vorrebbero giocare nella vita"
Il centrocampista della Croazia e di Fabregas si racconta. "In Serie A ho imparato la disciplina. Nel 2018 ero un ragazzo, la finale ha influenzato il mio futuro. Il Mondiale è il torneo che tutti vorrebbero giocare nella vita"
dal nostro corrispondente Davide Chinellato 3 giugno - 08:33 - LONDRA English versionLa prima volta al Mondiale non si scorda mai. E Martin Baturina vuole fare in modo che la sua prima volta nel torneo che tutti i calciatori sognano di giocare sia indimenticabile. In campo, con la maglia numero 16 della sua Croazia, sarà uno degli 891 debuttanti nella coppa del mondo. Accanto, come maestro d’eccezione, avrà Luka Modric, suo mentore nella Croazia da cui il centrocampista che ha giocato nell’ultima stagione al Como conta di imparare quelle lezioni che gli permetteranno di aiutare la Croazia a sfidare Inghilterra, Ghana e Panama nel girone L per un posto ai sedicesimi. Il 23enne parla a margine della presentazione della linea di Mackage, il luxury brand che vestirà la Croazia fuori dal campo. "È incredibile rappresentare il tuo paese al Mondiale, e poterlo fare attraverso un luxury brand che riflette così bene la nostra identità e il nostro stile. È quasi come indossare una divisa da gioco, ma è un abito", ha raccontato Baturina. Il centrocampista del Como è uno di quelli che rendono la Croazia la squadra più “italiana” di questo torneo senza Azzurri, con 7 giocatori nella rosa del ct Zlatko Dalic che nel 2025-26 hanno giocato in Serie A.
Martin, il 17 giugno contro l’Inghilterra a Dallas debutterà in un Mondiale: cosa significa per lei e cosa si aspetta da questa prima esperienza?
"Credo che ogni calciatore professionista sogni di arrivare al Mondiale, di poter rappresentare il proprio Paese su questo palcoscenico così pieno di storia. Faccio fatica a dire esattamente cosa significa per me, ci sono troppo orgoglio, troppa eccitazione e troppa gratitudine che si mescolano per spiegarlo bene. Penso di poter dire, semplicemente, che è un sogno che si avvera".
Nel vostro girone ci sono Inghilterra, Ghana e Panama. Cosa pensa di loro?
"Affronteremo alcuni dei migliori giocatori del mondo, ed è assolutamente fantastico. Penso che a questo livello ogni partita sia speciale, e sono sicuro che ogni avversario sarà un grande avversario, in un modo molto specifico".
Nella rosa della Croazia c’è Luka Modric, una leggenda del calcio: cosa rappresenta per lei e quanto pensa che vedere da vicino un giocatore di questo livello possa aiutarla a crescere?
"Luka è un modello per qualsiasi giocatore croato. Rappresenta non soltanto il talento, ma anche la continuità, l’esperienza, l’integrità e l’eleganza. E lo ha sempre fatto, in tutti questi anni che ha giocato ai massimi livelli. Poterlo vedere da vicino, poter imparare da lui, è un grande onore e anche una fonte d’ispirazione per me. È uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi e mi sento molto fortunato a poter dividere il campo con lui".
Luka è un modello per qualsiasi giocatore croato. Rappresenta non soltanto il talento, ma anche la continuità, l’esperienza, l’integrità e l’eleganza"
Baturina su ModricDal terzo posto del 1998 fino alla finale 2018 e al nuovo terzo posto in Qatar, la Croazia ha scritto pagine importanti della sua storia al Mondiale: qual è il suo primo ricordo legato a questo torneo?
"Non credo di ricordare esattamente il mio primo flash sul Mondiale, ma quello che ha avuto la maggior influenza su di me è stato il 2018 in Russia, quando la Croazia è arrivata all’evento. Per un piccolo Paese come il nostro, riuscire a ottenere qualcosa di così importante su un palcoscenico di questo livello è stato assolutamente indimenticabile. E anche una fonte d’ispirazione incredibile per un giovane calciatore croato come ero io".
Questo suo primo Mondiale arriva dopo la sua prima stagione in Serie A, col Como: come pensa di essere andato?
"Giocare in Serie A mi ha insegnato tanto su disciplina, concentrazione e continuità. È un campionato che da un centrocampista come me pretende tanto, sia a livello tattico che mentale: penso che questa stagione mi abbia permesso di crescere parecchio come giocatore".
Il Como ha chiuso una stagione incredibile, con la storica prima volta in Europa trasformatasi in quarto posto e Champions: cosa crede l’abbia reso possibile?
"Quanto speciale sia stato il nostro gruppo in questa stagione. L’atmosfera è stata incredibile per tutto l’anno e credo che questo spirito, combinato con duro lavoro e unità di intenti di tutto il club, sia quello che ha reso possibile un campionato così straordinario".
Ora giocherà il Mondiale, al ritorno a Como l’aspetta la Champions League.
"Ogni giocatore sogna di giocare in quella competizione, quindi arrivarci è un risultato incredibile. Giocare in Champions significa raggiungere il tipo di livello che lavori tutta la vita per raggiungere. È un livello che non voglio mai dare per scontato"
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