In Lussemburgo c'è la nuova Italia da scoprire: inizia la Nazionale del futuro
Si gioca la prima gara dopo il ko con la Bosnia. Il traghettatore Baldini schiera Donnarumma e una squadra giovanissima: 20,5 anni di media
Si gioca la prima gara dopo il ko con la Bosnia. Il traghettatore Baldini schiera Donnarumma e una squadra giovanissima: 20,5 anni di media
dall'inviato Fabio Licari 3 giugno - 09:40 - LUSSEMBURGO English version I ragazzi della Nazionale al lavoro a CovercianoSaranno famosi. Oggi sono ragazzi in cerca d’autore e l’Italia li sta cercando disperatamente. Escluso Donnarumma, campione d’Europa cinque anni fa, una vita fa, i più vecchi sono del 2004. E c’è qualcuno che neanche ricorda il cielo azzurro di Berlino, essendo nato addirittura nel 2008: come Inacio, in età da patente dal 2 aprile ma già in Bundesliga con il Borussia, come Ahanor, Camarda e Reggiani. Tanti hanno origini non italiane, ma sono italianissimi lo stesso, «perché la storia non può essere fermata», come dice Silvio Baldini, altro debuttante di 67 anni, ct di un’Italia mai vista e mai così giovane.
VIDEO: Del Piero: "L'Italia del 2006? Ormai viviamo di ricordi. E sul mio ritiro..."l'eresia
—Il ct a tempo li ha presi di peso dall’Under 21 e dalle nazionali più piccole e li ha portati tra i grandi per «lasciare un’eredità» a chi verrà dopo di lui. Niente big o presunti tali, Tonali, Barella o Bastoni, soltanto Donnarumma perché l’ha chiesto lui. Anche quelli in arrivo dall’Italia di Gattuso sono ancora Under (Pisilli, Esposito, Palestra). Non c’è la Nazionale di domani qui in Lussemburgo, nell’amichevole della tristezza (perché gli altri sono al Mondiale) e del rischio (perché il ranking Fifa può essere compromesso). Non ci sarà neanche in Grecia domenica. L’età media è 20 anni e mezzo: un’eresia. Ma c’è la Nazionale che deve indicare la strada della rinascita dalle macerie del terzo Mondiale perso. Nell’amichevole che sia anche della gioia. Tutte scelte che potevano arrivare soltanto da un eretico come Baldini, ct ad interim dopo le dimissioni di Gattuso, aspettando che il nuovo presidente scelga il nome tanto atteso. Baldini nel Medioevo sarebbe finito al rogo per aver detto: "Ci siamo allenati per divertirci, non pensando al risultato" e "Non ho studiato il Lussemburgo, come non avrei studiato il Brasile, per non mettere pressione ai ragazzi". Per il ct fama e ricchezza non nascono soltanto dal lavoro ma anche dal divertimento.
Silvio Baldini, 67 anni, ct ad interim della Nazionale
l'esame
—Ed è quello che chiediamo stasera agli azzurri: anche farci divertire, non potendo pretendere di più. Senza però illudersi che sia una partita da niente, soltanto per un impegno contrattuale. A parte il fatto che il ranking Fifa non guarda la carta d’identità e che, in teoria, non possiamo permetterci neanche di pareggiare, questo è un esame serio. Conte, Mancini, Ranieri, forse Inzaghi e Pioli, chissà se Guardiola, studieranno questi ragazzi per capire chi tra loro può essere già pronto. Ma chi sono questi azzurri? Giocheranno secondo il 4-3-3 di Baldini. Donnarumma (27 anni) in porta. La linea difensiva ha perso ieri Palestra (21) per un problema agli adduttori: meglio non rischiare, ma peccato, era il più atteso. Così a destra sarà Favasuli (22), reduce dagli spettacolari playoff di B con il Catanzaro, a sinistra Ahanor (18), che con l’Atalanta ha già esperienza di Champions. In mezzo la coppia Comuzzo (21)-Chiarodia (20), il primo viola, il secondo tedesco di Mönchengladbach. Al centro Lipani (21), in A con il Sassuolo, tra Pisilli (21), il romanista che resterà con qualsiasi ct, e Ndour (21), che alla Fiorentina ha fatto intravedere le sue potenzialità. Davanti, Pio Esposito (20), altro futuro titolare, tra Koleosho (21), ala da dribbling del Paris Fc, e Cherubini (22), dalla Samp. Dai “tedeschi” Reggiani, Mane e Inacio, ai milanisti Bartesaghi e Camarda, agli altri, c’è una panchina impaziente.
la passione
—Può essere triste accendere la tv stasera mentre tutte le altre big fanno le valigie o giocano amichevoli premondiali: ma abbandonare l’Italia sarebbe un po’ tradirla nella cattiva sorte. La cara, vecchia Italia che, quando vinceva, ci ha fatto sentire un solo popolo in piazza come neanche una manifestazione politica, ora ha bisogno di noi: la passione s’è affievolita, s’è visto da come è stata accolta l’apocalisse di Bosnia, come fosse normale. Non bene. Di solito, quando la Nazionale deludeva, si diceva: «Facciamo il tifo per i giovani». Questo è il momento. Qui si fa (un po’) l’Italia.
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