Svilar, un campione senza Mondiale: aspetta ancora una deroga per giocare col suo Belgio
Nel 2021 ha collezionato una sola presenza con la Serbia in amichevole. Eppure basta a bloccare il portiere giallorosso
Nel 2021 ha collezionato una sola presenza con la Serbia in amichevole. Eppure basta a bloccare il portiere giallorosso
Francesco Balzani Collaboratore 3 giugno - 15:03 - MILANO English versionIl miglior portiere del campionato è rimasto senza Mondiale. E non per demeriti professionali o litigi con il Ct. Sta di fatto che Mile Svilar, fresco vincitore per la seconda volta di fila del premio come miglior estremo difensore della Serie A, sarà costretto a guardare la competizione, che inizierà l'11 giugno in America, da qualche località di vacanza o dal divano di casa. Un paradosso che ha però una spiegazione e che i legali di Svilar sperano di risolvere nei prossimi mesi.
VIDEO: Svilar pazzo di Roma! Che festa coi tifosi a Fiumicino per la qualificazione in Champions Leaguequella presenza con la serbia
—Il portiere della Roma è nato e cresciuto in Belgio da genitori serbi. Qui ha attraversato tutte le categorie di età, dall'U15 all’U21. E fin qui nulla di anomalo rispetto ad altri calciatori dalla doppia cittadinanza. Poi però Svilar commette un errore che paga ancora oggi. Sotto la pressione del padre, Ratko Svilar, ex portiere della nazionale serba, decide di rispondere alla chiamata della nazionale maggiore della Serbia nel settembre del 2021. È in questo contesto che Mile fa il suo esordio, subentrando nella ripresa durante un'amichevole con il Qatar. Una sola presenza, di cui davvero pochi hanno memoria. Un esordio che, per la Fifa, vale come presenza ufficiale, ed è qui che sorgono i problemi. Perché dopo quella partita Svilar cambia idea. In fondo non si è mai sentito serbo e ha sempre amato il Belgio che ha accolto la sua famiglia e dove ha stretto forti amicizie tra le giovanili prima al Beerschot poi all’Anderlecht (dove ha conosciuto, tra gli altri, Saelemaekers).
mile cambia idea
—Così Svilar manifestò a tavola la volontà di rappresentare il Belgio nonostante il parere contrario del papà. Ma è troppo tardi. Il regolamento Fifa, infatti, lo ingabbia nel limbo in cui tutt'oggi si trova. Dopo un esordio in una nazionale maggiore, non è più possibile cambiare federazione e il Belgio non può dunque convocarlo nonostante la volontà di Rudi Garcia. Allo stesso tempo si esauriscono le possibilità di una nuova chiamata della Serbia, risentita dall'accaduto e intenzionata e non considerare più Svilar come suo elemento. Negli ultimi mesi i legali del portiere si sono messi al lavoro per cercare di ottenere una deroga e permettere a Mile di essere convocato dal Belgio per il Mondiale americano. Niente da fare. La questione finirà probabilmente in tribunale. Nel frattempo, Svilar vede sfumare la prima chance della sua carriera di disputare un Mondiale come secondo di Courtois.
annata d'oro
—Il suo rendimento, tuttavia, non è passato inosservato. Il romanista è stato capace di chiudere la porta con un clean sheet per 18 volte in campionato, meno soltanto di Butez e David Raya tra i 5 principali campionati europei. Come a Verona in quel faccia a faccia con Bowie che è pesato tanto nella corsa Champions. Un dato che non si registrava dalla stagione 2013-2014 quando a difendere i pali giallorossi c’era Morgan De Sanctis. Per ora a Trigoria non sono arrivate offerte, ma qualche club soprattutto in Premier si inizia a muovere. La Roma, però, dopo il rinnovo dello scorso anno non ha intenzione di rinunciare a Svilar se non per offerte davvero irrinunciabili.
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