I segreti della longevità atletica: dati, tecnologia e chirurgia dietro i campioni che non invecchiano
Un'inchiesta del New York Times racconta come dati, diete e chirurgia avanzata stiano riscrivendo i limiti dell'età nello sport professionistico
Un'inchiesta del New York Times racconta come dati, diete e chirurgia avanzata stiano riscrivendo i limiti dell'età nello sport professionistico
Eugenio Spagnuolo 3 giugno - 17:07 - MILANOWade Boggs, terza base nella Hall of Fame del baseball, beveva birra in aereo. Settantatré birre in un volo da Boston a Los Angeles nel 1994, a metà dei trent'anni, mentre batteva diversi record. Oggi, sugli stessi voli, racconta il New York Times in un reportage, gli atleti professionisti bevono invece succo di amarena per la melatonina, indossano maniche di compressione su entrambe le gambe per stimolare il drenaggio linfatico e portano sensori alle orecchie che misurano il recupero cerebrale. È lì, in quella differenza, che si spiega la longevità sportiva degli atleti, rispetto al passato. Nick Folk, 41 anni, kicker degli Atlanta Falcons, è reduce dalle tre stagioni più precise di una carriera durata diciotto anni. LeBron James, 41, ha condiviso il campo con il figlio Bronny, che ne ha 21. Lindsey Vonn, tornata sugli sci sei anni dopo il ritiro, non esclude le Olimpiadi del 2030 quando avrà 45 anni. Aaron Rodgers ha rotto il tendine d'Achille a 39 anni e ha ripreso da titolare la stagione successiva. E, attenzione, non si tratta di casi isolati, ma del risultato di metodi nuovi di allenamento e cura del corpo che vanno dall'analisi muscolare alla chirurgia robotica, passando per sonno, diete intelligenti e uso di dispositivi tech che possono garantire la longevità ai superatleti.
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—Tutto comincia dalla tecnologia. Il mercato dei wearable vale oggi 314 miliardi di dollari e dal 2021 la NBA gestisce un incubatore interno, Launchpad, da cui è nata Springbok: una startup che usa la risonanza magnetica non per diagnosticare infortuni già avvenuti ma per costruire una biografia muscolare dell'atleta nel tempo, rilevando le asimmetrie che anticipano le lesioni. Nel frattempo, Atlas, startup di San Francisco, produce sensori grandi come una caramella che misurano attività cerebrale e risposta galvanica della pelle; la cofondatrice Ana Montero, spiega al NYT: "È un dato quantificabile che ti dice, per esempio, oggi non è il giorno. Vai a fare una passeggiata". Il dispositivo più discusso è la Camera Ammortal, costo 160 mila dollari, che combina luce rossa, campi elettromagnetici pulsati, vibroacustica e idrogeno molecolare. Matthew Stafford ne teneva una al campo di allenamento: due giorni prima di compiere 38 anni è stato nominato MVP della NFL. L'head coach Sean McVay ammette che "era un ottimo strumento di recupero per lui. A tal punto che ne ho comprata una per casa mia". Anche se l'ortopedico Neal ElAttrache, una vera celebrity del settore, è più cauto: "C'è un effetto biologico scientificamente provato per ciascuna di queste cose. Ma mancano gli studi che quantifichino quanto siano utili".
Sonno e dieta
—Anche il sonno, un tempo trascurato, oggi non ammette deroghe. Marco Zucconi, responsabile della salute dei Los Angeles Chargers spiega che: "Puoi spendere centinaia di migliaia di dollari in letti a luce rossa, camere iperbariche, terapia IV. Ma se non metti a posto la cosa semplice del sonno, stai tralasciando uno dei pilastri fondamentali che fanno funzionare tutto il resto". Due mesi prima di vincere la medaglia d'oro olimpica nel bob solitario a febbraio, Elana Meyers Taylor, 41 anni, aveva scritto al marito di volersi ritirare: dolori alla schiena continui e i due figli non la lasciavano dormire. Il marito, chiropratico e preparatore atletico, è andato in suo soccorso: "Mi ha rimesso nella giusta disposizione mentale (per dormire)", spiega lei al NYT. E i risultati non sono tardati ad arrivare.
dieta per atletiLo stesso vale per l'alimentazione, dove la novità non è cosa si mangia, ma quando. La logica ai tempi di Boggs era quella che Michael Joyner della Mayo Clinic sintetizza così: "Se il forno è abbastanza caldo, brucia qualsiasi cosa". Oggi sappiamo invece che il corpo assorbe tipi diversi di proteine a velocità diverse: quelle del latte, per esempio, sono lente, spiega Nic Taylor, preparatore di numerosi atleti NBA: "Ottime prima di dormire, pessime prima di una gara". E la riprova è Alysha Clark, 38 anni, la più anziana della WNBA: ha tenuto un diario alimentare per tre giorni, scoprendo che stava perdendo massa muscolare non perché mangiasse male ma perché assumeva le proteine negli orari sbagliati.
chirurgia innovativa
—Non è tutto. Anche la chirurgia ha ridisegnato le aspettative per chi... si rompe. Vonn ha accumulato la bellezza di 17 interventi. La protesi parziale al ginocchio del 2024, eseguita con braccio robotico, ha rimosso l'osso danneggiato e sigillato le cavità con impianti in titanio. Qualche mese dopo ha eseguito un salto su una gamba sola. "Ho pianto. Non riuscivo a farlo da dieci anni". ElAttrache, tra i chirurghi che hanno trasformato la rottura del tendine d'Achille da segnale di fine carriera a fine stagione, spiega il suo metodo: "il tendine di Achille si rompe come un mop. Non si spezza come due capi di una corda". Ogni fibra viene ricucita alla tensione corretta; una seconda serie di punti, ancorata al calcagno, stabilizza il tendine. Risultato: dopo due settimane l'atleta è già in piedi, poi si esercita su tapis roulant anti-gravità finché il passo non è simmetrico. Richard Ferkel, che aveva operato Klay Thompson nel 2020 e lo ha poi visto vincere il titolo NBA tre anni dopo, riassume così il cambiamento con l'NYT: "Una volta dicevamo: proviamo a farti giocare ancora un anno o due, poi ti ritiri. Adesso non discutiamo più di ritiro. Discutiamo di quanto tempo ci vorrà per tornare in campo. E di quando potrà firmare il prossimo contratto".
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