Golden Gala a cinque stelle, Jacobs-Lyles gladiatori a Roma. Festa in casa per Diaz e Battocletti
La capitale ospita la quarta tappa della Diamond League, la prima in Europa. Sfida nei 100 tra gli ultimi due campioni olimpici, poi l'Italia sogna successi nel triplo, nei 5000 e nel peso
La capitale ospita la quarta tappa della Diamond League, la prima in Europa. Sfida nei 100 tra gli ultimi due campioni olimpici, poi l'Italia sogna successi nel triplo, nei 5000 e nel peso
Andrea Buongiovanni Giornalista 4 giugno - 09:33 - MILANOUn Golden Gala grandi firme, un Golden Gala cinque stelle. L’edizione n. 46 del meeting da anni dedicato a Pietro Mennea - quarta tappa della Diamond League 2026, la prima europea - promette fuochi d’artificio. L’Olimpico di Roma, mai come stasera, sarà al centro del mondo di chi corre, salta e lancia. Il cast, raramente, è stato di questo livello. L’auspicio è che il pubblico risponda al meglio. Anche se il personaggio forse più atteso, Mattia Furlani, non ci sarà. Il reatino iridato del lungo è in rapida ripresa dall’infortunio patito al bicipite femorale destro dodici giorni fa in Cina, ha appena perso per strada uno dei rivali più accreditati, il giamaicano Carey McLeod, fermato due anni per tre irregolarità nei controlli antidoping in dodici mesi, ma in pedana sotto la Tevere marcherà forzatamente visita. Assente lui, sono lo stesso un’infinità i nomi da seguire. Meritano per esempio grande attenzione i lanciatori di peso: Leo Fabbri, spinto dal tifo, sfiderà i grandi specialisti statunitensi. Compreso chi domenica, nonostante un 21.42, lo ha battuto a Rabat: Joe Kovacs (22.58), Ryan Crouser (21.59), Jordan Geis (21.56) e Roger Steen (21.52). Poi le britanniche compagne di allenamento Keely Hodgkinson e Georgia Hunter-Bell. La prima, regina degli 800, farà un 400 per sorprendere; la seconda, nei 1500, in marzo iridata indoor, per allungare la lista delle alternative a Faith Kipyegon.
VIDEO: Jacobs e Lyles, sfida tra gladiatori al Golden Gala: il face to face davanti al Colosseodiaz
—I botti cominceranno col triplo maschile. Anche in chiave italiana. Andy Diaz, al debutto 2026 all’aperto dopo la conquista del secondo titolo mondiale consecutivo al coperto, inseguirà la terza vittoria al Golden Gala, come in azzurro solo Alessandro Lambruschini nei 3000 siepi e nella specialità i leggendari Jonathan Edwards (1996 e 1998) e Christian Olsson (2004 e 2007). Il romano di Cuba, tra gli altri, troverà i giamaicani Jordan Scott, leader mondiale stagionale, argento alle sue spalle a Torun e Jaydon Hibbert, 21enne da 17.87, ma tornato otto giorni fa a Kosice, dopo uno stop di un anno, con un 16.69. Poi il cubano Lazaro Martinez, col quale di recente non sono mancate schermaglie social e l’algerino Mohamed Triki, bronzo in Polonia. Per l’allievo di Fabrizio Donato, domani allo Sprint Festival ai Marmi ultimo frazionista di una 4x100 coi compagni di allenamento Andrew Howe e Daniele e Francesco Inzoli, l’obiettivo (per ora...) prevede il 17.80 del suo record italiano.
Battocletti
—L’Olimpico è casa sua: Nadia Battocletti, qui, agli Europei 2024, ha vinto 5000 e 10.000 e qui, al Golden Gala 2025, ha di nuovo ritoccato il primato nazionale sulla distanza più corta. Fino a 14’23”15. Insieme a un successo mai ottenuto in Diamond League, è il tempo che inseguirà stasera. Se non addirittura il record europeo siglato a Londra nel luglio 2023 dall’olandese Sifan Hassan: 14’13”42. In maternità Beatrice Chebet, tra le avversarie più temibili le etiopi Likina Amebaw, Fantaye Belayneh e Freweyni Hailu e l’olimpionica delle siepi Winfred Yavi, keniana portacolori del Bahrein.
Jefferson
—Negli ultimi 30 anni, solo Shelly-Ann Fraser, a Mosca 2013, era stata capace della doppietta iridata 100-200. Poi è arrivata Melissa Jefferson e oplà: 10”61/21”68 e impresa replicata. La statunitense debutta individualmente nel 2026 con la gara più lunga sfidando per la prima volta sulla distanza Julien Alfred, olimpionica dei 100. Ma pure le britanniche Dina Asher-Smith e Amy Hunt e la connazionale Anavia Battle.
lyles-jacobs
—Londra, 5 agosto 2017: è da quel giorno, titolo mondiale in palio, che due ori olimpici dei 100 non si affrontano in una “finale”: Justin Gatlin fu d’oro, Usain Bolt di bronzo. Noah Lyles e Marcell Jacobs oggi (in 5ª e 6ª corsia) riproporranno lo stuzzicante tema. Nella semifinale di Tokyo 2025 ebbe la meglio lo statunitense, favorito anche in questa occasione dopo un esordio da 9”95, con l’azzurro reduce dal 10”01 ventoso di 15 giorni fa a Savona. Con tanti possibili terzi incomodi: dal 21enne Jordan Anthony, iridato dei 60 indoor e in aprile già a 9”91, Letsile Tebogo, Ferdinand Omanyala, Akani Simbine e Ackeem Blake. Per Marcell il compito è severissimo.
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