Nucleare, i mini-reattori sulle navi: come sono fatti e come funzionano
La soluzione nucleare per la propulsione delle imbarcazioni non è una novità assoluta, ma è rimasta finora confinata quasi esclusivamente alle grandi navi militari e ai sottomarini. Con i mini-reattori di nuova generazione per i mercantili si aprono nuove opportunità
La soluzione nucleare per la propulsione delle imbarcazioni non è una novità assoluta, ma è rimasta finora confinata quasi esclusivamente alle grandi navi militari e ai sottomarini. Con i mini-reattori di nuova generazione per i mercantili si aprono nuove opportunità
Alessandro Follis 14 giugno - 07:50 - MILANO L'unica nave nucleare civile attualmente in servizio, la russa SevmorputLa propulsione nucleare può essere una tecnologia sostenibile per le navi commerciali? Già da tempo questa soluzione viene impiegata sulle grandi navi militari, come le portaerei americane, sui sottomarini e su qualche rompighiaccio russa. Dati i grandi costi operativi e delle infrastrutture, invece, non si è mai diffusa sui mercantili. Tuttavia, come confermato di recente dall'amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero al Corriere della Sera, l'ipotesi di impiegare i cosiddetti mini-reattori per le navi mercantili è già allo studio del gruppo italiano. Secondo il dirigente, questa tipologia di propulsione potrebbe consentire a un'imbarcazione di viaggiare per 20-25 anni senza rifornimento, abbattendo di molto i danni ambientali.
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La portaerei nucleare francese Charles de GaulleCome funziona
—La tecnologia alla base di una nave con propulsore nucleare è la stessa delle centrali per la produzione di energia. Anche qui, infatti, è presente un reattore, generalmente ad acqua pressurizzata: genera vapore riscaldando il circuito principale attraverso la reazione di fissione che avviene nel combustibile nucleare. Il vapore acqueo viene poi convogliato in una turbina, connessa talvolta a un cambio o a un generatore elettrico, che produce l'energia necessaria a muovere le eliche della nave. Un reattore navale produce mediamente qualche centinaio di megawatt di energia, contro gli oltre 1.500 di una centrale di terra. Le dimensioni più contenute significano solitamente una maggior percentuale di uranio-235, che a sua volta implica minore necessità di rifornimento. Una nave nucleare risulta autosufficiente per lunghissimi periodi grazie alla possibilità di riutilizzare il vapore acqueo riscaldato dalla fissione, che viene ricondensato e reimmesso nel ciclo, con le eventuali perdite che possono essere compensate dall'acqua desalinizzata estratta dal mare.
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I sottomarini sono il mezzo navale che usa maggiormente la tecnologia nucleareQuarta generazione
—La tecnologia nucleare si sta spostando verso la quarta generazione e quindi verso il superamento della tecnologia ad acqua pressurizzata. Come dichiarato da Folgiero, la soluzione allo studio è quella del raffreddamento a piombo fuso, che garantisce grandi vantaggi in termini di sicurezza perché un'eventuale fuoriuscita di materiale radioattivo sarebbe schermata dalla colata del refrigerante. Inoltre, non richiede pressurizzazione perché il reattore opera a pressione atmosferica e in caso di incidente il liquido refrigerante andrebbe a solidificarsi intorno al nucleo, bloccando le radiazioni al suo interno. Oltre all'uranio, questi reattori possono utilizzare il plutonio come elemento combustibile, un prodotto che si genera come scarto dalle fissioni delle centrali nucleari e che quindi sarebbe più semplice da approvvigionare, senza necessità di rivolgersi esclusivamente ai Paesi estrattori.
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—La propulsione nucleare è attualmente confinata principalmente alle applicazioni militari, per via degli alti costi di operazione e dell'infrastruttura. Sono in servizio attualmente 12 portaerei nucleari, di cui 11 nella Marina statunitense e una in quella francese, oltre a diverse altre navi di Stati Uniti e Russia e sottomarini in forza anche a India, Regno Unito, Francia e Cina. Le applicazioni civili sono invece molto ridotte, con una manciata di navi commerciali che hanno prestato brevemente servizio come progetti pilota, prima di essere riconvertite a propulsione tradizionale. La Russia impiega invece diverse rompighiaccio a propulsione nucleare.
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