Ciao rubato nel 1981 e ritrovato grazie a un particolare decisivo
Un controllo dei carabinieri in provincia di Rovigo ha consentito di chiudere una vecchia denuncia di furto, rimasta sepolta per 45 anni. Il ciclomotore Piaggio, privo di assicurazione e con una targa appartenente a un altro veicolo, sarà restituito al proprietario derubato all’inizio degli anni Ottanta
Un controllo dei carabinieri in provincia di Rovigo ha consentito di chiudere una vecchia denuncia di furto, rimasta sepolta per 45 anni. Il ciclomotore Piaggio, privo di assicurazione e con una targa appartenente a un altro veicolo, sarà restituito al proprietario derubato all’inizio degli anni Ottanta
Valerio Boni 14 giugno - 08:54 - MILANOUna delle prime serie del ciclomotore Ciao, venduto in oltre 3,5 milioni di esemplari dall’avvio della produzione, nel 1967, alla chiusura nel 2006
Quarantacinque anni dopo, il caso è riemerso non da un fascicolo impolverato, ma da un controllo stradale. Nessuna indagine riaperta, nessun investigatore sulle tracce di un mezzo scomparso, nessuna soffiata. Solo un uomo fermato a Crespino, in provincia di Rovigo, in sella a un vecchio Piaggio Ciao, perché alla guida senza casco. Abbastanza per far scattare una verifica. Abbastanza, soprattutto, per riportare alla luce un furto denunciato nel 1981 in provincia di Ferrara.
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il controllo
—La storia comincia come tante delle numerose pattuglie quotidiane degli agenti delle Forze dell'Ordine. I carabinieri notano un 68enne del posto alla guida di un ciclomotore senza casco, e lo fermano per un controllo. La prima irregolarità è evidente, ma non è l’unica. Dagli accertamenti emerge che l’uomo è sprovvisto di patente e che il ciclomotore non è coperto da assicurazione. Le contestazioni al Codice della strada sembrano già delineare il quadro, ma ci sono altri dettagli che non tornano. Il primo indizio vero è la targa. Quella montata sul Ciao non appartiene al ciclomotore, ma a un altro veicolo intestato al 68enne. A quel punto il controllo cambia passo. L’uomo viene invitato a seguire i militari in caserma e il vecchio motorino, più che un mezzo da sanzionare, diventa un oggetto da identificare.
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I Carabinieri impegnati nelle operazioni che hanno consentito di restituire il ciclomotore rubato 45 anni fa, al legittimo proprietarioil dettaglio decisivo
—La chiave del caso è il numero di telaio. Inserito nelle banche dati della polizia, quel codice riapre una storia rimasta sospesa per quasi mezzo secolo: il Piaggio Ciao risulta rubato nel Ferrarese, a un trentina di chilometri di distanza, nel 1981. Un’epoca in cui il piccolo ciclomotore della Piaggio era ancora una presenza quotidiana nelle strade italiane, compagno di studenti, operai, pensionati, ragazzi di paese e pendolari a corto raggio. Un "motorino" semplice, spartano, spesso personalizzato, che si accendeva pedalando e che per molti ha rappresentato la prima forma di libertà motorizzata. E allora, in realtà si guidava senza targa, senza patente e senza casco. A rendere la vicenda ancora più singolare è il passaggio successivo. Nonostante i 45 anni trascorsi, i carabinieri riescono a rintracciare telefonicamente il proprietario che all’epoca aveva denunciato il furto. L’uomo conferma la scomparsa del ciclomotore e fornisce un dettaglio preciso, un particolare univoco del mezzo, sufficiente a chiudere il cerchio. Una sorta di impronta digitale meccanica, custodita nella memoria del proprietario più a lungo di quanto il caso fosse rimasto sepolto negli archivi.
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denuncia
—Il Ciao viene così sottoposto a sequestro penale. La Procura di Rovigo convalida il provvedimento e dispone la restituzione al legittimo proprietario. Per il 68enne di Crespino scatta invece la denuncia per ricettazione, oltre alle sanzioni per le violazioni accertate: guida senza casco, senza patente, senza assicurazione e con una targa riferita a un altro veicolo. Il "cold case" del Ciao, alla fine, si è risolto nel modo più imprevisto: non con un’indagine lunga e complessa, ma grazie a un controllo nato da una violazione evidente. Il ciclomotore che nel 1981 era sparito nel nulla è ricomparso 45 anni dopo su una strada del Rodigino, ancora in grado di muoversi, ma non di sfuggire ai database dell’Arma. Per il suo vecchio proprietario è il ritorno inatteso di un pezzo di gioventù. Per chi lo guidava oggi, invece, una pedalata nel passato finita davanti alla Procura.
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