1000 Miglia: oltre la gara c'è la conservazione di un patrimonio storico
La Gazzetta dello Sport

1000 Miglia: oltre la gara c'è la conservazione di un patrimonio storico

Domenica 14 giugno 2026
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Durante la tappa romana della 1000 Miglia 2026, durante di boa della storica manifestazione abbiamo incontrato Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia Srl. Si è già proiettati ai preparativi per l'edizione del centenario

Durante la tappa romana della 1000 Miglia 2026, durante di boa della storica manifestazione abbiamo incontrato Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia Srl. Si è già proiettati ai preparativi per l'edizione del centenario

Alesio Macaluso 14 giugno - 10:35 - ROMA Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia Srl

Dietro la leggenda della 1000 Miglia non ci sono solo i modelli storici e d'epoca che fanno gremire le piazze di mezza Italia, ma anche una macchina organizzativa che lavora in silenzio per un anno intero. Una rievocazione storica che oggi ha l'ambizione di trasformarsi in un vero e proprio laboratorio culturale, capace di parlare alle generazioni più giovani senza perdere il contatto con la propria storia. Nel vivo della tappa romana, durante il suggestivo giro di boa della gara che riporta a Brescia, abbiamo fatto il punto su questo grande sforzo collettivo e sui progetti futuri insieme a Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia Srl, la società che organizza la manifestazione.

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Questo è il momento in cui la corsa prende vita davanti agli occhi del pubblico. Qual è il sentimento nel vedere questo progetto realizzarsi? 
"Dietro questo palcoscenico c'è un lavoro immenso - spiega Beatrice Saottini - Il mio ringraziamento va ad un team di persone che, con grandissimo entusiasmo e determinazione, lavora un anno intero per far sì che tutto questo si realizzi in questi giorni.  
E poi il significato della Mille Miglia va ben oltre la gara. Il nostro compito non è solo gestire un evento corposo, che coinvolge più di 30 nazioni e oltre 400 equipaggi, ma anche quello di preservare un patrimonio storico. La Mille Miglia è nata come un laboratorio di sperimentazione, dove si sviluppava l'ingegno e la voglia di evolversi. Oggi la nostra sfida è mantenere attuale questo spirito, attirando pubblici diversi e connettendoci con le generazioni più giovani. È un impegno culturale che va oltre la competizione sportiva". 

Dietro una macchina organizzativa di questo livello c'è anche uno sforzo umano consistente. Come è strutturato il vostro team? 
"Dal punto di vista operativo, la nostra è una struttura snella: siamo quaranta collaboratori che lavorano tutto l'anno all'interno di una società in house di Aci Brescia. Non ci occupiamo solo della Mille Miglia Classica, ma anche degli eventi collaterali all'estero, come i Warm Up e le Experience, e della valorizzazione del motorismo storico in Lombardia, stringendo partnership con aziende che condividono la nostra stessa visione". 

I motori sono già accesi anche per il futuro e guardando all'orizzonte, s'intravede già l'edizione del centenario. Cosa dobbiamo aspettarci? 
"Sarà un'avventura straordinaria, non solo per i cinque giorni di gara. Stiamo già lavorando ad un palinsesto di eventi e attività che coprirà l'intero anno per celebrare degnamente un secolo di storia".

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