Le lacrime di Brunson: "Visto? I miei Knicks sanno vincere". Hart: "A tutti quelli che dubitavano di me..."
Towns dedica la vittoria ai tifosi: "Ci avete messo i risparmi di una vita, grato che ne sia valsa la pena". Le voci dei Knicks campioni Nba 53 anni dopo l’ultimo titolo
Towns dedica la vittoria ai tifosi: "Ci avete messo i risparmi di una vita, grato che ne sia valsa la pena". Le voci dei Knicks campioni Nba 53 anni dopo l’ultimo titolo
Giulia Arturi Giornalista 14 giugno 2026 (modifica alle 11:15) - MILANO"Non ho parole. Non so cosa sto provando ora. Non lo so, sono sopraffatto". Jalen Brunson, si guarda intorno, è appena finita gara-5, lui è campione Nba e mvp delle Finals. "Fiducia. Ogni volta che avevo la palla pensavo a tutto il lavoro che ho fatto per essere qua, pensavo a me da solo in palestra". Piange quando gli chiedono delle emozioni di vincere un titolo con suo papà in panchina, ex giocatore, 9 anni in Nba in 8 squadre diverse: "Già, potete guardarmi e basta per capire cosa provo". E poi in conferenza stampa: "Pressione? Nessuna pressione. Ho fiducia nel mio lavoro e non ho paura di fallire. Ho già spiegato cosa significa davvero pressione: è mio padre che durante la sua carriera ha firmato otto o nove contratti non garantiti, senza sapere quando sarebbe stato tagliato o quando una squadra avrebbe deciso di rinunciare a lui, mentre la sua famiglia era nella East Coast e lui chissà dove". Sono i suoi Knicks: "Noi troveremo sempre un modo. Non importa cosa succede, ogni volta che mettiamo piede in campo troveremo un modo di farcela". Sorride, orgoglioso: "Sì, ogni volta". Ora che è campione Nba gli chiedono cosa direbbe a chi sosteneva non fosse un giocatore da franchigia: "Non ho risposto allora, di certo non gli risponderò adesso".
VIDEO: Nba Finals, i Knicks vincono gara-4 e a New York esplode la festa"mr aura"!
—Mike Brown, la mente in panchina, l'allenatore dei Knicks campioni: "È surreale, non so da quanto tempo è finita la partita, ma ancora non ci credo. Continuavo a ripetermi: resta nel presente, resta nel presente. Concentrati sul presente. Cerca di aiutare questi ragazzi nell'azione successiva. Sono straordinari, non mollano mai: sono stati pronti fin dal primo giorno, e non parlo soltanto dei primi cinque. Tutti e 18 del roster pronti fin dal primo giorno. Riportare a New York un titolo ai nostri tifosi è incredibile". New York ama i suoi Knicks, i Knicks amano New York e i suoi tifosi, come spiega Karl-Anthony Towns: "Ci avete messo i risparmi di una vita, del vostro lavoro dalle 9 alle 17, i risparmi per il college dei figli. Sono grato di di aver fatto sì che ne sia valsa la pena". Un pensiero anche per la madre, morta nel 2020: "La sua presenza è sempre stata nella mia vita. Nei momenti di vera pressione sento sempre arrivare una calma particolare, ed è sempre lei". "Mr Aura!" (sui social significa più o meno “mister carisma"), urla poi Towns. È arrivato in conferenza OG Anunoby, l'uomo del canestro in gara-4 della vittoria, quel tocco è già leggenda: "Quando qualcuno ti dice che non puoi fare qualcosa, in quel momento sai che potrai farcela. Se riguarderò il mio canestro? Sono sicuro che un giorno mi sveglierò, magari ad agosto, guarderò un highlight di tutto questo e ne sarò orgoglioso".
fratelli
—"Sono i miei fratelli per sempre", racconta Josh Hart. Con Mikal Bridges e Jalen Brunson aveva già vinto a Villanova, al college. Si sono ritrovati a New York e hanno vinto ancora insieme. Se non è una storia da film questa. Hart ripensa anche al proprio percorso: "Hanno dubitato di me tante volte. Tutti in questa squadra, a un certo punto, sono stati messi in dubbio. Non ne parliamo spesso, ma nessuno parla del peso di quella maglia... In questo momento, però, è più leggera che mai. Io sono stato scambiato, non ho avuto stabilità, ho cambiato sette o otto allenatori. A New York ho trovato casa. New York mi ha accolto davvero per la persona e per il giocatore che sono". Per aiutare i Knicks a costruire questa squadra, Jalen Brunson ha rinunciato ad un contratto più ricco. Una scommessa da 113 milioni: "Quella è solo una piccola parte della storia. Il merito va ai miei compagni di squadra, alla mentalità di credere l'uno nell'altro e di non arrenderci mai". Quel legame va oltre il parquet, ma si vede anche in campo. Nel dopo partita Hart si rivolge a Bridges: "Dimenticatevi quelle scelte". Mikal era stato a lungo quello pagato troppo dai Knicks per prenderlo, che avevano scambiato per lui cinque prime scelte non protette. Ora la risposta è semplice: "Siamo qui oggi".
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