Bellingham suona la carica: "Ora so come si fa. Inghilterra, soffri e vinci"
Il centrocampista ha imparato dalle delusioni passate: "Bisogna accettare la pressione e gustarsi l’attimo. Il gol più bello l’ho segnato contro la Slovacchia all’Europeo 2024 perché pensavo alle volte che da bambino vedevo eliminare la nostra nazionale"
Il centrocampista ha imparato dalle delusioni passate: "Bisogna accettare la pressione e gustarsi l’attimo. Il gol più bello l’ho segnato contro la Slovacchia all’Europeo 2024 perché pensavo alle volte che da bambino vedevo eliminare la nostra nazionale"
Dal nostro inviato Davide Chinellato 14 giugno 2026 (modifica alle 12:12) - KANSAS CITY (USA) English version"It’s go time". Jude Bellingham è pronto: a mettersi l’Inghilterra sulle spalle, a dimostrare che al quarto grande torneo con i Tre Leoni è pronto a fare la differenza, ad essere decisivo come quando all’ultimo Europeo si è inventato un clamoroso gol in rovesciata per impedire all’Inghilterra di uscire agli ottavi con la Slovacchia. Thomas Tuchel non ha ancora deciso se sarà lui o Morgan Rogers a giocare da trequartista titolare nel debutto Mondiale con la Croazia, il prossimo 17 giugno, ma le due amichevoli in Florida, dove la nazionale che punta al titolo ha passato i primi 12 giorni della sua avventura negli Usa, hanno detto che Jude è in forma. E anche per questo la star del Real sembra in vantaggio per cominciare il Mondiale da titolare. "Questi giorni ci sono serviti per reintegrare il gruppo, per giocare un paio di partite, per rilassarci e prepararci. Ora siamo pronti", ha raccontato a Lion’s Den, show sui canali social della nazionale inglese.
VIDEO: Inghilterra, formazione Mondiali: Bellingham insidiato da RogersJude, è al quarto torneo con l’Inghilterra: cosa ha imparato dai precedenti?
"La prima è che tutti devono farsi trovare pronti, perché ho imparato che chi fa il gol decisivo nella finale di un Mondiale non è sempre il nome che sembrerebbe più ovvio. L’altra cosa è che questi momenti te li devi gustare. Devi apprezzare le sessioni di allenamento, le partite, la sofferenza di quando sei in campo, devi gustare la sensazione di essere con le spalle al muro. E quando vinci, devi godere al massimo la sensazione di essere riuscito a superare un altro Paese. Perché è un successo enorme".
Come l’ha capito?
"All’ultimo Europeo le cose non hanno funzionato benissimo. Siamo andati in finale, ma anche per colpa della pressione non l’abbiamo apprezzato fino in fondo. È evidente che qualcosa non ha funzionato, anche fuori dal campo: non abbiamo giocato bene, e anche quando vincevamo non riuscivamo a essere felici fino in fondo di quello che avevamo fatto. La vittoria però è una sensazione che devi assaporare, non puoi lasciare che ti abbandoni troppo in fretta altrimenti non ti aiuta".
Cos’ha di speciale l’Inghilterra?
"Il nostro gruppo, quello che i giocatori che ne fanno parte da più tempo hanno creato. Siamo uniti, siamo insieme, siamo tutti sulla stessa lunghezza d’onda e questo rende facile per chiunque arrivi inserirsi e farne parte. Non importa quanti anni hai, da dove arrivi, dove giochi: sediamo tutti allo stesso tavolo, parliamo tutti della stessa cosa e tutti possono essere coinvolti. Funziona bene".
Anche se c’è competizione, come tra lei e Rogers?
"Io e Morgan siamo cresciuti insieme, veniamo dalla stessa zona, abbiamo giocato negli stessi gruppi giovanili. E se ci ripenso ora, credo che abbiamo sempre pensato che saremo arrivati fino a questo punto. Ricordo bene Morgan, quanto era bravo, quanto era una spanna sopra agli altri. Se ci ripenso, non penso nessuno sia sorpreso che ce l’abbiamo fatta".
Una qualità che ammira di lui?
"Di Morgan ammiro la fiducia che ha in sé stesso. Soprattutto da quando è all’Aston Villa, quella fiducia non la perde mai, resta sempre con lui. È quello che fanno i grandi giocatori, quelli che anche quando non stanno rendendo al massimo trovano il modo per essere decisivi, per far vincere la loro squadra. E lui ci riesce. E poi è completo, può giocare su tutto il fronte d’attacco: su uno così non sai come difendere. Apprezzo un giocatore così completo, con tanti punti di forza, che sa come muoversi in campo e fa tutto ad alto livello. E ammiro la sua capacità di finalizzazione. Morgan è fantastico da avere come compagno di squadra, come stimolo, come concorrente".
C’è tanta concorrenza, in questa Inghilterra?
"Una delle cose che ho notato di questa squadra è che il livello non scende mai. Guardi a chi sono i titolari e pensi che sia una squadra buona. Facciamo tre-quattro cambi, come nelle ultime amichevoli, e pensi che il livello debba scendere. Invece il nostro non scende mai".
È a questo che è servito il ritiro in Florida?
"Ci è servito tanto. Ci siamo adattati al clima, ai campi. Ci è servito allenarci e nell’amichevole col Costarica abbiamo mostrato di aver capito come vogliamo giocare, come vogliamo gestire le partite, quando pressare, quando tenere palla. E che atteggiamento devono avere tutti, titolari e riserve".
Il gol più bello in nazionale?
"Quello con la Slovacchia, all’ultimo Europeo. Non lo cerco su YouTube, ma quando salta fuori lo guardo e mi ricordo ancora come mi sentivo quel giorno, la brutta sensazione che avevo perché non stavamo giocando bene. Mi tornava in mente da bambino tutte quelle volte che l’Inghilterra era uscita da Mondiali o Europei contro squadre con cui non sarebbe dovuta uscire, e mi dicevo che sarei stato parte di una di quelle squadre, di uno di quei momenti che scuotono il calcio inglese dalle fondamenta. Invece poi ho segnato quel gol, e ci ha portato a dove siamo arrivati".
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