Tumori, nel battito del cuore c'è il segreto per nuove cure
La Gazzetta dello Sport

Tumori, nel battito del cuore c'è il segreto per nuove cure

Domenica 14 giugno 2026
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Uno studio italiano su dimostra che le contrazioni cardiache inibiscono la crescita delle cellule tumorali

Uno studio italiano su dimostra che le contrazioni cardiache inibiscono la crescita delle cellule tumorali

Daniele Particelli 14 giugno - 13:11 - MILANO

Il cuore è da sempre al centro della ricerca medica e negli anni abbiamo imparato come dovremmo prendercene cura e quali attività svolgere per un organo sano e in salute, con conseguenze positive su tutto l'organismo. E se nel battito del nostro cuore si nascondesse un potenziale alleato nella lotta contro i tumori? È quanto hanno ipotizzato i ricercatori del Centro Internazionale per l'Ingegneria Genetica e la Biotecnologia e dell'Università di Trieste, con il coinvolgimento del Centro Cardiologico Monzino-IRCCS, dell'Università di Milano e dell'Istituto Europeo di Oncologia.

Tumori, nel battito del cuore c'è il segreto per nuove cure

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Lo studio, guidato da Serena Zacchigna e pubblicato sulla rivista Science, è partito da un dato di fatto. Perché il cuore non sviluppa tumori? Il cuore è un organo attraversato da un flusso continuo di cellule e sostanze, eppure le neoplasie che lo colpiscono rappresentano una rarità clinica. La risposta, secondo i ricercatori, potrebbe risiedere proprio nel battito.

L'intuizione è nata osservando i pazienti con grave scompenso cardiaco a cui viene impiantata una pompa meccanica per supportare la funzione del cuore. In questi casi, il cuore viene messo a riposo dalla pompa e, sorprendentemente, i cardiomiociti, le cellule muscolari cardiache che normalmente non si rigenerano, in questa condizione di ridotta attività contrattile iniziano a moltiplicarsi. "Abbiamo visto che nel cuore messo a riposo dalla pompa, i cardiomiociti al contrario possono rigenerarsi, cosa che non succede normalmente quando il cuore si contrae", ha spiegato Zacchigna. Da questa osservazione è nata l'ipotesi che le contrazioni cardiache inibissero in qualche modo la moltiplicazione cellulare, non solo dei cardiomiociti, ma potenzialmente anche delle cellule tumorali.

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Più forza contrattile, meno crescita tumorale

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Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno lavorato su modelli animali di trapianto cardiaco e su tessuti cardiaci umani generati in laboratorio a partire da cellule staminali. Modulando la frequenza e l'intensità del battito cardiaco e inserendo cellule tumorali di diversi tessuti, hanno osservato un risultato chiaro: all'aumentare della forza contrattile, diminuisce la crescita dei tumori. E, al contrario, riducendo le forze di contrazione, le cellule tumorali crescono più velocemente.

"Abbiamo visto che stimolando in maniera ritmica cellule tumorali, simulando il battito cardiaco, queste crescono molto meno", ha sottolineato la ricercatrice. Lo studio ha anche precisato cosa rende questo meccanismo unico rispetto ad altri stimoli meccanici già studiati in oncologia, come la rigidità dell'ambiente che circonda il tumore: "La cosa nuova in questo studio è che lo stimolo meccanico è rappresentato dalle forze generate dalla contrazione cardiaca".

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La scoperta non è soltanto curiosa sul piano scientifico, ma in futuro le sue applicazioni cliniche potrebbero essere rivoluzionarie: i ricercatori ipotizzano di poter costruire dei dispositivi indossabili, come fasce, capaci di simulare il ritmo e la forza del battito cardiaco per applicarli direttamente su tumori superficiali, come il cancro della mammella o i tumori della pelle. "Abbiamo già dei prototipi grazie a una collaborazione con Domenico Prattichizzo dell'Università di Siena, che si occupa proprio di sviluppare dispositivi robotici indossabili", ha anticipato Zacchigna, precisando che i tempi non sono immediati: sarà necessario dimostrare la sicurezza di questi dispositivi, ma la ricercatrice non è escluso che entro tre o quattro anni si potrebbe arrivare a testare i primi prototipi sui pazienti.

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