Abbiati e Frey alla Milano Football Week: "Il portiere? È il mestiere più bello del mondo"
I due grandi ex di Milan e Fiorentina - tuttora detentori di due primati - raccontano i loro esordi e tanti aneddoti della loro carriere. Donnarumma un comun denominatore: Christian lo ha visto crescere, Sebastian gli è stato vicino nei mesi difficili
I due grandi ex di Milan e Fiorentina - tuttora detentori di due primati - raccontano i loro esordi e tanti aneddoti della loro carriere. Donnarumma un comun denominatore: Christian lo ha visto crescere, Sebastian gli è stato vicino nei mesi difficili
Oscar Maresca 14 giugno - 15:15 - MILANO English versionUltima domenica di calcio e grandi ospiti alla Milano Football Week. Sul palco di CityLife sono saliti due portieri che hanno fatto la storia della Serie A: Christian Abbiati e Sebastian Frey. Il primo è ancora oggi il portiere con più presenze nella storia del Milan, il secondo è lo straniero più giovane ad aver debuttato in A nel suo ruolo con la maglia dell’Inter quando aveva 19 anni. Hanno raccontato i loro inizi e la passione per il calcio tra curiosità, aneddoti e grandi sfide. “Ho iniziato a giocare tra i pali perché ero il più alto – ha ammesso Abbiati -. Quel giorno diluviava, l’allenatore mi chiese di andare in porta. Mi tuffavo nel fango e mi divertivo. Serve tanto coraggio per fare il portiere, ma è il mestiere più bello al mondo”. Frey invece ha cominciato a volare nel parcheggio del quartiere in cui viveva con la sua famiglia: “Ricordo l’odore di lattice dei primi guanti. Il portiere è da solo, ha tutta la responsabilità su di sé, può diventare l’eroe della partita. Non c’è cosa più bella”. La scuola italiana ha segnato un’epoca: “Da ragazzino il mio idolo era Zenga – ha ricordato Abbiati -. Tutti mi hanno sempre rimproverato di aver giocato poco in Nazionale, ma avevo tantissima concorrenza: Buffon, Toldo, Marchegiani, Peruzzi”.
VIDEO: Ricordi la parata di tacco di Abbiati contro l'Udinese?I tunnel di Ronaldo
—Oggi il migliore italiano tra i pali è senza dubbio Gianluigi Donnarumma: “L’ho visto crescere – ha detto Abbiati - Gigio è un fenomeno”. Frey gli è stato vicino nell’ultimo periodo al Psg: “È stato bersagliato dalle critiche. Aveva bisogno di parlare, gli sono stato accanto. Tutto quello che ha fatto se lo è meritato. A 16 anni era al Milan, per riuscirci devi avere le spalle larghe. Per me – ha ricordato l’ex Inter – un altro grandissimo portiere è Courtois. Anche Raya dell’Arsenal però mi ha impressionato”. Frey prima di arrivare in nerazzurro ha rifiutato la Juventus: “Andai al Comunale per osservare da vicino Peruzzi, Zidane, Del Piero. Mi volevano a tutti i costi, rifiutai pure una macchia come premio. Incontrai la dirigenza, ma non accettai. Ero troppo giovane”. All’Inter Frey ha condiviso il campo con Ronaldo il Fenomeno: “Il giocatore più forte che abbia mai visto. Una volta, in allenamento, disse a Taribo West che gli avrebbe fatto tre tunnel. Ovviamente ci riuscì”. Per Abbiati il vero esempio è stato Maldini: “Un leader in campo e fuori, nei primi sei mesi non riuscivo neanche a parlarci. Era un modello di riferimento. Boban è invece quello che più mi impressionava, disegnava calcio”.
Flashback
—Abbiati non ha dubbi su quale sia il ricordo più bello della sua carriera: “Le due semifinali di Champions contro l’Inter nel 2003 sono state le partite più importanti della mia vita. Non ho dormito per giorni”. Frey invece ha due istantanee impresse nella mente: “Lo spareggio per salvare il Parma nella stagione successiva al fallimento. E la vittoria della Fiorentina ad Anfield contro il Liverpool in Champions nel 2009”. L’ex portiere del Milan in rossonero ha vinto tutto: tre scudetti, la Champions, una Supercoppa Uefa. “Ho debuttato contro il Perugia nel ’99 dopo l’espulsione di Rossi. Ho vinto lo scudetto nella mia prima stagione in rossonero. A volte, ci vuole pure un pizzico di fortuna”.
La fede
—Se Abbiati è un appassionato di Harley, Frey ama pescare: entrambi però condividono la fede per il buddismo. “Ho scoperto il buddismo dopo un brutto infortunio subito a 25 anni che mi ha costretto a saltare il Mondiale 2006 – ha raccontato il francese -. Con un ginocchio malconcio ho avuto paura. Non ero più me stesso, non gestivo lo stress e le emozioni. È stato Roberto Baggio ad aiutarmi. Mi ha dato tanti consigli, così ho intrapreso questo percorso. Quando stai bene con te stesso, stai bene anche con gli altri”. Infine, un pronostico sul Mondiale: “La Francia è favorita – conferma Frey - perché ha 25 campioni. Ma sono curioso di vedere dove arriveranno Portogallo e Marocco”. Abbiati ha scelto per chi fare il tifo: “Il Brasile del mio amico Ancelotti”.
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