A New York è Knicks-mania: 53 anni di attesa evaporati in una notte di follia totale. Il racconto
La Gazzetta dello Sport

A New York è Knicks-mania: 53 anni di attesa evaporati in una notte di follia totale. Il racconto

Domenica 14 giugno 2026
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Milioni di persone in strada nella Grande Mela, tra cori, fuochi d’artificio e qualche momento di tensione. Il reportage da Manhattan

Milioni di persone in strada nella Grande Mela, tra cori, fuochi d’artificio e qualche momento di tensione. Il reportage da Manhattan

Dal nostro inviato  Fabio Licari 14 giugno - 15:08 - NEW YORK

Se quella della grande rimonta di gara-4 era follia, che cos’è stata ieri notte New York dalle 23.28, quando a San Antonio è fischiata la sirena e i Knicks si sono presi la Nba dopo cinquantatré anni? Una notte da Joker in Batman e Jack Nicholson in Shining assieme a far festa, a modo loro. New York è folle dei Knicks e anche il New York Times, invece di aprire con Trump, Iran e politica internazionale, ha continuato a raccontare minuto dopo minuto quello che stava succedendo nel recinto transennato tra la Quinta e la Sesta attorno a Times Square: "Soltanto nel ’94, quando i Knicks arrivarono in finale, fu tutto più folle". A quanto pare è il Mondiale il vero influsso astrale. Era cominciata con gioia, tutto è degenerato la mattina di domenica quando si sono sentiti spari tra la 42esima Strada e Broadway a Times Square. Nei video dei testimoni si vede la gente che scappa. Ma poteva andar peggio: un solo ferito serio, un adolescente ferito da un colpo di arma da fuoco tra la marea umana, milioni, che ha invaso Manhattan. Numerosi arresti, le cifre ufficiali non sono state ancora comunicate.

VIDEO: Nba, Knicks campioni: a New York esplode la festa, tifosi in delirio

"POSSO PASSARE, AGENTE?"

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Erano tutti per strada aspettando la sirena. Ma tutti tutti. La polizia ha deciso di transennare il centro con doppio e triplo sbarramento. Ogni "street", che taglia perpendicolarmente le "avenue", chiusa ai due lati. E se uno deve tornare a casa? Dipende dal poliziotto. Alcuni più gentili, altri inflessibili. Dovevi mostrare la chiave dell’hotel e, per noi più fortunati, il badge da giornalista del Mondiale: "Sa, dovrei tornare a scrivere…". Ma un percorso diritto di trecento metri diventava una circumnavigazione di un paio di chilometri fino al successivo stop che, come al Monopoli, ti faceva partire dal via. Tutto aperto: ristoranti, bar, chioschi di hot dog. Pare mezzogiorno.

scuolabus in fiamme

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La gente non si controlla più. Corrono e piangono tutti. Corrono e piangono, gridano, cercano di coinvolgerti nella festa. Vola la birra dovunque. Più che New York in strada gli odori sono da Giamaica. Odore anche di polvere da sparo lì a destra, la folla si sposta, ondeggia, qualcuno spinge, qualcuno finisce un po’ schiacciato. Paura. Le coppie si tengono per mano per non perdersi. Bambini per strada con i loro genitori ai quali un corso di "patria potestà" male non farebbe. Già l’autista di Uber l’aveva detto: "Vi lascio qui, se entro non ci muoviamo". O rischiamo. L’altra notte qualche taxi era stato preso a calci, cinghiate, sassate. Ieri hanno pagato alcuni scuolabus: uno è stato dato alle fiamme. "Vogliamo che stasera tutti a New York stiano al sicuro. Va bene, festeggiate, ma state attenti", aveva detto James Dolan, proprietario dei Knicks, ai giornalisti nella conferenza stampa post-partita.

I festeggiamenti dei tifosi dei Knicks 

BOTTI A TIMES SQUARE

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Fuochi d’artificio a Times Square come a Capodanno, ma ai quasi trenta gradi di questi giorni. Meglio guardare da lontano, avvicinarsi non avrebbe senso. "New York New York" di Frank Sinatra sparata ad alta voce, gente che piange di gioia, tutti con la canotta blu e arancione. I tremila attorno al Madison davanti al grande schermo perdono il controllo e si scatenano per vie e viuzze libere. I semafori sembrano attaccapanni umani sotto gli occhi della polizia che fa finta di niente. La gente applaude i danneggiamenti. Sirene, botti, urla. Anche gli ingressi del Port Authority Bus Terminal a Midtown Manhattan sono chiusi. Chi è in città, resta. Chi è fuori, non entra. Noi siamo a metà strada. Arrivano unità a cavallo, agenti in tenuta antisommossa.

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parata trionfale

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Mamdani fa un post, "Storico!" e dice in un comunicato: "I newyorkesi hanno fatto il tifo per la nostra squadra dai salotti gremiti del Bronx alle feste per guardare la partita a Brooklyn, dai bar del Queens a Staten Island, a Manhattan e persino al Madison Square Garden. Ora è il momento che la nostra città festeggi insieme". Giovedì parata trionfale e consegna delle chiavi della città ai Knicks. Quel giorno, meglio andare a Boston o Philadelphia, vediamo se lì c’è una partita del Mondiale…

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