Torino ha festeggiato i 90 anni della 500 Topolino
La Gazzetta dello Sport

Torino ha festeggiato i 90 anni della 500 Topolino

Lunedì 15 giugno 2026
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Dalla Nuova Zelanda, da tutta Europa e dall'Italia, oltre 130 equipaggi di appassionati e collezionisti hanno partecipato al grande raduno per celebrare la storica vettura Fiat. Ecco tutti i modelli esposti e le loro storie

Dalla Nuova Zelanda, da tutta Europa e dall'Italia, oltre 130 equipaggi di appassionati e collezionisti hanno partecipato al grande raduno per celebrare la storica vettura Fiat. Ecco tutti i modelli esposti e le loro storie

Chiara Marchisio 15 giugno - 07:45 - MILANO Oltre 130 500 Topolino esposte a Torino in piazza Vittorio per il novantesimo anniversario della prima utilitaria Fiat

Sono arrivati da tutta Europa e addirittura dalla Nuova Zelanda, fino a Torino, per celebrare il novantesimo compleanno della Fiat 500 Topolino. Oltre 130 equipaggi di collezionisti e appassionati della piccola utilitaria Fiat, hanno partecipato al grande raduno internazionale “La Topolino va ai 90”, organizzato dal Topolino Autoclub Italia dall’11 al 14 giugno 2026. L’appuntamento, inserito nel calendario dedicato ai 60 anni dell’Asi, è una tradizione per i “topolinisti”: alle cifre tonde dell’anniversario della presentazione ufficiale, avvenuta il 15 giugno 1936, si ritrovano nella città della Fiat per ripercorrere i luoghi che hanno visto nascere la Fiat 500 A, conosciuta da tutti come Topolino per la somiglianza del frontale con il famoso topo della Disney. 

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Ideata con l’obiettivo di motorizzare in massa gli italiani, su richiesta di Mussolini, la 500 A (1936) e i suoi modelli successivi 500 B (1948) e 500 C (1949) sono state prodotte fino al 1955. Negli anni seguenti, sono rimaste una presenza costante sulle strade italiane, e anche all’estero, prima di diventare gioiellini amati oggi da migliaia di collezionisti di tutto il mondo. A Torino, nell’esposizione statica di piazza Vittorio Veneto (sabato 13 giugno), c’era una 500 A acquistata nel 1936 da un signore svedese, che l’ha poi nascosta in un fienile all’inizio della seconda guerra mondiale, dove è rimasta, dimenticata, fino al 2019. Il modello, ora di proprietà di un collezionista, è originale, compreso il motore da 569 cc. Per scelta non è mai stato restaurato, porta i segni dei suoi novant’anni più di altri in condizioni impeccabili, ma incarna a pieno la filosofia del Topolino Autoclub Italia: “belle, meno belle, purché le usiate”. E continuino a portarle in giro in Italia e nel mondo.  

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La 500 C Giardiniera, con la carrozzeria rivestita in legno di frassino e massone

una passione mondiale

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Infatti, in aereo dalla Nuova Zelanda (con una Topolino italiana in prestito), e su gomma da Svezia, Olanda, Svizzera, Francia, Ungheria, Germania, Regno Unito, e da tutta Italia, i "topolinisti" hanno portato una spettacolare miscela di modelli. Alla già citata 500 A del 1936, si aggiungono le versioni costruite all’estero (su licenza Fiat in Polonia dalla Polski Fiat, in Francia dalla Simca, in Austria dalla Steyr-Puch, in Germania dalla Nsu-Fiat Neckar) e per le corse, e le splendide Giardiniera a quattro posti, con le fiancate rivestite con listelli di frassino e massone. “C’era un sovrappiù di maestranze che lavoravano il legno, perché prima della guerra le scocche delle auto erano di legno”. Così, per dare lavoro a questi operai specializzati, la Fiat creò una Topolino sullo stile delle station wagon Woody americane, poi riproposta con carrozzeria interamente in lamiera come Giardiniera Belvedere. 

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Le Topolino radunate a Torino con tettucci aperti e valigie sul portapacchi

in pellegrinaggio 

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Come la Giardiniera in legno, la Belvedere ebbe grande successo, e diventò celebre come “l’auto dei preti”, perché scelta da tanti parroci di campagna degli anni Cinquanta per i propri spostamenti. “Per questo mi piace pensare di essere venuto qui in pellegrinaggio” spiega un appassionato inglese, arrivato a Torino con la sua personale Belvedere. Con una velocità massima di 80 km/h, zero confort e nessuna dotazione di sicurezza, il viaggio dall’Inghilterra non è facile. “Nel 1986 ero venuto fin qui guidando, ci avevo messo quattro giorni”, spiega, “questa volta l’ho messa su un carrello”. Lo stesso ha fatto un altro topolinista di Lucerna, per il viaggio di andata, “ma torneremo in tre tappe, passando da Ivrea”. La sua Topolino era della nonna, di cui conserva una foto sulla plancia del cruscotto in una cornice magnetica che dice, in tedesco, “pensa a me, e guida con prudenza”. La 500 B di Mario Esposito del Topolino Autoclub Italia di Bologna, invece, era di un suo caro amico, che gliel’ha lasciata in eredità nel 1964. Da allora partecipa ai raduni “almeno una volta l’anno, con tantissimi amici da tutto il mondo”. Ormai, dice, si conoscono tutti. E se non fosse per gli appassionati accorsi per immortalare lo spettacolo con lo smartphone, a vedere così tante Topolino sfilare via da piazza Vittorio, con i tettucci aperti e le valigie di cartone sul portapacchi, potrebbe sembrare di trovarsi ancora in quell’Italia del dopoguerra. Il tempo è passato, ma 90 anni dopo, questa “piccola grande vettura” è rimasta l’auto di tutti.

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