È sfida Ferrari-Mercedes! Ma il Cavallino ha un jolly motore da giocarsi
La Gazzetta dello Sport

È sfida Ferrari-Mercedes! Ma il Cavallino ha un jolly motore da giocarsi

Lunedì 15 giugno 2026
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La rossa ha dimostrato che i tanti aggiornamenti portati a Montmelò funzionano, i tedeschi risponderanno quanto prima. Ma già dall'Austria le SF-26 avranno una carta importante da mettere sul tavolo 

La rossa ha dimostrato che i tanti aggiornamenti portati a Montmelò funzionano, i tedeschi risponderanno quanto prima. Ma già dall'Austria le SF-26 avranno una carta importante da mettere sul tavolo 

Alessandro Miglio Giornalista 15 giugno - 11:59 - MILANO

Ci sono gesti che valgono più di mille parole e l’abbraccio dato da Andrea Kimi Antonelli a Lewis Hamilton rientra sicuramente tra questi. Il pilota della Mercedes si era appena ritirato per un problema tecnico, perdendo punti importanti, ma ha deciso lo stesso di andare a complimentarsi sotto il podio con il britannico, alla sua prima vittoria con la Ferrari. "Sono tanto contento per lui", ha dichiarato l’italiano. Il loro rapporto è molto stretto: il sette volte iridato si è sempre schierato dalla parte di Kimi nei momenti complicati e lo ha esaltato dopo i successi ottenuti quest’anno. Il weekend di Barcellona, però, ha mostrato come sia proprio Hamilton il primo rivale di Antonelli per il titolo. Il distacco tra i due in classifica è di 41 punti, non molti considerando che mancano 15 gare al termine della stagione. 

VIDEO: Hamilton e la Ferrari vincono di squadra: gli highlights del GP di Barcellona

le macchine

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In Spagna la Ferrari ha portato un cospicuo pacchetto di aggiornamenti, concentrati sulle ali e sul fondo della SF-26. Il Cavallino è stato aggressivo, migliorando la monoposto. Infatti, il sette volte iridato ha chiuso la qualifica a soli 64 millesimi dal poleman George Russell e il suo passo gara è stato all’altezza delle Frecce d’argento. "L’evoluzione della rossa è stata mostruosa, hanno cambiato tutta la macchina. Dobbiamo spingere perché sono veloci, ma mi piace", ha spiegato Toto Wolff, team principal della Mercedes. Il Cavallino è rientrato nella seconda quota di concessioni dell’Aduo, il meccanismo introdotto per aiutare i costruttori in difficoltà. Il gap rispetto alla power unit Red Bull-Ford, considerata quella di riferimento, è superiore al 4%. Quindi la scuderia di Maranello avrà la possibilità di introdurre due sviluppi quest’anno e due il prossimo, ma Hamilton ha spiegato che si tratta di un progetto che potrebbe richiedere dagli otto ai dieci mesi. Inoltre, anche la Mercedes ha diritto a delle evoluzioni: una nel 2026 e una nel 2027. 

i piloti

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Lewis e Kimi si sono incontrati per la prima volta a Monza nel 2018, quando l’italiano aveva appena compiuto 12 anni. In quell’occasione Antonelli, uno dei giovani presenti sulla griglia di partenza, ha stretto la mano al campione dicendogli «ricordati che sei il migliore». Chissà se avrebbe mai immaginato di prendere il suo posto in Mercedes nel 2025. In questa stagione i due hanno vissuto un percorso simile: partiti con gli sfavori del pronostico, hanno ribaltato le gerarchie all’interno dei loro team a suon di risultati. Hamilton si è preso il ruolo di leader, trascinando la Ferrari. Adesso ha 40 punti di vantaggio in classifica su Charles Leclerc, che sta commettendo una serie di errori inspiegabili. Dopo il doppio incidente in qualifica e in gara a Montecarlo, il 28enne è andato a sbattere anche nel Q3 di Barcellona, compromettendo il suo weekend. Kimi, invece, si sta dimostrando sempre più veloce di Russell, anche nelle piste in cui è più in difficoltà. Non a caso Wolff ha aperto a possibili ordini di scuderia a partire dal GP d’Austria, in programma il 28 giugno. 

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le squadre

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La prima Ferrari firmata da Loic Serra sta sorprendendo: il francese è passato a Maranello proprio dalla Mercedes, dove non aveva mai ricoperto il ruolo di direttore tecnico. A puntare su di lui è stato Frederic Vasseur, alla quarta stagione in rosso. Il team principal è stato criticato a più riprese nel 2025, ma ha sempre ricevuto il sostegno dei piloti. Per Hamilton un cambiamento fondamentale è stato quello del suo ingegnere di pista, con Carlo Santi che ha preso il posto di Riccardo Adami: «Ho la sensazione che sia un po’ il mio Bono (il nome d’arte di Peter Bonnington, ndr) italiano. È un veterano, ne ha viste di tutti i colori e alla radio è molto calmo». La Mercedes, invece, ha mantenuto la stessa struttura al vertice. Il braccio destro di Wolff è sempre James Allison, direttore tecnico ex Ferrari che ha vinto quattro titoli piloti e cinque costruttori a Brackley. Mentre Antonelli sta lavorando a stretto contatto con Bono, sognando di replicare i successi conquistati in passato da Hamilton.

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